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Cinquanta comuni idonei per le scorie nucleari. Ecco la mappa dei siti possibili - Il Sole 24 ORE
24 Sep 2010 9:01
Apriti cielo. La mappa delle possibili collocazioni del deposito per i residui atomici, pubblicata ieri, ha innescato la slavina prevedibile di

Pair Programming and Formula One
Pair Programming and Formula One
24 Sep 2010 8:49
Shared by giancarlo
Bei ricordi! grande Luca :)
When I was working and developing software in F1, people from other departments of the Racing Team were surprised to see two software engineers working and coding together at the same PC.




The CTO used to mention the example of the Pit Stop where many engineers works together at the same car to refuel, switch tires, fix settings as fast and as perfectly as possible. Another example mentioned was the operating room where many surgeons work together to avoid mistakes and keep the surgery short.
Not to mention that a real surgical team visited the Racing Team to meet and see and learn which techniques were used by the team to cooperate, coordinate and synchronize without collisions/interferences during the pit stops.


In F1 I began with working on the software applications dedicated to the strategy of the race. My team was the first to explore Pair Programming. While the benefit were clear when the user story we where working on were very difficult, we felt that it was "too easy" do develop the other "normal" user stories in pair. So spontaneously we began to increase the speed faster and faster as much as the pair was able to catch mistakes, stay the course and keep the focus.

Recently I read this quote from the famous Italian F1 driver Mario Andretti that well summarize our mantra to pair programming:


If everything seems under control, you're not going fast enough, Mario Andretti



See also:
Scientific empirical evidences on pp effectiveness



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Siti scorie nucleari, Saglia: "Non abbiamo intenzione di decidere oggi"
Siti scorie nucleari, Saglia: "Non abbiamo intenzione di decidere oggi"
24 Sep 2010 6:00


Il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia, Stefano Saglia, ribadisce quanto scritto da Berlusconi nella sua lettera di ieri alla Sogin. A margine di un convegno di Confindustria, infatti, Saglia ha confermato che il governo apprezza la lista di 52 possibili siti per il deposito di scorie radioattive ma non ha intenzione di decidere subito:

E’ un ottimo lavoro che e’ la base di partenza per una decisione che non abbiamo intenzione di prendere oggi anche perche’ il documento individua 52 aree; e’ un’indicazione per prendere una decisione

Le 52 fortunate location, quindi, per il momento restano solo sulla carta. Di certo c’è che nessuno degli ipotetici siti sarà in Sicilia, probabilmente per questioni sismiche, né in Sardegna, probabilmente per questioni edilizie: ci sono ville troppo belle in Sardegna per metterci accanto un deposito di scorie nucleari.

Scorie che, pensa Saglia, saranno poche e in buona compagnia: accanto al deposito dovrebbe sorgere anche il famoso parco tecnologico:

il deposito avra’ con se un parco tecnologico, sara’ un luogo vivo, non un cimitero, e dimostrera’ che accanto ad un deposito nucleare si puo’ vivere e lavorare

A cosa esattamente servirà il parco tecnologico è però chiaro: la tecnologia la importeremo in blocco da Areva con il suo Epr. Che, però, essendo un prototipo probabilmente verrà tenuto sotto osservazione dagli ingegneri nucleari dell’Enea. Per ulteriori informazioni si attendono gli spot.

Via | Wall Street Italia
Foto | Flickr

Siti scorie nucleari, Saglia: "Non abbiamo intenzione di decidere oggi" é stato pubblicato su ecoblog alle 06:00 di venerdì 24 settembre 2010.


Siti nucleari: slittamento perchè non parte l'Agenzia. Berlusconi scrive alla Sogin
Siti nucleari: slittamento perchè non parte l'Agenzia. Berlusconi scrive alla Sogin
23 Sep 2010 16:31


La conferma è arrivata dallo stesso Silvio Berlusconi: l’Agenzia per la sicurezza nucleare è ancora lontana. In una lettera scritta il 17 settembre a Francesco Mazzucca, commissario governativo che regge la Sogin, Berlusconi in qualità di ministro per lo Sviluppo Economico riconosce il lavoro fatto dalla stessa Sogin fino a questo momento ma mette le mani avanti per il futuro.

In pratica, secondo quanto riportano Il Velino e altre agenzie, il premier scrivendo alla Sogin ribadisce che l’Agenzia per la sicurezza nucleare, che è ancora lontana, causerà un “inevitabile slittamento dei termini previsti per l’identificazione delle aree”. Aree che dovranno ospitare il deposito permanente dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico nucleare.

Di aree a suo dire idonee la Sogin ne avrebbe già trovate una cinquantina ma, evidentemente, la lista se la dovrà tenere nel cassetto ancora per un po’. Nel frattempo, però, Berlusconi conferma a Mazzucca che si farà una campagna di informazione sul nucleare.

A questo punto si accettano scommesse: arriverà prima la lista dei siti, l’agenzia per la sicurezza nucleare o gli spot in tv?

Via | Il Velino
Foto | Flickr

Siti nucleari: slittamento perchè non parte l'Agenzia. Berlusconi scrive alla Sogin é stato pubblicato su ecoblog alle 16:31 di giovedì 23 settembre 2010.


Google New
23 Sep 2010 8:58
The one place to find everything new from Google.

Requirement's principles
Requirement's principles
23 Sep 2010 0:30



When trying to reach a moving target, writing a good plan is extremely hard, while planning and executing small steps within short inspect-adapt loops is extremely easier.

The faster the target is moving, the more increasing inspect-adapt frequency is beneficial/advantageous/profitable over perfecting the plan.
After all it is not possible to adapt the reality to a plan, it works better to adapt the plan to the reality. Here a true story: Speed of Iteration Beats Quality








When trying to deal with uncertainty & disagreement, making a good forecast is extremely hard, while learning from feedbacks and making informed decisions is extremely easier.

The more certainty or agreement is far, the more increasing feedback sources and inspection is beneficial/advantageous/profitable over perfecting the forecast.
After all it is not possible to adapt the reality to a forecast, it works better to adapt the forecast to the reality. Here a true story: Moving Fast at Scale




How much in your day-to-day experience software requirements are a moving target far from certainty and agreement?



Here follow the requirements principles of software engineering.

  • The Uncertainty Principle in Software Engineering (UPSE) [1]:
    Uncertainty is inherent and inevitable in software development processes and products

    Sometime referred as Ziv's law: specifications will never be fully understood


  • Humphrey law [2]:
    For a new software system, the requirements will not be completely known until after the users have used it.


  • Wegner’s lemma [3]:
    It is not possible to completely specify an interactive system


  • Langdon’s lemma [4]:
    Software evolves more rapidly as it approaches chaotic regions


  • From the Lehman's laws of software evolution [5]:
    E-type programs embedded in the real world become part of it, changing it and evolve in concert.


  • From Wicked problems definition [6]:
    A problem is not understood until after you have developed a solution.



[1] H. Ziv and D.J. Richardson, May 1996. See http://www.ics.uci.edu/~ziv/papers/icse97.ps
[2] Watts S. Humphrey, A Discipline for Software Engineering, Addison-Wesley, 1995.
     See http://en.wikipedia.org/wiki/Watts_Humphrey
[3] Peter Wegner, Why interaction is more powerful than algorithms, Comm. of the ACM, May 1997.
     See http://www.cs.brown.edu/people/pw/papers/ficacm.ps
[4] W. B. Langdon. See also http://www.cs.ucl.ac.uk/staff/W.Langdon/
[5] Meir M. Lehman and Laszlo Belady, 1974-1996. See http://en.wikipedia.org/wiki/Lehman%27s_laws_of_software_evolution
[6] Horst Rittel and Melvin Webber, Jeff Conklin, 1967-2008. See http://en.wikipedia.org/wiki/Wicked_problems and http://www.cognexus.org/wpf/wickedproblems.pdf

QUANDO I VIRUS FANNO NOTIZIA
QUANDO I VIRUS FANNO NOTIZIA
21 Sep 2010 22:26
I nuovi dati dello Science in the Media Monitor di Observa, presentati oggi a Venezia in anteprima alla “Sixth World Conference on The Future of Science – Virus: the invisible enemy

Venezia, 21 settembre. Dalla “mucca pazza” alla “nuova influenza”: virus, epidemie e pandemie sono divenute negli ultimi anni un elemento ricorrente nei media. Ma che cosa accade quando questi temi diventano materia giornalistica? E come è cambiato il modo di trattarli? I nuovi dati dello Science in the Media Monitor, l’osservatorio sulla copertura dei temi legati a scienza e tecnologia nella stampa quotidiana italiana, che saranno presentati oggi a Venezia, offrono numerosi spunti interessanti.

Una tendenza tipica dell’informazione, anche nel caso di emergenze globali come il virus H1N1, è spostare rapidamente l’enfasi sul piano locale. Così, nel caso della nuova influenza il picco di attenzione è registrato in occasione del primo decesso attribuito al virus in Italia (il 20% sul totale degli articoli) e al dibattito sui vaccini (15%), mentre l’innalzamento della soglia di allerta da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riscosso un’attenzione molto più modesta (2%).

Un’altra tendenza è quella all’oscillazione continua tra allarme e rassicurazione, senza che si arrivi a una conclusione risolutiva per il lettore.
Secondo Massimiano Bucchi, professore di Scienza Tecnologia e Società all’Università di Trento e fra i relatori della Sesta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza, «in passato i media erano ‘messaggeri del pericolo’, portavoce delle istituzioni sanitarie e degli esperti, che tramite i mezzi di informazione dispensavano consigli e raccomandazioni. Oggi invece l’informazione ospita una polifonia di giudizi e indicazioni, provenienti da ricercatori e medici, che non conduce quasi mai a una conclusione risolutiva e a una chiara indicazione operativa per il pubblico; il formato della discussione che prevale è quello del talk show, laddove è importante alimentare il confronto di opposti punti di vista, anziché la soluzione».

A queste dinamiche contribuisce anche la scelta delle fonti intervistate: il 59% degli esperti citati nella stampa quotidiana sul tema della nuova influenza sono medici e operatori sanitari, mentre molto ridotta è la consultazione di ricercatori quali virologi o epidemiologi.

Questo però non significa che i media abbiano scarsa attenzione per questi argomenti. I dati dello Science in the Media Monitor sfatano infatti un mito: le notizie legate a scienza e tecnologia rappresentano il 13% degli articoli pubblicati ogni anno sui principali quotidiani italiani, con un totale di oltre 9000 articoli rilevanti nel 2009 e con un aumento significativo rispetto all’anno precedente.




I risultati completi sono stati presentati oggi a Venezia in occasione della Sixth World Conference on The Future of Science. Lo Science in the Media Monitor è condotto da Observa Science in Society sotto la supervisione di Federico Neresini (Università di Padova). Attraverso un innovativo sistema informatico, il Monitor archivia e analizza ogni giorno tutti gli articoli su scienza e tecnologia pubblicati online da quattro tra i principali quotidiani italiani (Corriere della Sera, Repubblica, Sole24 Ore e La Stampa, recentemente si sono aggiunti Avvenire e Il Giornale).

Per contatti stampa: Daniela Doremi 0444 305454 – 340 7295088
e-mail: d.doremi@observanet.it

Lo Science in the Media Monitor è il primo Osservatorio sulla comunicazione pubblica della scienza e della tecnologia in Italia, un monitoraggio approfondito e sistematico della copertura dei temi legati alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica nei media italiani. Lo Science in the Media Monitor è un'iniziativa di Observa Science in Society, con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Observa Science in Society è un centro di ricerca indipendente senza fini di lucro, legalmente riconosciuto, che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, favorendo il dialogo tra ricercatori, policy makers e cittadini.

OBSERVA SCIENCE IN SOCIETY
Viale A. Fusinieri, 65
36100 Vicenza – Italy
Tel&fax +39 0444 305454
www.observa.it

iPhone-connected blood glucose meter now closer to reality
iPhone-connected blood glucose meter now closer to reality
21 Sep 2010 20:00
TUAW received a tip this morning about something that could be immensely useful to the over 17.9 million people in the U.S., as well as millions in other countries, who have diabetes.

