Recent Event Highlights: Giornata mondiale dei diritti umani , Giornata mondiale contro la pena di morte, Giornata per la depenalizzazione dell'aborto in America Latina e nei Caraibi, Amnesty International celebra il suo 50° compleanno, Lancio del Rapporto annuale 2011, Rapporto sulla pena di morte, and 228 more...
Created by amnestyitalia on 14/07/2011
Last updated: 18/09/12 at 17:07
Tags: diritti umani Amnesty International
Viene lanciata un campagna globale per mettere fine alla pena di morte in Europa. La Bielorussia è l'ultimo paese in Europa e dell'ex Unione Sovietica che mette a morte delle persone. Il mondo sta rinunciando a questa pena disumana; aiuta a liberare una regione dalla pena di morte. © Amnesty International
Nel quadro della campagna globale di Amnesty International per sostenere i diritti riproduttivi delle donne, da ogni parte del mondo si esprime il sostegno alle organizzazioni nicaraguensi per le donne e le ragazze. In Nicaragua, l'aborto è considerato reato in ogni circostanza, anche quando una gravidanza è la conseguenza di uno stupro o di un incesto. I diritti riproduttivi delle donne sono diritti umani e Amnesty International contribuisce a difenderli. © Amnesty International
Le persone vengono chiamate a cercare la Sezione o il gruppo più vicino per un "brindisi alla libertà" con Amnesty International.
Video: "Illumina i diritti umani"
© Amnesty International
http://50.amnesty.it
Il Rapporto annuale 2011 di Amnesty International rivela un mondo in cui le persone continuano a sfidare l'oppressione nonostante le numerose misure repressive usate contro di loro. Dimostra che le comunità più colpite dalle violazioni dei diritti umani sono la vera forza motrice nella lotta dei diritti umani.
© Amnesty International
http://50.amnesty.it/rapportoannuale2011
Amnesty International pubblica il suo più recente rapporto sull'uso della pena di morte e sui progressi fatti dall'introduzione della moratoria dal 2008. Foto: manifesto della campagna contro la pena di morte © TBWA \ Paris
Nella giornata della festa nazionale in onore della polizia, gli egiziani scendono in massa nelle strade, chiamando questa giornata "Giorno della collera". I manifestanti, sempre più numerosi, chiedono elezioni libere e le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. Ci sono violenti scontri con la polizia nei giorni successivi. Quando l'esercito viene inviato al Cairo per mantenere l'ordine è accolto bene e si rifiuta di usare le armi contro la popolazione. Dopo diversi rifiuti, l'11 febbraio, Hosni Mubarak si dimette e cede il potere all'esercito. I nuovi dirigenti militari si impegnano a rimettere il potere a un governo civile ed eletto e affermano che l'Egitto continuerà a rispettare tutti i trattati internazionali che ha ratificato, facendo chiaramente riferimento al trattato di pace del 1979 con Israele. © Nasser Nouri
Mohamed Bouazizi, un venditore ambulante tunisino, si è dato fuoco. Protestava contro le vessazioni e le umiliazioni inflitte dalla polizia municipale. Questo gesto diventa il catalizzatore della rivoluzione tunisina, accendendo nel paese manifestazioni e scontri per i problemi sociali e politici. Diverse persone muoiono durante queste proteste. Il presidente Zine El Abidine Ben Ali, da tempo al potere, si dimette il 14 gennaio 2011. Video: dalla Tunisia all'Egitto, non si ferma la richiesta di libertà. © Amnesty International
A Liu Xiaobo, prigioniero di coscienza, viene assegnato il premio Nobel per la pace ma né alla sua famiglia né a lui viene permesso di andare in Norvegia per ricevere il premio. La notte della cerimonia, Amnesty International organizza, in omaggio a Liu Xiaobo, una manifestazione illuminata da fiaccole a Oslo. Foto: manifestazione di fiaccole a Oslo in omaggio a Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace, Norvegia, 10 dicembre. © Greg Rødland Buick
Segnando una vittoria storica per i diritti delle comunità native e per l’accertamento della responsabilità delle aziende, il governo indiano ha bocciato il progetto di Vedanta di una miniera di bauxite sulle colline di Niyamgiri, nello stato dell’Orissa, nell’India orientale. La decisione, annunciata il 24 agosto, viene dopo anni di campagne dei dongria kondh e di altre comunità native per le quali il progetto della miniera era una minaccia alla loro sopravvivenza. Amnesty International si è unita a questa campagna a metà del 2008 e all’inizio del 2010, pubblicando il rapporto “Non minate la nostra esistenza”, ha documentato le violazioni dei diritti umani e della legge vigente. Sei mesi dopo, un rapporto del governo indiano, che arrivava a conclusioni simili, ha posto le basi per la decisione del governo di bocciare il progetto della miniera. Il 20 ottobre 2010, il governo ha sospeso i progetti di sestuplicamento della raffineria di alluminio a Lanjigarth, ai piedi delle colline di Niyamgiri. Le attività della raffineria sono state collegate all’inquinamento dell’acqua e dell’aria che comprometteva la vita delle comunità locali. Foto: abitanti del villaggio di Kondh stanno vicino a un ingresso improvvisato per impedire ai responsabili della Vedanta di accedere all'area destinata all'esplorazione mineraria a Lanjigarh, nello stato dell'Orissa, in India, giugno 2008. © Amnesty International