Pharmaceutical company Sanofi Aventis has announced the iBGStar Blood Glucose Meter that connects directly to the iPhone or iPod touch. While the hardware and official app that will accompany the meter is not yet released, the app is based on the free Wavesense Diabetes Manager app now in the App Store.

Sanofi Aventis is currently preparing the meter for submission to the U.S. Food and Drug Administration (FDA), and it is unlike the Johnson & Johnson concept displayed at the iPhone 3GS event in March of 2009. That device required a cable; the Sanofi Aventis glucose meter just plugs into the Dock Connector port on the iPhone, takes readings from a blood sample, and stores the information on the iPhone for analysis. The patient can email the data to a physician if he or she needs feedback on management of their condition.

The patient uses a glucose test strip with a sample drop of blood, and the strip is read by inserting it into the slot (lower right of meter pictured at the right side). The results are displayed on both a small display on the meter as well as in the iPhone app.

Since diabetes is responsible for 1 out of every 10 health care dollars spent in the U.S., better management of the disease could have a huge impact on health care spending.

TUAWiPhone-connected blood glucose meter now closer to reality originally appeared on The Unofficial Apple Weblog (TUAW) on Tue, 21 Sep 2010 13:00:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Europe According to Stereotype
Europe According to Stereotype
21 Sep 2010 17:24

A London-based graphic designer has created a series of maps depicting Europe according to the national stereotypes in the minds of various peoples. Yanko Tsvetkov, a Bulgarian living in Great Britain, created the first one in 2009 in the midst of the energy dispute between Russia and the Ukraine. Russia was labelled “Paranoid Oil Empire”, the Ukraine “Gas Stealers”, and the E.U. as “Union of Subsidized Farmers”. Switzerland was simply “Bank”.

“I created the first one in 2009 because at that time there was an energy crisis in Europe,” Mr. Tsvetkov said. “I just created it to amuse my friends but when I put it up on my website so many people liked it that I decided to really focus on the project of mapping the stereotypes based on different places in Europe. I was surprised by the reaction because I never really expected it to take off like this.”

Europe according to the French.

Europe according to the Germans.

Europe according to the Italians.

Europe according to the British.

Europe according to the Americans.


Mouse-Over Exploit Hits Twitter.com [Security]
Mouse-Over Exploit Hits Twitter.com [Security]
21 Sep 2010 15:45
A JavaScript exploit has allowed all kinds of not-at-all-safe-for-work sites to pop up sites and text through Twitter.com, and force a re-tweet, even if all a user does is move their mouse over a particular link. Update: It's been fixed. More »



Nikon School
21 Sep 2010 13:42

Presadiretta e nucleare: i reattori EPR sono prototipi
Presadiretta e nucleare: i reattori EPR sono prototipi
20 Sep 2010 16:09

Bene ieri ho visto la tanto attesa puntata di Presadiretta che trattava del nucleare. Che dire? Non ci sono state tantissime novità. Molte informazioni mi erano già conosciute e spesso ne abbiamo anche discusso qui su ecoblog. Aumento delle persone che si ammalano di leucemia; contaminazione dei cibi con le radiazioni; mal conservazione delle scorie nucleari.

Ma la cosa che più mi ha sorpreso e di cui non ne abbiamo mai parlato approfonditamente, è che le centrali EPR in realtà non esistono ancora e che si tratta di prototipi. A Olkiluoto in Finlandia i francesi stanno costruendo il primo reattore EPR che riproporranno, se tutto va bene, anche da noi in Italia. Molte cose non tornano a Olkiuoto, per ora sono le saldature a destare una serie di preoccupazioni. Il che ha portato a uno slittamento dei tempi di consegna, forse nel 2012. Ma sopratutto non sarà possibile testare efficacemente, almeno per ora, la loro sicurezza.

L’accusa mossa dai finlandesi è che i francesi hanno effettuato i loro esperimenti a Olkiuoto, imparando molte cose in Finlandia. Ma probabilmente sulle centrali EPR resta ancora molto da conoscere sopratutto in fatto di sicurezza. Intanto, noi italiani, le abbiamo acquistate a scatola chiusa.

Presadiretta e nucleare: i reattori EPR sono prototipi é stato pubblicato su ecoblog alle 16:09 di lunedì 20 settembre 2010.


Origins of Kanban
18 Sep 2010 19:53
Shared by giancarlo
Molto interessante Fred Harriman - Japanese and Spanish translation and interpreting since 1983. Participation in Kaizen workshops since 1997.

Master Photographers, le interviste della BBC ai grandi della fotografia
18 Sep 2010 18:02
Nel 1983 la BBC aveva mandato in onda “Master Photographers”, una serie in cui venivano intervistati alcuni dei più grandi nomi della fotografia di…

Around the Solar System - The Big Picture - Boston.com
17 Sep 2010 13:45

Pic2Shop Is an Enhanced, Quick-Focusing, Android Barcode Scanner
17 Sep 2010 13:32
Shared by giancarlo
Me l'appunto per il futuro ;) Android: If you've been less than satisfied with barcode scanning on your Android phone—either due to lack of an autofocusing camera or an overzealous autofocus—Pic2Shop is a free and effective barcode scanner that overcomes the deficiencies of most camera phones.

The Most Powerful Colors in the World
The Most Powerful Colors in the World
15 Sep 2010 12:15

When we released our report on the colors of the social web, based on data analyzed by our Twitter theme tool, we were surprised that blue was such a dominant color in people's profile designs. Was Twitter's default color influencing their design decisions? Or is blue really THE most popular and dominant color online? ...We decided to look at the colors in the brands from the top 100 sites in the world to see if we could paint a more colorful picture.

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[click to view in full size]

Turns out the blue-berry doesn't fall far from the bush. The web landscape is dominated by a large number of blue brands... but Red occupies a large amount of space as well. What's driving this? You might want to say that carefully organized branding research and market tests were done to choose the perfect colors to make you spend your money, but a lot of the brands that have grown to be global web powerhouses, started as small web startups... and while large corporate giants with branding departments spend quite a lot on market research, user testing, branding, etc. Lots of the sites listed above got started with brands created by the founders themselves with little to no research into the impact their color choice would have. I once asked Mark Zuckerberg, the founder of Facebook why he chose blue for his site design... "I'm color blind, it's the only color I can see." ...and now 500 Million people around the world stare at a mostly blue website for hours each week.

While the initial reasoning for the colors chosen may be trivial, the impact that these dominant players now have in the web world will surely influence the smaller startups that want to share in the positive color associations created by their bigger siblings... Once a rocketship of a web startup takes flight, there are a number of Jr. internet astronauts hoping to emulate their success... and are inspired by their brands. And so Blue and Red will probably continue to dominate, but we can have hope for the GoWalla's, DailyBooth's and other more adventurous brands out there.

Would A Corporation By Any Other Color, Still Profit As Well?

Color is an important part of any brand, but along with the actual name of a company... Is it a great brand that builds a great company, or the other way around? Would Google, Google just as well with another name? My guess is yes.

And almost 10 years ago, Wired Magazine looked at the Colors of the corporate America... Blue & Red dominate again.

Companies spend millions trying to differentiate from others. Yet a quick look at the logos of major corporations reveals that in color as in real estate, it's all about location, location, location. The result is an ever more frantic competition for the best neighborhood. Here's a look at the new blue bloods. [Wired Magazine]

The Colors of 1 Million Brand Icons

And a brand can extend further than just your logo... On the web it reaches into the address bar in the form of a Favicon. It's quite amazing to explore, but the top 1,000,000 website Favicons can be browsed here at Icons of the Web:
See if you can find the COLOURlovers icon!

Uh-oh! But Will We Run Out of Color on the Web?

Last year Francisco Inchauste posted a very interesting article on SixRevisions about the limited resource of color... not in physical form, but in mind share. (Even linking to a post we did a while back about T-Mobile and it's trademark of "Magenta")

As a designer, it is important to be aware of the trending colors, and how they are being applied in products and work produced today. What really isn’t being discussed by the design world at large though are the limitations being set on color. Color is as free for us to use as the air we breathe… or is it? [SixRevisions]

The Next Big Color Trend

You are the next great founder, designer, influencer or creative mind that may build the next Facebook. You have the power to influence future color trends... What colors will you choose?


From The Times: Capturing the Atom Bomb.
From The Times: Capturing the Atom Bomb.
14 Sep 2010 19:20

The New York Times has posted an incredible slideshow of Atom Bomb imagery, and some of them truly have to be seen to be believed. Below are some samples, click here to see more.

In 1956 in the South Pacific, the fireball from the detonation of a hydrogen bomb begins to spread.

In 1951, an atomic flash in the South Pacific illuminates V.I.P. observers.

In 1953, a team of cameramen from Lookout Mountain photograph an atomic blast. The haze just in front of them is dust kicked up from the desert floor by the approaching shock wave.

The Navy blimp was more than five miles from ground zero when the shock wave from a nuclear blast collapsed it.

In 1953 at the Nevada test site, the cameramen from Lookout Mountain photograph the firing of an atomic cannon. The ring of fire in the developing mushroom cloud is typical of the kinds of strange effects that scientists were eager to study and understand.

(This one looks like a Star Wars still or something. Mind blowing.)

In 1955 at the government's test site, a rising fireball dwarfs a crew of atomic cameramen. On the right are rocket plumes, which scientists studied as a way to gauge the progress of shock waves through the atmosphere.

The image of an exploding nuclear bomb in the very instant that the fireball begins to destroy the tower that holds the weapon aloft.

In 1946, an explosion in the Pacific tests the vulnerability of destroyers and other warships to a nuclear blast.

Staff Sgt. John Kelly working at the government's Nevada test site in 1958 to photograph an atomic blast. He and his colleagues from the Lookout Mountain Laboratory in Hollywood produced thousands of atomic movies.

A fireball hangs over the desert. Tanks, jeeps and other test vehicles litter the desert floor milliseconds before the force of the explosion destroys them. Though hard to see just below the bottom of the fireball, a crescent-shaped shock wave has bounced off the desert floor and is merging into the expanding nuclear fire.


Un tecnica per testare l'interazione tra oggetti
Un tecnica per testare l'interazione tra oggetti
13 Sep 2010 14:00
Shared by giancarlo
il discorso generale credo sia valido anche nelle interazioni tra le persone: non ci sono scorciatoie per evitare di pensare

Ogni tanto, nello sviluppo software, emerge qualche meme come ad esempio: tutte le dipendenze devono essere disaccoppiate tramite un interface, tutte gli oggetti devono essere creati tramite factory, l'accesso ad un database deve avvenire tramite un ORM, il TDD genera un buon design ecc.

Cosa hanno in comune tutte le frasi precedenti? Semplice: creano scorciatoie per evitare di pensare. Sarebbe bello se potessimo scrivere codice seguendo alla lettera un manuale, ma sarebbe anche terribilmente noioso e probabilmente verremmo sostituiti da qualche tipo di bot.

Prendiamo la prima affermazione: tutte le dipendenze devono essere disaccoppiate tramite un interface e cerchiamo di capire da dove nasce questa esigenza. Il vantaggio di avere le dipendenze solo tramite interfacce dovrebbe essere quello di rendere più testabile le nostre classi. Ma è l'unico modo? Ed è il più semplice?

Proviamo a fare un esempio. Supponiamo di voler testare il metodo SayHello:

var display = new Display(); var greeting = new Greeting(display); greeting.SayHello();

L'implementazione di Greeting è la seguente:

public class Greeting { private readonly Display _display; public Greeting(Display display) { _display = display; } public void SayHello() { _display.Show("Hello!"); } }

Mentre l'implementazione di display è la seguente:

public class Display { public void Show(string text) { Console.WriteLine(text); } }

Sembra proprio il tipico esempio da manuale in cui si estrae l'interfaccia IDisplay e tramite la libreria di mocking preferita testo le interazioni di Greeting con Display. Esiste un'alternativa?

La classe Console eredita da TextWriter, anche la classe StringWriter eredita da TextWriter. Proviamo quindi a passare la Console in costruzione a Display:

public class Display { private readonly TextWriter _textWriter; public Display(TextWriter textWriter) { _textWriter = textWriter; } public void Show(string text) { _textWriter.WriteLine(text); } }

Ora modfichiamo il main:

var display = new Display(Console.Out); var greeting = new Greeting(display); greeting.SayHello();

A questo punto possiamo scrivere il test:

var stringWriter = new StringWriter(); var greeting = new Greeting(new Display(stringWriter)); greeting.SayHello(); Assert.That(stringWriter.ToString(), Is.EqualTo("Hello!"));

In questo modo abbiamo fatto un test più solido rispetto a testare l'interazione con un interfaccia ed il codice è più semplice.


CSMA 2010: le basi culturali dei metodi agili | Appunti d'informatica
10 Sep 2010 17:15

x.minutes.at - an online timer for timing things online.
12 Mar 2010 10:44
Shared by giancarlo
consigliato a chi non si rende conto del tempo che passa su internet ;-)

Chatroulette, anarchia esilarante
Chatroulette, anarchia esilarante
12 Mar 2010 3:01

Non ci sono regole: è Chatroulette, l'antisocial network


Ho resistito per qualche tempo, in attesa di vedere se il fenomeno Chatroulette fosse la moda del microsecondo o qualcosa di più duraturo, ma ormai questo nuovo servizio di Internet sta raggiungendo una certa popolarità fra gli utenti. Per cui ne parlo perlomeno per mettervi in guardia: Chatroulette non è adatto ai palati delicati o alle menti giovani e innocenti. Se per lavoro dovete filtrare le connessioni Internet per evitare contenuti indesiderati, vi suggerisco di aggiungere questo sito alla lista. Immediatamente.

La ragione è semplice: Chatroulette è una chat anonima con webcam. Si viene connessi a caso con persone sconosciute. Se i due interlocutori si trovano interessanti a vicenda, possono chattare fra loro con testo o audio. Se a uno dei due non va a genio l'altro, preme F9 e passa a un altro utente a caso. Non ha regole (o se le ha, non vengono rispettate), non ha filtri, non richiede software da installare, non richiede di aprire un account. Si entra e basta. È anarchia pura.

Questo naturalmente significa che troverete su Chatroulette il peggio del peggio dei comportamenti umani. L'anonimato permette abusi visivi e verbali che lascio alla vostra immaginazione. Ma c'è qualcosa di affascinante in questo contatto improvviso fra sconosciuti che stanno chissà dove, magari a continenti di distanza però faccia a faccia per un istante, con il rischio dell'F9 che incombe per troncare un contatto che non c'è modo di ristabilire, con il brivido di trovarsi di fronte volgarità estreme o un momento di ilarità condivisa, sapendo di essere comunque al riparo da ogni conseguenza fisica (sempre che non siate così imprudenti da dare all'interlocutore i vostri dati personali). È un salto indietro a Internet com'era in origine: folle, sperimentale, senza regole, senza mappe e senza ordine, con un alto rischio di umiliazione.

A cosa serve? Assolutamente a nulla: è come viaggiare in treno e guardare dentro le finestre delle case che scorrono via davanti al finestrino e per un istante sbirciare nella vita di chissà chi. Non è utile, ma lo facciamo lo stesso perché c'intriga.

Forse Chatroulette è l'effimero spinto al massimo, la non socialità terminale. Ma vedo che molti trovano, o ritrovano, il piacere di far ridere uno sconosciuto o vedere le espressioni sorprese o inorridite del nostro interlocutore di fronte alla gag visiva che abbiamo creato, come nel video qui sotto: un utente ha collocato davanti alla propria webcam un foglio sul quale ha scritto, in modo non molto leggibile, "se inclini la testa, ho vinto". Questo induce l'altro utente a inclinare la testa per leggere, e a quel punto compare una mano che segna i punti. Guardare la reazione delle persone, vedere i loro sorrisi spontanei quando capiscono la burla, è un passatempo al quale è difficile resistere, tanto da generare compilation di video su Youtube. Entrare per un istante nella vita di una persona, farla sorridere e andarsene ha un non so che di inebriante.


Ma ci sono anche nuove forme di cattiveria in Chatroulette, concepite prontamente dagli utenti e basate sul social engineering: l'uso della psicologia per ottenere ciò che si vuole da una persona. Per esempio, fase 1: andare su un sito di webcam a luci rosse e registrare uno spezzone di video di una chattatrice in topless, per poi usarlo come falso segnale della propria webcam su Chatroulette. Fase 2: attendere che arrivi qualcuno e lasciare che dica qualcosa di sconveniente, attratto dal topless in questione.


Fase 3: chiedergli il suo indirizzo di e-mail e ottenerlo al volo grazie agli ormoni che fanno dimenticare ogni prudenza. Fase 4: andare su Facebook e cercare quell'indirizzo di e-mail per vedere se la vittima ha un account Facebook. Fase 5: se ce l'ha, vedere se ha una ragazza e ne ha pubblicato il link al profilo in Facebook. Fase 6: contattare la ragazza via Facebook e mandarle la schermata della chat a luci rosse in cui si vede la vittima e la sua conversazione con una ragazza in topless.


Non so se quest'esempio è autentico, ma il principio lo è senz'altro. Non mettete in piazza (e in Rete) la vostra vita e i vostri affetti, altrimenti qualcuno ne approfitterà.

Da dove viene la follia disordinata di Chatroulette? Secondo il New York Times, è un parto dello studente diciassettenne moscovita Andrey Ternovskiy. O almeno così dice lui. L'idea è scaturita come progetto per uso personale, ma poi è cresciuta grazie al passaparola degli utenti e oggi si mantiene grazie alla pubblicità. Durerà? Difficile a dirsi. Ma è un esperimento molto illuminante, non tanto dal punto di vista tecnico, ma da quello umano. Se avete lo stomaco forte, provatelo e scoprirete aspetti della comunicazione umana che non conoscevate. E che forse avreste preferito non conoscere. Non dite che non vi ho avvisato.

Shadow Art
Shadow Art
10 Mar 2010 19:32


It is time to up your game, shadow puppeteers. This morning presents you with some shadow art that will challenge your routine. The main artists featured here are Kumi Yamashita plus the art team Tim Noble and Sue Webster (who are responsible for the above image). Even if you’re afraid of your own shadow, don’t miss out on the goodies after the jump.

Kumi Yamashita:

Tim Noble & Sue Webster:


OSCARS IN FRAMES! Up, 2009 (dir. Pete Docter, Bob...
OSCARS IN FRAMES! Up, 2009 (dir. Pete Docter, Bob...
10 Mar 2010 13:39
Shared by giancarlo
Se non lo avete già fatto vi invito a vederlo... i primi minuti sono veramente commoventi

OSCARS IN FRAMES!

Up, 2009 (dir. Pete Docter, Bob Peterson)

Best Original Score - Michael Giacchino

By missvengeance


Sardegna: le acque pericolose della ex miniera d'oro di Furtei stanno tracimando
Sardegna: le acque pericolose della ex miniera d'oro di Furtei stanno tracimando
8 Mar 2010 14:00

Tempo fa Marina su Ecoblog segnalò la notizia della ex miniera d’oro di Furtei, Comune della Provincia del Medio Campidano in Sardegna. In quell’articolo si denunciò la situazione critica di un bacino, sito nel luogo, sottolineando come le acque acide in esso contenute fossero ricche di metalli pericolosi.

Quel bacino era allora a forte rischio esondazione e le possibilità che quelle stesse acque tracimassero e inquinassero le falde dei terreni circostanti erano molto alte. Ebbene, nella giornata di sabato scorso, è accaduto ciò che si temeva: a causa delle forti piogge dei giorni scorsi le acque del bacino hanno tracimato iniziando a filtrare nei terreni circostanti.

Ciò che è successo è davvero preoccupante e potrebbe avere conseguenze devastanti sull’ambiente. Fanno sapere gli esperti che se il livello del bacino non si abbasserà, le acque potrebbero raggiungere quelle del vicino Rio Mannu, determinando una vera e propria bomba ecologica. A lanciare l’allarme è il sindaco del luogo Luciano Cau che dice come la stessa amministrazione abbia la volontà di bonificare la zona, ma che allo stato attuale non ci sia nessuno in grado di farlo.

Ma come, ci chiediamo noi, nessun Ente che si prenda questa responsabilità? E se il Comune non ha i mezzi, che fanno Provincia e Regione? Il tutto inoltre avviene mentre proprio in questi giorni i 42 ex operai della miniera stanno occupando il palazzo della Regione Sardegna in attesa di avere notizie sul rinnovo della loro cassa integrazione.

Dagli alti piani della Regione intanto tutto procede al rilento con risposte che tardano ad arrivare, nonostante l’allarme sia ben noto da oltre due anni. Le acque hanno un Ph elevato e contengono zinco, ferro alluminio e rame: per far in modo che lo scempio venga evitato bisognerà abbassare il livello del bacino.

Bisogna far in fretta però, conclude il primo cittadino di Furtei. Intanto nelle giornate di ieri ed oggi ancora pochi segnali dagli organi competenti. Si spera che il peggio venga evitato, auspicando che non sia per l’ennesima volta la dea bendata a togliere le castagne dal fuoco.

Via | Unionesarda.com
Foto | Flickr


Sandro Pertini, cartoline dall’onestà
Sandro Pertini, cartoline dallâonestà
7 Mar 2010 16:38
di Mario Almerighi

Ho conosciuto Sandro Pertini quando, negli anni ‘70, ci chiamavano “pretori d’assalto”. Lo incontrai per la prima volta quando era presidente della Camera. Pertini rappresentava, per noi giovani, la storia, il collegamento tra le sofferenze della guerra trascorsa e le conquiste di libertà, le speranze di progresso e di sviluppo della nostra democrazia. Nell’inverno del 1974, l’Italia era in piena crisi petrolifera. Le case, gli ospedali, le scuole erano prive di riscaldamento. Mancava il gasolio e la benzina. Ero pretore a Genova. In seguito a indagini, intercettazioni telefoniche e sequestri di documenti, accertai che i petrolieri pagavano tangenti pari al 5% dei guadagni loro concessi da leggi approvate dal Parlamento. I petrolieri erano i corruttori e ministri e parlamentari i corrotti. All’epoca l’organo inquirente dei ministri era la Commissione inquirente, formata da deputati e senatori e gli atti del processo dovevano essere consegnati al presidente della Camera.

Pertini mi ricevette, lesse in mia presenza alcuni documenti. Pianse dalla rabbia e l’indomani dichiarò: "La morale è una scienza morta se la politica non cospira con lei e non la fa regnare nella nazione. La democrazia si difende, si sostiene e si rafforza con una grande tensione morale; la corruzione è nemica della democrazia, la corruzione offende la coscienza del cittadino onesto, l’esempio deve essere dato dalla classe dirigente e in primo luogo da me che vi parlo. Si colpiscano i colpevoli di corruzione senza pietismi, senza solidarietà di amicizia o di partito. Questa solidarietà sarebbe vera complicità, la politica deve essere fatta con le mani pulite".

Pianosa. Quando, nell’aprile del 1932, nel carcere di Pianosa fu trasferito presso il sanatorio giudiziario, in precarie condizioni di salute, la madre presentò domanda di grazia alle autorità. Pertini così le scrisse: "Perché mamma, perché? Qui nella mia cella di nascosto, ho pianto lacrime di amarezza e di vergogna. Quale smarrimento ti ha sorpresa, perché tu abbia potuto compiere un simile atto di debolezza? E mi sento umiliato al pensiero che tu, sia pure per un solo istante, abbia potuto supporre che io potessi abiurare la mia fede politica pur di riacquistare la libertà. Tu che mi hai sempre compreso che tanto andavi orgogliosa di me, hai potuto pensare questo? Ma, dunque, ti sei improvvisamente così allontanata da me, da non intendere più l’amore, che io sento per la mia idea?". Venne accusato di “istigazione all’odio tra le classi sociali” oltre che dei reati di stampa clandestina, oltraggio al Senato e lesa prerogativa della irresponsabilità del re per gli atti di governo. Pertini, sia nell’interrogatorio dopo l’arresto, sia in quello condotto dal procuratore del Re, nonché all’udienza pubblica davanti al Tribunale di Savona, rivendicò il proprio operato assumendosi ogni responsabilità e dicendosi disposto a proseguire nella lotta per la libertà, qualunque fosse la condanna a cui andava incontro.