Salil Shetty intraprende un viaggio simbolico dall'Assemblea mondiale del Civicus 2010, a Montreal, al Summit delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di sviluppo del millennio, che si tiene a settembre a New York. Gli Obiettivi di sviluppo del millennio sono la più importante iniziativa per combattere la povertà, ma non affrontano la questione dei diritti umani. Questi obiettivi - accesso universale all'educazione primaria, promozione dell'uguaglianza di genere, miglioramento della salute materna, tra gli altri - si basano chiaramente sui diritti umani. Ma, contrariamente agli obblighi che derivano dagli strumenti internazionali in materia di diritti umani, le azioni per realizzare questi obiettivi sono generalemente rimesse alla buona volontà e non sono considerate un obbligo legale. Questa richiesta è al centro della campagna "Io pretendo dignità" . Foto: cerimonia di chiusura del Civicus 2010, a Montreal, in Canada. © Tristan Brand
A giugno, il giornalista tamil Jayaprakash Sittampalam Tissainayagam è tornato in libertà. Nel 2009 un processo ingiusto condannò Tissa, come è solitamente chiamato, a 20 anni di lavori forzati per aver scritto due articoli che criticavano la condotta del governo dello Sri Lanka nella guerra contro le Tigri per la liberazione del Tamil Eelam. I membri di Amnesty International di tutto il mondo si sono interessati attivamente al caso di Tissa scrivendo lettere, firmando petizioni e manifestando. Nel 2009 Tissa ha ricevuto un premio internazionale per la libertà di stampa e il presidente statunitense Barack Obama ha definito Tissa un simbolo della persecuzione nei confronti dei giornalisti di tutto il mondo. “Tissa ed io vogliamo ringraziare ogni singolo attivista che ha firmato petizioni e scritto lettere al governo dello Sri Lanka, a Tissa e al governo statunitense”, ha dichiarato Ronnate Tissainayagam, sua moglie, quando è stato rilasciato. “Tutte queste lettere e firme sono state estremamente importanti per mantenere viva l’attenzione sul caso di Tissa e per ottenere finalmente il suo rilascio. Le lettere ricevute durante la detenzione sono state di grande conforto a Tissa, che le conserva ancora tutte […]. Per me, sapere che c’erano tutti i sostenitori di Amnesty International che parlavano di lui, raccoglievano firme, mettevano in mostra manifesti o semplicemente pensavano a lui, mi ha davvero aiutata a trovare la forza per andare avanti. Avete fatto la differenza […]. Se adesso siamo insieme lo dobbiamo alla perseveranza e alla tenacia degli attivisti di Amnesty International e chiediamo a voi tutti di continuare il vostro ottimo lavoro cosicché altre persone ingiustamente detenute possano sopravvivere e uscire da questa situazione terribile”. Temendo per la propria incolumità, Tissa e Ronnate hanno lasciato lo Sri Lanka. Jayaprakash Sittampalam Tissainayagam ("Tissa") © Archivio privato
La Sezione Statunitense di Amnesty International pubblica un esplosivo rapporto sui tassi di mortalità materna negli Stati Uniti: "Morire di parto. La crisi all'assistenza della salute materna negli Stati Uniti". Gli Usa spendono per la sanità più di ogni altro paese, e più per la salute materna che in ogni altro settore. Nonostante questo, qui le donne corrono rischi maggiori di morire per cause collegate alla gravidanza e al parto rispetto ad altri 49 paesi, tra cui Kuwait, Bulgaria e Corea del Sud. Le donne afroamericane sono quasi quattro volte più a rischio di morire per complicazioni collegate al parto rispetto alle donne caucasiche. In oltre 20 anni, questi dati e queste disparità non hanno mostrato miglioramenti. Foto: Tatia Oden French, morta nel 2001 dopo che le era stato indotto il parto. Anche suo figlio, Zorah, è morto. © Amnesty International
Amnesty International lancia una campagna per i migranti in Messico. Ogni anno migliaia di migranti vengono sequestrati, violentati e a volte uccisi nel paese. Spinti dall'estrema povertà e dall'insicurezza dei loro luoghi di origine, attraversano il Messico nella speranza di raggiungere gli Stati Uniti, ma spesso i loro sogni si trasformano in incubi. Video della campagna: realizzato da Gael García Bernal e Marc Silver per Amnesty International, il film "Gli invisibili" denuncia la realtà che si nasconde dietro uno dei più pericolosi viaggi del mondo e rivela le storie inedite delle persone che vanno verso il nord, attraversando il Messico. © Amnesty International
Il lavoro di ricerca di Amnesty International mostra che ogni giorno, in Sierra Leone, migliaia di donne muoiono ogni anno per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. La maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata attraverso cure mediche di alta qualità, accessibili e tempestive. Le risorse destinate al sistema sanitario sono del tutto inadeguate. La discriminazione di cui sono vittima le donne in quasi tutti gli aspetti della loro vita in Sierra Leone si riflette nella scarsa priorità accordata alle loro esigenze mediche, il che pregiudica il diritto alla salute.