Quirinale. Nel periodo della sua permanenza al Colle contribuì a fare della figura del presidente della Repubblica l’emblema dell’unità del popolo italiano. La sua statura morale contribuì al riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni, in un momento difficile e costellato di avvenimenti delittuosi come quello degli anni di piombo. In seguito al terremoto in Irpinia del 23 novembre 1980, dopo pochi giorni, denunciò pubblicamente l’impotenza e l’inefficienza dello Stato nei soccorsi in un famoso discorso televisivo a reti unificate, in cui denunciò quei settori dello Stato che avrebbero speculato sulle disgrazie come nel caso del terremoto del Belice. Nel febbraio 1983, tra lo stupore generale visitò in ospedale il giovane Paolo Di Nella, militante del Fronte della Gioventù, in coma per essere stato colpito alla testa da un sasso mentre affiggeva dei manifesti, e che nei giorni successivi morì. Nel 1988, si recò a visitare la camera ardente di Almirante, il segretario politico del Msi. Alle polemiche dei socialisti, così rispose: “Di fronte alla morte di un antico avversario politico che ha sempre portato rispetto alla mia persona e all’istituzione che ho rappresentato, ho ritenuto doveroso questo atto di estremo saluto, che non cancella certo le nostre diverse storie politiche. Ti ricordo, compagno...che a differenza di te che l’attacchi da morto, io i fascisti, prima in galera e poi nella resistenza li ho combattuti da vivi, a viso aperto, rischiando la mia pelle. Ora io saluto, con il rispetto dovuto, il collega parlamentare defunto, ricordandone l’elevato impegno politico e la coerenza di ideali. A ciascuno il suo, nel doveroso silenzio di fronte alla morte".

Pertini considerava la libertà e la giustizia sociale un binomio inscindibile. Nel corso di una intervista disse: "Se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero”. La sua personalità era intrisa dei princìpi che avevano ispirato la democrazia parlamentare e repubblicana, nata dall’esperienza della Resistenza partigiana; era solito sostenere il suo rispetto della fede politica altrui tanto quanto il suo fermo rifiuto di tutte le ideologie che rinneghino la libertà di espressione.

C’era sempre. La sua costante presenza nei momenti cruciali della vita pubblica italiana, nelle situazioni piacevoli come nei momenti difficili, è stata probabilmente uno dei motivi della sua grande popolarità. Spesso è stato definito come il "presidente più amato dagli italiani", ricordato per l’amore verso l’Italia, per il suo carisma, per il suo modo di fare schietto e ironico, per l’onestà, e per aver inaugurato un nuovo modo di rapportarsi con i cittadini, con uno stile diretto e amichevole. La schiettezza e la pragmaticità di Pertini si riflesse inoltre anche nella sua azione politica ed istituzionale, facendolo apparire come un presidente che puntava alla concretezza, rifiutando compromessi e imponendosi con il suo rigore morale.

L'elogio di Indro. Il giornalista Indro Montanelli, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 27 ottobre 1963, scrisse: "Non è necessario essere socialisti per amare e stimare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità”. Pertini fu tra i presidenti che scelsero di non abitare nel Palazzo del Quirinale, mantenendo la propria residenza nel suo appartamento romano, secondo lo stesso Pertini per espresso desiderio della moglie. Visse infatti per molti anni in un attico che s’affaccia sulla fontana di Trevi. Gli abitanti del quartiere lo incontravano spesso, quando la mattina la macchina andava a prenderlo per andare "in ufficio" al Quirinale senza grandi apparati di sicurezza; per chi lo riconosceva e lo salutava, soprattutto i bambini, il presidente aveva sempre un sorriso e un gesto di saluto.

Nella primavera del 1981 Pertini presiedette un’infuocata seduta del Csm di cui anch’io facevo parte. Erano in corso le indagini sulla P2 e il vicepresidente dell’epoca, il successore di Vittorio Bachelet, che era stato ucciso dalle Br, ne era rimasto coinvolto. Ero il più giovane del Consiglio e mi ero espresso per le dimissioni del vicepresidente. Al termine della seduta, lo avvicinai: "Le chiedo scusa se mi sono permesso di avere la pretesa che ascoltasse le mie modeste parole". “No, no…hai fatto benissimo…sai io preferisco ascoltare le parole dei giovani…voi giovani non avete ancora imparato a fare gli equilibristi…tu cerca di non impararlo mai…sai, quelli ogni tanto soffrono di vertigini e ogni tanto cadono, chi invece poggia i piedi sulla strada in cui crede va avanti sereno almeno col proprio animo”.
E poi aggiunse: "Chissà se un giorno saranno ripagati i nostri sacrifici della resistenza…senza legalità non può esserci né libertà né democrazia…coraggio, coraggio…i tempi cambieranno…la storia deve andare avanti…”.
Fu l’ultima volta che parlai con Sandro Pertini, ma ancora oggi penso a quella frase: “Chissà se un giorno…”. “Tutto muore con noi – era solito dire – però noi rimaniamo nel cuore di quelli che ci amano. Lì non muoriamo mai, e perciò possiamo parlare con i nostri cari, ed essi parlano a noi in silenzio”. Quanto vorrei oggi che Sandro Pertini non si limitasse a parlare a quelli che lo hanno amato e che lo amano ancora oggi.
 
da il Fatto Quotidiano del 7 marzo

Regionali, Tar Lombardia ammette lista Formigoni | Prima Pagina | Reuters
6 Mar 2010 20:12
Shared by giancarlo
...sono interdetto... a dir poco! ddl interpretativo??? cosa c'era da interpretare? c'erano delle regole uguali per tutti e la maggior parte dei giocatori se ne sono (...scegliete voi). Se ad una partita di calcio di serie C si presentano giocatori tesserati in seria A la partita secondo voi si gioca? Perchè queste elezioni si devono per forza fare comunque malgrado l'evidente illegalità nella presentazione delle liste??? MILANO (Reuters) - Il Tar della Lombardia ha accolto oggi la richiesta di sospensiva del provvedimento di esclusione del listino Per la Lombardia legato al presidente della Regione Roberto Formigoni, ammettendo

Furto con scasso nella notte
Furto con scasso nella notte
6 Mar 2010 14:02


Come i ladri professionisti, che agiscono nottetempo con passo felpato, il Pdl (Partito dei Ladri) ha svaligiato ieri notte un altro pezzo di legalità e di democrazia. Il decreto che fornisce la cosiddetta “interpretazione autentica” delle leggi elettorali stravolgendole ex post a immagine e somiglianza delle illegalità commesse presentando la lista del presidente Formigoni in Lombardia e quella del Pdl nel Lazio, è un obbrobrio giuridico, l'ultimo sputo sulla Costituzione.

La consueta firma di Ponzio Napolitano è anche peggio di quelle apposte su altre leggi vergogna come il Lodo Alfano, le norme razziali anti-immigrati e lo scudo fiscale. Stavolta cambiano in corsa le regole della partita elettorale per riammettere in campo chi ne era stato espulso per evidenti illegalità. Cioè per consentire di vincere a chi, secondo la legge, non dovrebbe proprio giocare. Il tutto in barba ai diritti di coloro che hanno rispettato le regole, raccolto firme autentiche, presentato le liste in tempo utile. Senza contare la legge (nr. 400/1988) che vieta espressamente i decreti in materia elettorale.

Personalmente era da un pezzo che non mi sentivo più rappresentato da Giorgio Napolitano e nutrivo sempre maggiore nostalgia per i veri garanti della Costituzione come Einaudi, Pertini, Scalfaro e persino Ciampi. Da ieri – a giudicare dai centralini intasati del Quirinale – ho l'impressione di essere in ottima compagnia.
Per 50 anni Napolitano è stato accompagnato dal nomignolo di “figlio del Re” per la sua straordinaria somiglianza con Umberto II di Savoia. Ma era il re sbagliato: Napolitano è il degno erede di Vittorio Emanuele III, il sovrano che nel 1922 non mosse un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 fuggì a Brindisi. Anche lui, nella notte. 
(Vignetta di Fifo)

Segnalazioni

Forza Mussolini -
di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2010

Decreto salva-liste, un golpe istituzionale - L'intervista di Micromega a Luigi De Magistris

Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro "Ad Personam(ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Torino, 8 marzo, ore 21 - C/o Teatro Nuovo, corso Massimo D'Azeglio 17
Intervengono Antonio Ingroia e Gustavo Zagrebelsky. Modera Ettore Boffano.
Bologna, 10 marzo, ore 17 - C/o Bravo Caffé, via Mascarella 1.
Taneto di Gattatico (RE) 10 marzo, ore 21.30 - C/o circolo Fuori Orario, via don Minzoni 96/b.
Milano, 11 marzo, ore 21, C/o Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43
Intervengono Piercamillo Davigo e Peter Gomez.
Il calendario di tutte le presentazioni 

Commento del giorno
di ezio - lasciato il 6/3/2010 alle 12:48 nel post Giustizia modello Tamaro
Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto. (Blaise Pascal)


Google finally buys DocVerse, the bridge between MS Office and Google Apps
Google finally buys DocVerse, the bridge between MS Office and Google Apps
5 Mar 2010 23:00

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Google has been steadily adding to the variety of file types allowed in Google Apps -- you can store or share basically anything, now -- but there was still a missing link between the Microsoft Office documents you use on your desktop and the Google Docs files you edit in the cloud. A third party service called DocVerse bridged that gap, and now Google has acquired DocVerse.

We first reported on the possibility of this acquisition last December, but now it's finally a done deal. Now Google can provide the fantastic cloud-based Office collaboration abilities that DocVerse has been refining for some time. This is a well-timed move, considering that Microsoft's new business strategy is reportedly heavy on cloud-based software. Google is getting DocVerse's talent, as well as its technology. The team will join Google Docs.

Google finally buys DocVerse, the bridge between MS Office and Google Apps originally appeared on Download Squad on Fri, 05 Mar 2010 17:00:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Google - Microsoft Office - Google Docs - Microsoft - Google Apps

Fotovoltaico: l'Italia è ora seconda in Europa dietro soltanto alla Germania. Durerà?
Fotovoltaico: l'Italia è ora seconda in Europa dietro soltanto alla Germania. Durerà?
4 Mar 2010 12:01

Buone notizie sul fronte fotovoltaico: Il settore ha infatti raggiunto un nuovo record superando la soglia di 1 GW di potenza installata. Attualmente si contano circa 70.000 impianti certificati in esercizio, per una produzione di energia elettrica pari a 1.300 GWh su base annua. Con queste cifre l’Italia si piazza ora in una posizione invidiabile in classifica, divenendo il secondo Paese in Europa per potenza installata di questa tecnologia, dietro, seppur distante, alla Germania.

L’energia prodotta sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 1.200.000 persone ovvero quanto la popolazione dell’intero Friuli Venezia Giulia. Se da un lato c’è finalmente da star contenti per i risultati che finalmente arrivano, dall’altra mi sorge spontanea una domanda: continueremo a crescere esponenzialmente in questa tecnologia anche dopo la riduzione delle tariffe del Conto Energia?

Saremo capaci di tenere il passo con meno aiuti pubblici e la (probabile?) riduzione dei prezzi di acquisto delle tecnologie? Chissà. Intanto un importante quotidiano economico italiano sottolinea come per quel che riguarda la ricchezza generata dal comparto fotovoltaico ci sia poco da stare allegri.

Sembrerebbe infatti che alle aziende nostrane rimarrebbe ben poco in tasca; in sostanza i guadagni si concentrerebbero soprattutto a valle della filiera, cioè nella distribuzione e nell’installazione degli impianti, in una percentuale compresa fra il 7 e il 17%.

Per quel che riguarda invece la produzione e vendita del silicio, dove i margini superano il 50%, le importazioni raggiungono quota 98% con il restante 2% rappresentato da imprese estere con filiale italiana. Per carità nessuna scoperta sensazionale, già altre volte su Ecoblog abbiamo segnalato come nel settore i capitali stranieri la facciano da padrone.

Mi rimane comunque un dubbio finale: riusciremo a tenere il passo arrivando ad essere competitivi anche a livello produttivo o con la fine degli incentivi assisteremo ad un lento declino dell’energia solare?

Via | Ilsole24ore.com; Rinnovabili.it
Foto | Flickr


Why DRM doesn't work...
Why DRM doesn't work...
2 Mar 2010 18:34

…or perhaps why making DRM transparent and easy is important (The Brads via @liza via @kirkbiglione via @siracusa)

 


Utenti IE, l’UE impone offerta browser alternativi (UPD 20100301)
Utenti IE, lâUE impone offerta browser alternativi (UPD 20100301)
25 Feb 2010 23:22

UE e IE, utenti obbligati alla libertà di scelta


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giulio" e "economia*********" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Nelle prossime settimane gli utenti europei di Windows che hanno Internet Explorer come browser predefinito si troveranno con una schermata decisamente insolita: verrà chiesto loro di scegliere quale browser vogliono usare. E gli utenti di Windows 7 si vedranno sparire Internet Explorer dalla taskbar anche se decidono di continuare a usare IE.

La schermata sarà accompagnata da un testo decisamente bizzarro. Tradotto dalla versione inglese mostrata nella spiegazione di Microsoft, recita grosso modo così: "Il tuo browser è una parte di software importante sul tuo computer. È quella che usi per navigare in Internet. È la finestra intorno ai siti Web che visiti".

Prima che cominciate a sospettare che Microsoft abbia deciso di trattare i propri utenti come rimbambiti ai quali si deve parlare con frasi corte e parole semplici, vi fermo subito. Il testo è il frutto degli accordi di Microsoft con la Commissione Europea per risolvere l'annosa disputa in materia di concorrenza derivante dal tying (vendita abbinata) di Internet Explorer e Windows. Il fatto che Internet Explorer sia preinstallato in Windows, dice in sostanza la Commissione, crea un vantaggio rispetto ai browser concorrenti, tanto che molti utenti non sanno neanche che esistono altri browser oltre a Internet Explorer. Questa schermata intende riequilibrare il mercato informando gli utenti di questa loro libertà di scelta.

Paradossalmente, la libertà di scelta è imposta dall'UE agli utenti: la schermata comparirà grazie a un aggiornamento automatico di Windows XP, Vista e 7 per tutti coloro che, in Europa, hanno Internet Explorer come browser predefinito. Più precisamente, questo succederà nei trenta paesi dello Spazio Economico Europeo, come spiegato qui; la Svizzera dovrebbe essere esclusa.

La schermata mostrerà un elenco di dodici browser, presentati in ordine casuale, con pulsanti per scaricarli e installarli: Avant, Chrome, Firefox, FlashPeak Slimbrowser, Flock, K-Meleon, GreenBrowser, Maxthon, Opera, Safari, Sleipnir e naturalmente anche Internet Explorer (video). I primi utenti a provare il brivido della libertà obbligatoria saranno quelli del Regno Unito, del Belgio e della Francia a partire dai primi giorni di marzo. Se fate assistenza informatica per lavoro, suggerisco di prepararvi con una seduta di meditazione rilassante a una pioggia di "aiuto, mi è sparita Internet!" quando l'aggiornamento rimuoverà l'icona di Internet Explorer dalla taskbar. O se siete cattivi, dite che è successo perché l'utente ha digitato "Google" in Google e ha rotto Internet.

Pagheremo il canone Rai nella bolletta elettrica?
Pagheremo il canone Rai nella bolletta elettrica?
24 Feb 2010 14:24
Shared by giancarlo
certo che 300 mln € sono una cifra importante... ma siamo sicuri che sia proprio questa l'evasione prioritaria da affrontare?

Problemi nel leggere la bolletta elettrica? Non preoccupatevi, ben presto potrebbe esserlo ancora di più. Infatti, per combattere l’evasione dal canone Rai, in Viale Mazzini è spuntata l’ipotesi di farlo pagare in bolletta. L’ipotesi, della quale si è parlato più volte in passato, è emersa dopo l’approvazione in consiglio d’amministrazione del nuovo contratto di servizio 2010-12 che fa esplicito riferimento alla lotta all’evasione.

La volontà dell’azienda Rai sarebbe concreta e lo stesso Governo nostrano si sarebbe dichiarato possibilista circa l’integrazione di questa tassa nella nostra bolletta. Gli alti dirigenti Rai fanno inoltre notare come, oltre al fatto che la soluzione sarebbe la migliore possibile, in altri Paesi (vedi Grecia) questo già succede.

Questo sistema, concludono dagli alti piani della Rai, azzererebbe l’evasione del canone Rai, la quale, secondo alcuni calcoli, sarebbe stimata intorno ai 300 milioni di euro. Sulla questione vorrei però fare un appunto. Se da un lato potrebbe essere lecito mettere a punto un piano antievasione, dall’altro permangono forti dubbi circa l’integrazione di una tassa (quella della bolletta elettrica appunto) con un’altra che di energetico non ha nulla a che vedere.

E’ vero che nella nostra bolletta paghiamo cifre che possono sollevare mille dubbi e che vanno a finanziare enti ed imprese discutibili (fonti assimilabili, dismissioni del nucleare, ricerca ad enti privati), ma, detto questo, sarebbe accettabile integrare alla nostra lampadina i costi di un’azienda che nel campo dell’energia ha ben poco a che fare?

Non resta che rassegnarci: mentre la nostra lampadina pagherà i naufraghi dell’Isola dei Famosi e il nostro microonde risarcirà Emanuele Filiberto dei suoi torti, noi continueremo a parlare di risparmio energetico e nessuno se ne accorgerà.

Via | Regione.toscana.it
Foto | Flickr



Qt-HowTo: Private Classes and D-Pointers - Zchydem's Blog
23 Feb 2010 14:38
Shared by giancarlo
un approccio interessante al problema della compatibilità binaria (con "side effect" positivi sulla semplicità e stabilità delle interfacce)

L'associazione dei consumatori di Berlusconi boicotta il "mini idro"
L'associazione dei consumatori di Berlusconi boicotta il "mini idro"
20 Feb 2010 12:38
Shared by giancarlo
la Casa del consumatore... quasi quasi mi associo :(

Mini idro, maxi batosta: il Consiglio di Stato ha rigettato gli appelli proposti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e dall’Associazione produttori energia da fonti rinnovabili (Aper) e ha annullato definitivamente la delibera ARG/elt 109/08 dell’Autorità. Tale delibera fissava l’aumento dei prezzi minimi garantiti per l’energia prodotta da fonte idroelettrica.

Ne deriva che i gestori degli impianti idroelettrici di potenza inferiore al megawatt dovranno restituire allo Stato la differenza tra il vecchio prezzo minimo e il nuovo, che è stato cassato. Furiosa l’Aper che ritiene la decisione del Consiglio di Stato troppo penalizzante e ipotizza un 2010 in forte perdita per gli impianti di piccolissima taglia. Ma soprattutto, afferma l’Aper

è pericoloso il messaggio che questa vicenda rischia di trasmettere al pubblico: ossia che le rinnovabili costano troppo, mentre gli operatori sanno bene che gli oneri che incidono sulla componente A3 sono ben altri.

Il fattaccio, infatti, deriva da un ricorso fatto da una associazione di consumatori che riteneva troppo caro per i cittadini il contributo dato al mini idro. Tale associazione si chiama Casa del consumatore e, dal nome, già dovreste capire chi ha dietro come referenti politici. Se il nome non vi basta, c’è anche altro.

La Casa del consumatore nasce dieci anni fa dall’idea dell’avvocato Roberto Arnoldi, ex sindaco democristiano di Curno (Bg) ed oggi è presieduta da Giovanni Ferrari, avvocato e docente di diritto commerciale a Genova, membro dei gruppi di lavoro Trasporti e Politiche UE presso il Ministero dello Sviluppo Economico e membro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, oltre che del Consiglio Regionale Consumatori e Utenti presso la Regione Liguria.

Nel direttivo dell’associazione, negli anni, si sono succeduti diversi esponenti dell’attuale Pdl e della Lega Nord e il blog dell’associazione stessa è realizzato in collaborazione con il TgCom di Mediaset. Credo che non sia azzardato definire la Casa del consumatore come l’associazione dei consumatori di fiducia del Premier…

Che il centro destra non ami le rinnovabili è ormai noto. Almeno tanto quanto è noto che ami il nucleare. Posizioni legittime, per carità, ma qualcuno ci spieghi perchè se la sono presa con il mini idroelettrico. Va bene l’eolico che deturpa il paesaggio, va bene il fotovoltaico che desertifica la campagna, ma l’idroelettrico… suvvìa, questo non faceva male proprio a nessuno.

Via | Aper, Consiglio di Stato, Adoc
Foto | Flickr


50 Famously Successful People Who Failed At First
50 Famously Successful People Who Failed At First
19 Feb 2010 12:12
Shared by giancarlo
michael jordan: "I have missed more than 9,000 shots in my career. I have lost almost 300 games. On 26 occasions I have been entrusted to take the game winning shot, and I missed. I have failed over and over and over again in my life. And that is why I succeed." E se lo dice lui... :D Traduci al ITALIANO >>>


People make mistakes. This is not 'human error',

 it is human nature

Is this that permits us to learn, to adapt and to innovate.



There is arrogant people that makes mistakes like everyone else but denies it and always thinks it's someone else fault. They think they are smarter just because they believe that anyone else is stupid.

There is people that puts all his energy to avoid mistakes, and this prevent themselves to pursue their potential.

There is shy people, that makes mistakes like everyone else, when it happen they blush, and they try hard to learn from their mistakes, and sometime they give up.


To all of you, to all of us, and to me I dedicate this inspiring web page:  50 Famously Successful People Who Failed At First




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Fileschanged e Incron: tenete sotto controllo i vostri file system
Fileschanged e Incron: tenete sotto controllo i vostri file system
19 Feb 2010 11:00


Vi è mai capitato di aver bisogno di un programma che eseguisse uno script ad un certo evento relativo al file system (creazione, modifica o cancellazione di file)?

Filechanged ed incron sono la risposta alle vostre necessità. Il primo è un comando che vi consente di monitorare una directory e ricevere le notifiche di tutti i file che hanno subito cambiamenti all’interno. Potreste per esempio usarlo per mantenere una copia di backup sfruttando rsync.

Incron, invece, è un demone cron basato su inotify e che quindi esegue determinate azioni non in base ad intervalli temporali, ma ad eventi relativi al filesystem. Dopo il salto la lista delle azioni che si possono monitorare.

  • IN_ACCESS: File was accessed (read)
  • IN_ATTRIB: Metadata changed (permissions, timestamps, extended attributes, etc.)
  • IN_CLOSE_WRITE: File opened for writing was closed
  • IN_CLOSE_NOWRITE: File not opened for writing was closed
  • IN_CREATE: File/directory created in watched directory
  • IN_DELETE: File/directory deleted from watched directory
  • IN_DELETE_SELF: Watched file/directory was itself deleted
  • IN_MODIFY: File was modified
  • IN_MOVE_SELF: Watched file/directory was itself moved
  • IN_MOVED_FROM: File moved out of watched directory
  • IN_MOVED_TO: File moved into watched directory
  • IN_OPEN: File was opened


ComparePSD finds differences in two PSD Files
ComparePSD finds differences in two PSD Files
17 Feb 2010 16:35

Filed under: ,

Imagine you're working on a PSD file, you duplicate it and work further on it when creating a new version. And one day, you need a layer or effect that only exists in only one of these files -- among the heap of 2MB files that were hastily named 'Untitled1.psd, 'Untitled2.psd', 'Untitled2_a.psd'. And now you have to open every single file, wait for it to load, scroll through it, and then find the effects you were looking for.

Sounds familiar? Okay, maybe you've learned the lesson "save early and save often" -- and if you're really lucky, you've learned to save a new copy each time, so if you make a mistake you can go back to an earlier draft. But this tool really helps highlighting the differences between two PSD files when you messed it up -- layer by layer. Effect by effect.

It also integrates with the Windows Explorer context menu, letting you select files to compare straight from their folder -- you don't have to open Photoshop. Better still: It's free! ComparePSD is a free download for Windows only, a Mac version is under development.

ComparePSD finds differences in two PSD Files originally appeared on Download Squad on Wed, 17 Feb 2010 10:35:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Windows Explorer - Context menu - Microsoft Windows - Download Squad - Windows

Client: â[Indian outsourcer] says he can do this site for $200.  Why should I go with...
16 Feb 2010 15:01

Client: “[Indian outsourcer] says he can do this site for $200.  Why should I go with you?”