Nell’ambito della campagna “Io pretendo dignità”, Amnesty International organizza una carovana, con a bordo attivisti, musicisti e una compagnia teatrale che attraversa la Sierra Leone per discutere con le comunità locali, comprese quelle delle zone più rurali, dei problemi relativi all’alto livello di mortalità materna nel paese. La carovana incoraggia le persone a rivendicare attivamente i loro diritti e le autorità a rendere conto del loro operato. La campagna si svolge in Sierra Leone e in tutto il mondo e chiede ai governi di adottare misure per un sistema gratuito di servizi sanitari di salute materna.
Foto: lancio della carovana per la campagna di Amnesty International, per porre fine alla mortalità materna in Sierra Leone, settembre 2009.
© Amnesty International
http://www.amnesty.org/en/library/info/AFR51/005/2009
Amnesty International raccoglie il lavoro svolto sulle violazioni dei diritti umani, commesse o consentite dalle aziende, da Bhopal al Delta del Niger. Il video della campagna: “Shell: i diritti umani in fumo”. © Amnesty International
La Corte penale internazionale emette un mandato di cattura nei confronti del presidente Omar Al-Bashir sulla base di accuse per crimini di guerra e contro l'umanità. Foto: Omar Ahmed Al-Bashir, presidente del Sudan. © APGraphicsBank
Il presidente Barack Obama annuncia la sua volontà di voler chiudere il centro di detenzione di Guantánamo Bay. Video: Amnesty International chiede al presidente Obama di agire nei primi 100 giorni del suo mandato. © Amnesty International
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta il Protocollo opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali che consente al Comitato di ricevere ed esaminare le denunce da parte di gruppi e individui. © APGraphicsBank
Nell'ambito della campagna "Mai più violenza sulle donne", iniziano 16 giorni di attivazione nel mondo. Foto: una delle azioni organizzate dalla Sezione Turca di Amnesty International, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Soci di Amnesty International accendono, in otto città turche, centinaia di candele che unite formano la scritta “ARTIK YETER!”, che significa "Ora basta". © Amnesty International
Il reverendo Bienvenido Samba Momesori viene rilasciato da un carcere di Evinayong, in Guinea equatoriale. È stato detenuto senza processo dal 2003 e si ritiene che il suo arresto sia politicamente motivato, dovuto alle opinioni politiche e alle origini etniche. Prima che fosse liberato, Amnesty International aveva seguito il caso per diversi anni e i suoi soci in tutto il mondo si erano attivati. Più tardi ha detto ad Amnesty International: “Voglio ringraziarvi e congratularmi per quello che fate e per aver contribuito alla mia liberazione. Conoscevo il vostro lavoro, perché due anni fa ho ricevuto una lettera in prigione da una donna, dalla Spagna, che diceva di far parte di un'organizzazione non governativa. È un miracolo che questo messaggio mi sia arrivato. Grazie per la vostra solidarietà". © Archivio privato
In occasione della Giornata internazionale delle donne, viene lanciata la campagna globale di Amnesty International sull'istruzione delle ragazze. © Amnesty International
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta per la prima volta una risoluzione per una moratoria globale sulla pena di morte. Il presidente dell’Assemblea generale riceve, presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York, un libro con oltre cinque milioni di firme raccolte in tutto il mondo per chiedere all’Assemblea generale una moratoria globale sulle esecuzioni. Il presidente dell’Assemblea generale incontra i membri della Coalizione contro la pena di morte. © UN Photo/Paulo Filgueiras
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta, con 144 voti favorevoli, 4 contrari (Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti) e 11 astensioni, la Dichiarazione sui diritti delle popolazioni native. Tuttavia, dall'adozione della Dichiarazione, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti hanno rivisto le loro posizioni. © APGraphicsBank
Amnesty International manifesta contro cinque anni di detenzioni illegali a Guantánamo e continua a chiedere la chiusura del centro di detenzione.