Me: “Has he done any work for you in the past?”

Client: Yeah!  He did [Other Site] for me.

[I load the other site]

Me: “The entire site’s done in Flash.”

Client: “Huh?”

Me: “It’s a site for iPhone users.”

Client: “I know.  Cool, huh?”

Me: “It’s a site for iPhone users… none of whom can see it…”

Client: “Huh?”

Me: “The iPhone doesn’t support Flash.”

Client: “Well it looks fine on my PC!”

Me: “Do you have an iPhone?”

Client: “No.”

Me: “…”

Client: “Tell you what, I’m just gonna go with [Indian outsourcer].  He seems like he knows what he’s doing and I’m not sure you do.”

Me: “Have fun.”


MeeGo
15 Feb 2010 13:49
Shared by giancarlo
ne sentiremo parlare in futuro???

Google responds to privacy concerns, kills Buzz autofollow feature
Google responds to privacy concerns, kills Buzz autofollow feature
14 Feb 2010 14:02

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Concerns about privacy on Google's new social network, Buzz, have resulted in some serious changes. Google will disable the autofollow feature that connects new Buzz users automatically to their most frequently-emailed contacts. These autofollows exposed users' information to everyone from annoying friends to abusive ex-husbands. They've been replaced with suggested friends instead, so you can opt in to follow someone instead of having to opt out later.

Another privacy concern was that Google Reader and Picasa accounts were automatically connected to Buzz. Not only was this a privacy concern, it was a spam issue. I have some friends who disconnected their Reader accounts from Buzz because they habitually share a huge number of items. That's cool in Reader, where people have already learned your habits and opted in to follow you. Not so cool in Buzz, especially when autofollows were in place.

All in all, this was a smart move on Google's part. Buzz is an interesting concept, and it could very easily have become tainted with privacy complaints and cries of Big Brother. Way to go, privacy watchdogs of the web, for calling for a change. Way to go, Google, for implementing it so quickly.

[via Gmail Blog]

Google responds to privacy concerns, kills Buzz autofollow feature originally appeared on Download Squad on Sun, 14 Feb 2010 08:02:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Google Reader - Google - Picasa - Privacy - Social network

Google Buzz Tips
Google Buzz Tips
13 Feb 2010 23:00
Here are some tips that help you use Google Buzz in new interesting ways.

1. Send direct messages.

If you'd like to send a private message to someone, type @ and use Gmail's autocomplete feature to find the email address of your contact. After typing the message, make sure that the private option is selected, click on "Post to other groups" and create an empty group. You could call it "No one", "Empty group" etc. Now you can send your message.

When you send a private message, Google Buzz lets you select one or more groups that will receive message, but you can also include the contacts in your message.



2. Disable email notifications.

When someone replies to one of your Google Buzz messages, Google sends an email notification to your Gmail account. If you don't like the notifications or they clutter your inbox, create a filter that archives or deletes all the messages that are labeled "buzz" (a built-in Gmail label). Make sure you type label:buzz (you could also use is:buzz) in the "Has the words" box and ignore Gmail's warning.

3. Add more connected sites.

Google Buzz lets you import content from services like Google Reader, Picasa, Blogger, Twitter, Flickr, but it's not obvious how to add other sites. Let's say you want to add your FriendFeed profile or the feed of your site. To do that, you need to make sure that the site links to your Google Profile or to one of the services that are associated with your Google Profile.

Google explains how to add a link to your profile and how to include a special markup (rel="me") that offers more information about the link.



Unfortunately, you can't connect the site immediately after you add the link. Google needs to crawl the site before updating the connections. "When the site is re-crawled the mutual claim will be verified and feeds associated with the site will be made available within Google Buzz for the verified user."

4. Link to a Google Buzz message.

If a message is public, it has a permalink that could be used to share the discussion. Gmail shows the links without having to use additional options, but it's not obvious that the timestamp of the message is actually a permalink.



5. Quickly open Google Buzz.

If you've enabled keyboard shortcuts in Gmail, type g b from any Gmail view and you'll open Google Buzz.

Some other useful shortcuts:

Shift+l - like a message
m - mute (ignore) a conversation
r - add a comment
p / n - go to the newer / older conversation
o - expand conversation

6. Hide Google Buzz's counter.

Google Buzz's message counter is distracting, so it would be nice to hide it. Unfortunately, there's no Gmail option that lets you hide counter, but you can hide the link to Google Buzz. Drag "Buzz" to the "X more" drop-down and you can hide the Buzz label.



7. Subscribe to a Google Buzz account in a feed reader.

Google posts each public message to the user's profile page. Open the profile page and click on the orange icon displayed by your browser to subscribe to the feed. A Google Buzz feed has an address that looks like this:

http://buzz.googleapis.com/feeds//public/posted

8. Find public Google Buzz messages.

If you thought that Google Buzz's search box is restricted to your social connections, think again. Google Buzz's search feature shows the latest public messages that match your query.

Some useful searches:

author:@gmail.com - find all the messages written by a specific user (you can also use a partial name instead of an email address)

commenter:@gmail.com - find all the messages that have a comment from a specific user

has:photo, has:video, has:link - restricts the results to messages that include photos, videos or links (for example: vancouver has:photo)

source:flickr, source:twitter, source:reader- restricts the results to messages imported from Flickr, Twitter, Google Reader (for example: vancouver source:flickr)

9. Save searches

You can bookmark your favorite Buzz searches by enabling the Quick Links feature from Gmail Labs. After performing a search, click on "Add quick link" and add a name for your bookmark.

10. View Google Buzz photos in a slideshow

When you upload photos to Google Buzz, they're added to Picasa Web Albums. If you click on a thumbnail, Google Buzz will open a lightbox to help you quickly navigate between images. Unfortunately, there's no option to view the images in a slideshow, but Picasa Web Albums has this feature and there's a small link that opens the photo album. Click on "view all" and you can select the slideshow option, export photos using Picasa or print photos.

11. Add rich text messages

You can use the same tricks that work in Google Talk to write rich text messages:

*bold message*
_italic message_
-deleted message-



12. Google Buzz on a map

Use the address of the mobile Google Maps interface to see Google Buzz messages from all over the world. There's also a list view for nearby messages.



{ Thanks, KosciaK. }


Keeping your configuration and data in Subversion
Keeping your configuration and data in Subversion
13 Feb 2010 11:41
Shared by giancarlo
per chi usa svn e hudson (come noi ultimamente ;-))

We all know that keeping important files in version control is critical, as it ensures problematic changes can be reverted and can serve as a backup mechanism as well. Code and resources are often kept in version control, but it can be easy to forget your continuous integration (CI) server itself! If a disk were to die or fall victim to a misplaced rm -rf, you could lose all the history and configuration associated with the jobs your CI server manages.

It’s pretty simple to create a repository, but it isn’t obvious which parts of your $HUDSON_HOME you’ll want to backup. You’ll also want to have some automation so new projects get added to the repository, and deleted ones get removed. Luckily we have a great tool to handle this: Hudson!

We have a Hudson job which runs nightly, performs the appropriate SVN commands, and checks in. The high-level overview of this job is basically:

  1. Add any new jobs, users, plugin configurations, et cetera: svn add -q --parents *.xml jobs/*/config.xml users/*/config.xml userContent/*
  2. Remove anything from SVN that no longer exists (such as a deleted job): svn status | grep '\!' | awk '{print $2;}' | xargs -r svn rm
  3. Check it in! svn ci --non-interactive --username=mrhudson -m "automated commit of Hudson configuration" You’ll want to make sure to use the --non-interactive option for any automated svn operations, as this ensures Subversion won’t hang asking a question but instead fail immediately. You may also need to provide your password with the --password option.

To make such a Hudson job, create a new job, tie it to the master (since this is where the configuration files are), set it to build periodically (we use “@midnight”), and add an “Execute shell” build step. Here’s the full script we use, to put into the build step:

  1. # Change into your HUDSON_HOME.
  2. cd /opt/hudson
  3. # Add any new conf files, jobs, users, and content.
  4. svn add -q --parents *.xml jobs/*/config.xml users/*/config.xml userContent/*
  5. # Ignore things in the root we don't care about.
  6. echo -e "war\nlog\n*.log\n*.tmp\n*.old\n*.bak\n*.jar\n*.json" > myignores
  7. svn propset svn:ignore -F myignores . && rm myignores
  8. # Ignore things in jobs/* we don't care about.
  9. echo -e "builds\nlast*\nnext*\n*.txt\n*.log\nworkspace*\ncobertura\njavadoc\nhtmlreports\nncover\ndoclinks" > myignores
  10. svn propset svn:ignore -F myignores jobs/* && rm myignores
  11. # Remove anything from SVN that no longer exists in Hudson.
  12. svn status | grep '\!' | awk '{print $2;}' | xargs -r svn rm
  13. # And finally, check in of course, showing status before and after for logging.
  14. svn st && svn ci --non-interactive --username=mrhudson -m "automated commit of Hudson configuration" && svn st

You’ll notice this does some extra things like set the svn:ignores property to provide a relatively clean svn st which it shows before and after the commit for logging purposes. One thing this job doesn’t do is put the build results of your jobs in version control. Because historical build logs and artifacts will never change and are also potentially large, a periodic (daily or weekly) cp or rsync of the jobs directory will still give you restorability while keeping your repository lean.

Now you can sleep well at night knowing that your CI server is safe and sound. If you are doing a similar thing with Hudson or another CI system, let us know about your solution!

Editor's Note: Mike Rooney is a Software Engineer at Genius.com, provider of real-time marketing automation software connecting marketing and sales. You can read more posts from Mike and other Geniuses at eng.genius.com


12 Undocumented Tricks for Google Buzz | AEXT.NET
13 Feb 2010 11:36
12 simple tricks to help give you a better Buzz.

Carbonia, Italy Forecast
13 Feb 2010 9:26
Shared by giancarlo
servizio meteo "fai da te"

Google Buzz un po' ficcanaso, come impostarlo
Google Buzz un po' ficcanaso, come impostarlo
12 Feb 2010 9:47
Shared by giancarlo
se non lo avete già fatto aggiungete il feed rss di paolo attivissimo al vostro aggregatore... ne vale la pena

Buzz, Google copia l'idea da Twitter e il rispetto per la privacy da Facebook


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "1Axya1" e "alessiobea".
Ieri è comparsa nella mia interfaccia Web su Gmail una nuova opzione: Buzz. Google Buzz è la risposta di Google, presentata pochi giorni fa, a Twitter e Facebook: si va su Gmail, si clicca sull'opzione Buzz (se c'è; arriverà gradualmente a tutti gli account Google) e compare una finestrella nella quale immettere un messaggio, un'immagine o un video, che verrà immediatamente condiviso con gli utenti che sono stati definiti "amici" dai misteriosi meccanismi automatici di Google.

È tutto automatico e non c'è nulla da installare: Buzz sceglie persino gli amici per voi. Quando ho cliccato su Buzz per la prima volta ho scoperto che (a mia insaputa) già stavo seguendo le Buzzate di sei persone e che quaranta follower erano già in posizione per seguire le mie (inesistenti) Buzzate. La cosa, per dirla tutta, non m'è piaciuta.

Sono andato a documentarmi un po' e ho scoperto che ci sono un po' di problemi di privacy con Google Buzz, segnalati per esempio da Gizmodo e Business Insider: gli "amici" vengono scelti da Google sulla base degli utenti con i quali ho scambiato il maggior numero di e-mail o messaggi in chat. I suoi criteri sono un po' nebulosi, perché dei sei "amici" che mi ha proposto di seguire ne conosco solo uno.

Già a questo punto avrei avuto da obiettare, perché io scambio parecchia mail anche con gente che non mi è affatto amica (i vari complottisti, ufologisterici, paranormalisti, sciachimisti, spammer e altri simpatici personaggi della Rete). Ma pazienza, perché posso sempre modificare la lista degli "amici". L'ho fatto subito, prima ancora di mandare la prima Buzzata. Fra l'altro, il pulsante OK nella pagina non serve ad attivare Buzz: si limita a chiudere la pagina delle impostazioni di Buzz.