Video: spot per la campagna di Amnesty International Italia per la Chiusura del campo di detenzione di Guantanamo Bay.
© Amnesty International
http://www.amnesty.org/en/library/info/AMR51/001/2007/en
In Australia, Irene Khan accetta il premio per la pace di Sydney per Amnesty International.
© Jeremy Piper / Oculi
http://www.amnesty.org/en/library/info/POL10/001/2006
Importante vittoria per la campagna "Control Arms": l'Assemblea generale delle Nazioni Unite vota ampiamente in favore di una risoluzione per iniziare i lavori in vista di un trattato internazionale sul commercio delle armi. © Amnesty International
Nelson Mandela accetta il premio "Ambasciatore di coscienza" di Amnesty International e si congratula con l'organizzazione per aver deciso di concentrarsi sulla lotta alla povertà per gli anni successivi. © Amnesty International (foto Mark Morrison)
Le Nazioni Unite adottano i principi e le direttive fondamentali sul diritto al ricorso e alla riparazione per le persone vittime di flagranti violazioni delle norme internazionali sui diritti umani e di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
Il premio "Ambasciatore di coscienza" di Amnesty International viene assegnato agli U2 e al loro manager Paul McGuinness. Foto: il gruppo rock, U2, riceve il premio "Ambasciatore di coscienza 2005" dalla presidente del Cile, Michelle Bachelet. © Amnesty International
Amnesty International è la più grande organizzazione indipendente per i diritti umani con oltre due milioni di soci e molti simpatizzanti in tutto il mondo. Nell'epoca della "guerra al terrore", la campagna contro la tortura ha un obiettivo “Contro il terrore, giustizia”. © Amnesty International
Wangari Maathai, del Kenya, riceve il premio Nobel per la pace. © Antônio Cruz/ABr
Le Nazioni Unite adottano il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura e le pene o i trattamenti crudeli, disumani e degradanti. © APGraphicsBank
Entra in vigore la Convenzione internazionale per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei loro familiari. © APGraphicsBank
Amnesty International, Oxfam e Iansa lanciano la campagna globale "Control Arms".
© Amnesty International Norway
http://www.controlarms.org/
Amnesty International effettua la prima missione di ricerca in Iraq dopo 20 anni di divieti di ingresso nel paese. La missione incontra diversi gruppi che lavorano alla ricostruzione del paese. Il documentario include toccanti interviste con i parenti di "scomparsi" che raccontano come le loro vite siano cambiate a causa delle sparizioni.
Amnesty International ottiene l'autorizzazione a visitare il Myanmar, per la prima volta, dopo anni di richieste. ©Amnesty International
Amnesty International celebra il suo 40° anniversario e abbraccia la sua nuova missione focalizzata sull'indivisibilità dei diritti umani, aprendo così la strada al lavoro sui diritti economici, sociali e culturali. Amnesty International ha seguito più di 47.000 casi e solo 2000 sono ancora aperti.
Irene Khan viene nominata Segretaria generale. Il Consiglio internazionale ha luogo a Dakar, in Senegal.
©Amnesty International
http://amnesty.org/en/library/asset/POL10/001/2001/en/547d6a61-dc5c-11dd-bce7-11be3666d687/pol100012001en.pdf
In Zimbabwe, il presidente della Corte suprema Anthony Gubbay si dimette dopo essere stato minacciato da sostenitori del presidente Robert Mugabe. L'ex presidente della Jugoslavia Slobodan Milošević viene arrestato e incriminato davanti al Tribunale penale per l'ex Jugoslavia. Negli Stati Uniti attentati terroristici causano la morte di quasi 3000 persone. © Corbis
Le Nazioni Unite adottano il Protocollo opzionale alla Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne. © APGraphicsBank
A Kim Dae Jung, della Corea del Sud, viene assegnato il premio Nobel per la pace. © The Nobel Foundation 2000 - www.nobelprize.org
Viene lanciato un rapporto sull'opaco sistema giudiziario dell'Arabia Saudita. La campagna porta a un ampio dibattito sui diritti umani in Arabia Saudita e alla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle donne. © Amnesty International
Difendi i diritti umani delle donne; iscriviti alla rete!
http://www.amnesty.it/retedonne
Nel Regno Unito, il ministro dell'Interno interrompe la procedura di estradizione di Augusto Pinochet verso la Spagna. In Zimbabwe, le forze governamentali e alleate attaccano oppositori politici, agricoltori bianchi e lavoratori di colore presso le fattorie. In Serbia, Slobodan Milošević è obbligato a dimettersi dopo le accuse di brogli elettorali. © Corbis
Amnesty International intraprende una campagna che richiama l'attenzione sulla difficile situazione di 300.000 bambini soldato.
Foto: disegno di un ex bambino soldato dell'Uganda, dove migliaia di bambini sono stati rapiti e obbligati a combattere per l'Esercito di resistenza del Signore.
© Amnesty International
“Lasciateci giocare in pace!”: le classi Amnesty Kids si attivano per fermare l’arruolamento di bambine e bambini soldato!
http://www.amnestykids.it
Amnesty International conta ormai un milione e 800.000 soci e le strutture nazionali hanno il sostegno di centinaia di migliaia di donatori e simpatizzanti. Amnesty International decide, tra l'altro, di approfondire l'impatto delle relazioni economiche sui diritti umani; lavorare per dare maggior potere ai difensori dei diritti umani; portare avanti campagne contro l'impunità; sviluppare azioni per la protezione dei rifugiati e rafforzare l'attivismo di base dell'organizzazione.
©Amnesty International
http://amnesty.org/en/library/asset/POL10/001/1999/en/1763abda-e2c7-11dd-a23e-250891ff01f9/pol100011999en.pdf
Antoinette Chahine viene arrestata, torturata e condannata a morte per un omicidio che non ha commesso. Il 7 gennaio 1997 Antoinette Yusuf Chahine, studentessa libanese nata nel 1971, viene condannata a morte (la sentenza viene poi commutata in ergastolo a vita con lavori forzati), per il suo presunto coinvolgimento nell'omicidio del padre Sam’an Boutros al-Khoury, avvenuto l'11 maggio 1992, ad Ajeltoun. Secondo l'atto d'accusa e il verdetto finale, l'omicidio era stato pianificato e commesso dalle Forze libanesi di cui Antoinette Chahin avrebbe fatto parte. Le prove presentate che mostravano il suo coivolgimento erano molto deboli. Durante la detenzione Antoinette sarebbe stata torturata e per questo ricoverata in ospedale. Le principali prove a suo carico erano le confessioni di altri imputati, presumibilmente estorte con la tortura. Successivamente questi hanno dichiarato di non aver mai conosciuto Antoinette Chahine. La donna riceve un nuovo processo il 23 giugno 1998 e, un anno dopo, viene assolta dalla Corte penale di cassazione. Foto: Antoinette Chahine al Segretariato internazionale. © Amnesty International
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta la Dichiarazione sul diritto e la responsabilità di persone, gruppi e organismi della società, di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti. © APGraphicsBank
Nel Regno Unito, un'inchiesta indipendente sull'uccisone di Stephen Lawrence mette in evidenza un "razzismo istituzionale" tra le forze di polizia. Le forze russe commettono diverse violazioni dei diritti umani nei confronti di migliaia di civili ceceni, nell'ambito del conflitto con la Repubblica cecena. A Timor Est si vota per l'indipendenza e, dopo attacchi contro civili da parte delle forze indonesiane, viene inviato un contingente di peacekeeping delle Nazioni Unite per proteggere la popolazione. © Corbis
Amnesty International lancia la campagna "Human Rights for All" sugli Stati Uniti. Immagine: poster dei Paesi Bassi: Rights for all Verenigde Staten-campagne 1999. Design © Heijdens Karwei
La Spagna chiede l'estradizione di Augusto Pinochet dal Regno Unito, dove è stato arrestato in base a un mandato di cattura internazionale. I talebani ordinano la chiusura di oltre 100 scuole per ragazze in Afghanistan. Le scuole non sono più autorizzate a insegnare a ragazze di età superiore agli otto anni e le lezioni devono limitarsi al Corano. © Corbis
Su 432 prigionieri messi a morte durante l'anno negli Stati Uniti, il 44 per cento appartiene a minoranze etniche. Quando una persona di colore è accusata dell'omicidio di un bianco ha una probabilità 15 volte maggiore di essere condannata a morte, rispetto a quando viene accusata per l'omicidio di un'altra persona di colore. Il Segretario generale di Amnesty International, Pierre Sané, visita un braccio della morte in Texas, dove vi sono 40 detenuti. Foto: Pierre Sané parla con un detenuto in un braccio della morte in Texas. © Amnesty International