I veri problemi di privacy riguardano la lista dei miei "amici": stando alle fonti sopra citate, infatti, la lista è automaticamente pubblica per chiunque guardi il mio profilo su Google o Blogger (qui o qui), se io non modifico le impostazioni predefinite.

Un momento. Saranno pure fatti miei chi sono o non sono i miei amici e le persone alle quali scrivo di più, giusto? Trovarsi l'elenco spiattellato in pubblico non è molto cortese da parte di Google. Non ho dato a Google il permesso di far sapere al mondo con chi corrispondo. Già così ho una focosa rete di ficcanaso che cerca in tutti i modi di farsi i fatti miei, e non certo per amore sbocciato a Sanremo. Figuriamoci se voglio rendere loro la vita più facile.

Non ho niente da nascondere, ma come ben sa chiunque segua le questioni di privacy in Rete, non è questione di nascondere: è il sacrosanto diritto a farsi i fatti propri senza che altri ci mettano il naso e saltino a conclusioni sbagliate. E come giornalista ho scambi di corrispondenza per i quali mi è stato chiesta la riservatezza. Trovare pubblicati gli indirizzi delle persone che mi hanno mandato informazioni confidenziali non sarebbe molto elegante.

Ho controllato subito: prima di Buzzare, nel mio profilo non c'era nessuna lista di "amici". Bene. Ho provato a Buzzare ed è comparso quest'invito. Notate la scritta piccina piccina: "Il tuo profilo include il tuo nome, la tua foto, le persone di cui segui gli aggiornamenti e quelle che seguono i tuoi."


Per il bene della scienza, ho cliccato su Salva profilo e continua, poi mi sono precipitato a vedere il mio profilo aggiornato. Ebbene sì: a questo punto conteneva due link in più, che portavano all'elenco dei miei follower (Google Buzz li chiama così anche in italiano; "seguaci" pareva forse un po' morboso) e dei miei "amici" che seguo via Buzz. Erano link visibili non solo a me, quando faccio login al mio account Google, ma a qualunque altro utente Google (non erano visibili a chi visita il profilo senza aver fatto login a Google). Questo conferma le segnalazioni di Gizmodo e Business Insider. Decisamente è il caso di seguire le loro indicazioni e mettere il bavaglio a quella portinaia garrula che è Google Buzz. Ecco come ho fatto.

Ho cliccato sul mio nome nella pagina di impostazioni di Buzz e poi sul link al mio profilo Google. Nel mio profilo, ho cliccato su Modifica il profilo e ho disattivato la casella Visualizza l'elenco delle persone di cui seguo gli aggiornamenti e delle persone che seguono i miei aggiornamenti. Suvvia, Google, ci voleva tanto a lasciarla disattiva per default?


In fondo alla pagina ho cliccato su Salva modifiche. A questo punto il mio profilo indica che i follower e i followati (orrido neologismo, scusatemi) sono visibili solo a me. Andando a visitare il mio profilo da un altro account Google, l'elenco dei seguiti e seguaci non è più visibile a tutti.

Adesso che questa magagna è risolta, com'è Buzz? Lo provo un po', poi vi racconto.

Google Updates, Explains Buzz Privacy Setup [Privacy]
Google Updates, Explains Buzz Privacy Setup [Privacy]
12 Feb 2010 4:00

Google claims the option to prevent public contact exposure through Buzz was always there, just not obvious enough. So they've clarified the Buzz setup process, made blocking followers easier, and explaining how followers without Buzz/Google profiles are publicly displayed.

Does it seem to you like Google underestimated how seriously people would take having even a small part of their inboxes exposed to the world? Yeah, well, us too. Still, Google does seem to have moved quickly to at least make opting out of public follower/folowee listing a more prominent option, if not necessarily a default.

The first point, regarding public profile follow listings:

1. More visible option to not show followers/people you follow on your public profile
If you don't want to share the lists of people who are following you and people you are following publicly on your profile, you can always opt out during the profile set-up when you first use Buzz or at any time from the edit profile page. We are making this option more prominent in the set up process, to ensure everyone who wanted to hide these lists can do so easily.

That's certainly a help for anyone getting into Buzz just now. Then again, Google touts in the same post the "tens of millions of people" who have logged into Buzz in some way, creating 9 million posts and comments, and those folks have to discover the non-public option on their own. The post also explains that blocking new followers is one of the two options you'll see when you jump into Buzz, and that followers without a public profile won't be seen in your profile until they create one.

If you had to rewrite Buzz's privacy settings from the beginning, how would you carve out what's public and what's not? Detail your dream setup in the comments.

Millions of Buzz users, and improvements based on your feedback [Official Gmail Blog via ReadWriteWeb]


Nucleare e Cip6: nuova batosta per l'Italia dalla Ue
Nucleare e Cip6: nuova batosta per l'Italia dalla Ue
11 Feb 2010 17:00


L’Unione Europea bacchetta l’Italia. Questa volta a Bruxelles sono sotto la lente di ingrandimento gli incentivi Cip6 e i costi del decommissioning delle centrali nucleari italiane pre-referendum.

La cosa, tra l’altro, sarebbe anche abbastanza seria perchè, come riporta Reuters, c’è già una procedura di messa in mora avviata e notificata al nostro paese con una lettera di fine gennaio. La cosa è tecnica, ma è molto interessante perchè potrebbe avere ripercussioni assai serie sulle velleità italiane di ritorno al nucleare. Ma prima del nucleare, affrontiamo la questione Cip6.

Di Cip6 l’Europa si è occupata più volte, arrivando persino ad ascoltare quanto aveva da dire in merito Beppe grillo. Questa volta, però, la posizione è assai dura e decisa: gli incentivi Cip6 sono una distorsione, oltre che del concetto di rinnovabili, anche delle regole del mercato.

Tali contributi, infatti, sono pagati da tutti i cittadini in bolletta ed erogati sotto forma di “acquisti garantiti di elettricità da parte dello Stato ad un prezzo superiore a quello di mercato”. Cosa che favorisce largamente le aziende che ne usufruiscono perchè non si troveranno mai nella condizione di produrre e non vendere: al contrario, producono, vendono e guadagnano molto più del normale.

La Ue, tra l’altro, intrinsecamente torna a criticare il concetto di “assimilate alle rinnovabili”. La messa in mora, infatti, vale solo per l’energia incentivata con il Cip6 e non per quella realmente rinnovabile che, anch’essa, avendo priorità di dispacciamento sulla rete elettrica viene favorita dallo Stato. Le “assimilate”, invece, non avendo alcun motivo di essere preferite non hanno nemmeno il diritto al superincentivo.

Per quanto riguarda il decommissioning, invece, l’Europa riconosce il diritto al rimborso statale per le aziende che, a cavallo del referendum, avevano centrali ancora in costruzione. Secondo Bruxelles, però, tale rimborso (che viene pagato sempre in bolletta dagli italiani) sarebbe eccessivo perchè “una parte dei costi inerenti alla gestione dei rifiuti avrebbe dovuto essere sostenuta dagli operatori nucleari prima della chiusura definitiva degli impianti”. Questo, in altri termini, si traduce nella famosa massima che chi inquina paga e, di conseguenza, i costi di decommissioning e smaltimento dei rifiuti devono essere addossati al privato che costruisce l’impianto e non allo Stato.

Ribadire questo concetto, proprio quando in Italia si progetta il ritorno al nucleare, non è cosa da poco. La procedura europea di messa in mora, infatti, spazza via ogni dubbio sulle possibilità che lo Stato italiano possa prendersi carico dei costi di smaltimento e stoccaggio dei rifiuti o di costruzione delle centrali. E se per caso qualcuno a Roma avesse già pensato a girare la frittata pagando l’energia nucleare con gli incentivi Cip6 (d’altronde tra le assimilate c’è di tutto, perchè non metterci anche l’uranio?) adesso dovrà trovare altre soluzioni per promuovere anche economicamente questa tipo di energia.

Via | Reuters
Foto | Unione europea


The Weekly Source Code 49 - SmallBasic is Fun, Simple, Powerful Programming for Kids and Adults
The Weekly Source Code 49 - SmallBasic is Fun, Simple, Powerful Programming for Kids and Adults
9 Feb 2010 22:18

While the boys are only 2 and 4, I'm always keeping an eye out on new ways to teach them programming. Certainly I hope they'll be more well-rounded and I and spend more time outside, but a even a basic background in programming and logic, I think, produces a more empowered individual.

Created by Vijaye Raji, Small Basic is a simple (only 15 keywords) but powerful environment for getting started programming. Great for kids and non-technical spouses, but powerful enough even for the professional game developer. In fact, Small Basic is probably the fastest and simplest way I've seen yet to produce and publish Silverlight-based games. Read on to see why.

Small Basic is part of MSDN DevLabs and just released version 0.8. It's the eighth installment, but I suspect they are too modest to call it 8.0. ;) It's even internationalized in English, Chinese, French, German, Italian, Japanese, Jorean, Russian, Spanish, Brazilian Portuguese and Turkish...so if you know a computer teacher, you might tell them about this!

Take a look at Small Basic Tetris, for example. You can run it in the browser with Silverlight, right here. The full Small Basic source code for the app is listed right on the page. There's a bunch of great sample Small Basic apps here also.

It has a nice friendly IDE (Integrated Development Environment) with a clever take on Intellisense as seen below. The IDE goes out of its way to give you as much information and context as possible not only with the intellisense "arc" but also context-sensitive help in the right doc.

Even more clever, I think, is the "Graduate" button that will convert your Small Basic program into Visual Basic for use directly in Visual Studio.

Here's what a Small Basic text mode application would look like:

number = 100
While (number > 1)
TextWindow.WriteLine(number)
number = number / 2
EndWhile

Here's a SmallBasic Windows app:

GraphicsWindow.BackgroundColor = "Black"
GraphicsWindow.Width = 200
GraphicsWindow.Height = 160
GraphicsWindow.PenColor = "Blue"
For i = 1 To 10
GraphicsWindow.PenWidth = i
GraphicsWindow.DrawLine(20, i * 15, 180, i * 15)
EndFor

For those of us old enough to remember learning to program with LOGO and its ubiquitous Turtle, Small Basic includes a Turtle object built in! Remember this?

sides = 50
length = 400 / sides
angle = 360 / sides
Turtle.Speed = 9
For j = 1 To 20
For i = 1 To sides
Turtle.Move(length)
Turtle.Turn(angle)
EndFor
Turtle.Turn(18)
EndFor

Which gives us this image. See the turtle inside?

The most amazing part from a learning perspective is the ability to publish your game directly to the Small Basic website and play it or give it to your friends. I hit Publish for this Turtle app and Small Basic - in one click - gave me this link: http://smallbasic.com/program/?WKN265. Now I can send my friends or students to that link.  They can play the game LIVE, see the source listing right there, or even embed it on their own website with included HTML.

I'm really impressed with the amount of though that was put into this app and how easy it was. I hope other folks at Microsoft check it out and appreciate the simplicity.

Related Links


© 2009 Scott Hanselman. All rights reserved.


Bollette meno care per le grandi imprese di Sicilia e Sardegna?
Bollette meno care per le grandi imprese di Sicilia e Sardegna?
26 Jan 2010 11:00

Bollette della luce meno care per le grandi aziende energivore a patto che accettino il possibile distacco dalla rete elettrica. È questo il Piano proposto dal Ministero per lo Sviluppo Economico per ridurre i costi energetici delle grandi imprese attive in Sicilia e Sardegna, fra cui quelle che sono attualmente in condizione di maggiore crisi ovvero la multinazionale americana dell’alluminio Alcoa in Sardegna e quella di Portovesme (Cagliari) i cui lavoratori sono da qualche tempo in cassa integrazione.

Motivo di tale presa di posizione è il fatto che la dirigenza dell’Alcoa, una delle aziende a maggior profitto e che impiega un alto numero di lavoratori nell’Isola, aveva imputato agli alti costi energetici il motivo della propria sopravvivenza.

Dalla Regione Sardegna intanto, dopo la proposta avanzata dal Governo, fanno sapere: con questo sistema si garantisce una tariffa energetica di 30 euro a MWh e non si concede più alla multinazionale statunitense la possibilità di accampare scuse pretestuose. Attesa intanto per questo pomeriggio la risposta dell’azienda Alcoa in merito alla proposta.

Al di là di tutto resta da valutare come si esprimerà la Commissione Europea in merito alla decisione, considerando che la proposta del Governo italiano potrebbe essere sanzionabile come aiuto di Stato, pertanto via non percorribile.

Rimane un ultimo dubbio, puramente personale. Siamo davvero sicuri che il provvedimento possa dare degli effetti tangibili sia in materia di organizzazione nella distribuzione di elettricità dalla rete che in termini ambientali?

Ricordiamo infatti che si tratta di imprese particolarmente energivore il cui “non bisogno” di elettricità durante l’arco di un anno è limitato probabilmente solo a pochissime ore. A tal proposito siamo curiosi di vedere quale sarà l’evolversi della situazione nei prossimi giorni.

Via | Ilsole24ore.com
Foto | Flickr


Project SIKULI
25 Jan 2010 16:42
Shared by giancarlo
per gli amanti del testing delle interfacce grafiche: da provare!

SourceForge blocks Iran, North Korea, Syria, Sudan and Cuba
SourceForge blocks Iran, North Korea, Syria, Sudan and Cuba
25 Jan 2010 16:00
In a move that must surely strike at the very core of open source, FOSS, and the heart of GNU crusader Richard Stallman, SourceForge has now blocked all access from by countries on the U.S. 'Foreign Assets Control sanction list'.

That isn't the beginning of the story though: back in 2008 the same countries were allowed to surf SourceForge, but not interact with the source code repositories -- they could download, but couldn't contribute. Now it seems the access block is complete -- if you live in Iran, North Korea, Syria, Sudan or Cuba, you simply can't access SourceForge.

ArabCrunch (seemingly not affiliated with its uglier forebear TechCrunch) goes on to share some details on the definition of open source and what it actually means to be 'open'. As defined by the Open Source Initiative (OSI):

5. No Discrimination Against Persons or Groups
The license must not discriminate against any person or group of persons.
6. No Discrimination Against Fields of Endeavor
The license must not restrict anyone from making use of the program in a specific field of endeavor. For example, it may not restrict the program from being used in a business, or from being used for genetic research.
At the end of the day, open source ideology be damned, is SourceForge going to argue with the U.S. State Department if they're told to block 'rogue nations'?

It's a tricky subject: should these five countries be persecuted because of the extreme actions enacted by a tiny percentage of their population? Open source software provides a vital building block for these oppressed and developing nations -- I hope the U.S. government can see the potential damage to new infrastructure and fledgling business this might cause. Share

SourceForge blocks Iran, North Korea, Syria, Sudan and Cuba originally appeared on Download Squad on Mon, 25 Jan 2010 10:00:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Open source - North Korea - Open Source Initiative - Source code - Richard Stallman

Linux 101 Hacks â Free eBook to Build a Strong Foundation in UNIX / Linux
25 Jan 2010 14:02
This book contains 101 practical examples to build a strong foundation in UNIX / Linux.

Repubblica e le foto di onde ghiacciate di colpo (UPD 20100125)
Repubblica e le foto di onde ghiacciate di colpo (UPD 20100125)
24 Jan 2010 14:05

Repubblica, il giornalismo "professionale" saccheggia Internet e rimedia figuracce


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "" e "" e grazie alla segnalazione di Claudio Mira***** ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Repubblica ha pubblicato quelle che dice essere "sensazionali immagini di un'onda imponente che si ghiaccia ancora prima di infrangersi".

L'autrice della didascalia, Giuditta Mosca, scrive che "Questo fenomeno naturale è stato raramente documentato dall'uomo e avviene grazie alla bassa temperatura dell'acqua che a contatto con l'aria ancora più fredda resta bloccata per pochi secondi, il tempo sufficiente affinché la temperatura proibitiva la solidifichi in blocchi di ghiaccio".

Onde che si ghiacciano a mezz'aria? Si vede che qualcuno ha scambiato The Day After Tomorrow per un trattato di climatologia. E dormiva durante le lezioni di chimica e fisica del liceo.

Come se non bastasse, il fenomeno viene descritto come se fosse una prova dell'abbassamento delle temperature mondiali: le immagini, dice Repubblica, "vengono dal lago di Huron di Mackinaw City, nel Michigan, Stato USA ai confini con il Canada" e sono un "avvenimento naturale di grande fascino fino ad oggi comune solo alle zone polari".

In realtà le immagini non vengono dal Michigan, ma da Internet: Repubblica le ha saccheggiate senza il benché minimo controllo e naturalmente senza riconoscerne la paternità o il diritto d'autore. Infatti Snopes.com spiega che si tratta di una bufala risalente a marzo del 2008. Le immagini sono autentiche, ma si riferiscono a un fenomeno che avviene in Antartide, non nel Michigan, ed è prodotto dalla fusione del ghiaccio antartico profondo.

Questo ghiaccio, infatti, riaffiora a causa degli spostamenti della calotta antartica e viene sagomato dall'esposizione alle intemperie. La fusione produce le striature verticali che sembrano la cresta di un'onda, e la magnifica trasparenza del ghiaccio è dovuta alla sua formazione a grande profondità.

Le fotografie in questione provengono specificamente dalla base antartica di Dumont D'Urville e sono state scattate da Tony Travouillon nel 2002. Ne trovate altre qui.

Complimenti, come sempre, a Repubblica per aver dimostrato ancora una volta che i giornalisti veri, quelli stipendiati dalle redazioni, lavorano meglio di quei cialtroni di blogger.


2010/01/25


Ieri sera e stamattina sono stato contattato via mail dall'autrice della didascalia. La cortesia m'impone di non divulgare i dettagli dello scambio di vedute senza il suo permesso. Dico solo che per ora non c'è stato alcun chiarimento sulla fonte dalla quale è stata presa la notizia-bufala.

13:00. I lettori segnalano che la galleria fotografica e la didascalia non sono più presenti alle coordinate indicate a inizio articolo. Al momento il testo è ancora presente nella cache di Google.

PI: Le corde? Roba vecchia
22 Jan 2010 9:14
Shared by giancarlo
sono indeciso se comprare la misa o l'ibanez JS che viene suonata dal quel tizio (:D) nel secondo video L idea è di un australiano appassionato di musica elettronica. Spiega che la sua invenzione non farà concorrenza alle sorelle in legno, ma le affiancherà: più che una chitarra, un sintetizzatore MIDI

PI: Cassandra Crossing/ La lunga memoria di Facebook
22 Jan 2010 9:04
Shared by giancarlo
... di M. Calamari - C è una sola parola per definire tutto questo. Una sola parola: e può anche fare paura. Tutto dipende dalla fiducia che si ripone nel social network in blu

Zio Ballmer e il Baco Quasi Maggiorenne (UPD 20100121)
Zio Ballmer e il Baco Quasi Maggiorenne (UPD 20100121)
20 Jan 2010 1:43

Windows ha una falla aperta da 17 anni


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "g_giamma****" e "maurat****".

Come se non bastassero i guai con Internet Explorer, adesso sbuca anche una falla che è presente in tutte le versioni di Windows prodotte dal 1993 in poi. C'è in XP, Server 2003, Vista, Server 2008 e in Windows 7. E permette a un utente non privilegiato di iniettare codice direttamente nel kernel del sistema operativo. Ops.

Il problema risiede nella Virtual DOS Machine di Windows, come spiegato in dettaglio nell'annuncio pubblicato da Tavis Ormandy. Che lavora per Google. Volendo essere malizioso, direi che Google sta facendo i dispetti a Steve Ballmer.

Ormandy scrive di aver avvisato formalmente Microsoft del problema a giugno del 2009 e di aver tenuto segreta la scoperta della vulnerabilità, ma visto che i mesi passano e il problema non viene risolto, ha deciso di fare un annuncio pubblico.

Fortunatamente il baco è facilmente eliminabile disattivando i sottosistemi MSDOS e WOWEXEC, che di solito non servono comunque (servono per le applicazioni vecchie DOS e Windows 3.1 a 16 bit). Non ci sono attacchi noti in corso che sfruttino questa falla, ma probabilmente è questione di tempo.

Altre fonti: The Register.


2010/01/21


Microsoft ha confermato la vulnerabilità in Windows 2000 SP4, Windows XP SP2 e SP3, Windows Server 2003 SP2, Vista, Vista SP1 e SP2, Windows Server 2008 a 32 bit (anche con SP2) e Windows 7 a 32 bit. L'advisory di conferma include anche le istruzioni su come rimediare. Secondo Microsoft, la falla è sfruttable soltanto se l'aggressore ha credenziali di logon valide ed è in grado di fare logon localmente, ma non è sfruttabile da remoto o da utenti anonimi: in tal caso, la probabilità di attacchi significativi è abbastanza scarsa.

Bufale haitiane: aereo gratis per i medici
Bufale haitiane: aereo gratis per i medici
19 Jan 2010 18:35

American Airlines non trasporta medici gratis


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "stefifederica" e "taniucci". Grazie a tutti i lettori che hanno segnalato la notizia.

Stanno circolando in Rete, in particolare su Facebook e Twitter e via mail, segnalazioni secondo le quali la compagnia aerea American Airlines offrirebbe trasporto gratis verso Haiti a medici e infermieri. Eccone un esempio:

"American Airlines trasporta gratis ad Haiti tutti i medici e gli infermieri che lo vogliono chiamando al numero +1 212-697-.9767. Per favore copiatelo nella vostra bacheca perchè lo vedano il maggior numero di persone possibili.Grazie."

Si tratta di appelli falsi. L'American Airlines ha smentito seccamente su CNN. Il numero corrisponde a quello del consolato generale haitiano a New York. Ci sono anche altre bufale circolanti intorno al disastroso terremoto haitiano: ne trovate una compilation su Snopes e UrbanLegends. Fate attenzione anche alle richieste di donazioni di denaro: gli sciacalli e gli impostori sono già in giro. Possano marcire.

Mangano e Craxi i loro eroi
Mangano e Craxi i loro eroi
19 Jan 2010 18:06


da
Antefatto.it

Con la lettera del presidente Napolitano alla famiglia Craxi, indirizzata dal Quirinale alla villa di Hammamet, appena lasciata da tre ministri aviotrasportati del governo in carica, si chiude degnamente il triduo di celebrazioni per l’anniversario della scomparsa del grande statista corrotto, pregiudicato e latitante: 10 anni, tanti quanti ne aveva totalizzati in Cassazione. Oggi completeranno l’opera in Senato altri luminosi statisti come l’ex autista Renato Schifani e il pluriprescritto Silvio Berlusconi, già noto per aver definito "eroe" il mafioso pluriomicida Vittorio Mangano.
Intanto fervono i preparativi per festeggiare i 150 anni dell’Italia unita e il Pantheon dei padri della Patria è un porto di mare. Gente che va, gente che viene. Soprattutto gentaglia.
Nel felpato linguaggio del capo dello Stato, la latitanza di Craxi viene tradotta testualmente così: "Craxi decise di lasciare il Paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti". Anche perché, aggiunge Napolitano in perfetto napolitanese, le indagini sulla corruzione (non la corruzione) avevano determinato "un brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra politica e giustizia".
E il sant’uomo fu trattato “con una durezza senza eguali" mentre, com’è noto, la legge impone di processare i politici che rubano senza eguali con una morbidezza senza eguali. E le mazzette miliardarie, e gli appalti truccati, e i soldi rovesciati sul letto, e i 50 miliardi su tre conti personali in Svizzera? Non sono reati comuni: il napolitanese li trasforma soavemente in "fenomeni degenerativi ammessi e denunciati" (come se rubare e poi, una volta scoperti, andare in Parlamento a dire "qui rubano tutti" rendesse meno gravi i furti).

Il presidente ricorda che "la Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ritenne violato il ‘diritto ad un processo equo’ per uno degli aspetti indicati dalla Convenzione europea". Ma non spiega che Craxi fu processato in base al Codice di procedura che lui stesso aveva voluto e votato, il Pisapia-Vassalli del 1989 che – modificato da due sentenze della Consulta – consentì fino al 1999 di usare i verbali delle chiamate in correità dei coimputati anche se questi non si presentavano a ripeterle nei processi altrui.
Se i processi a Craxi non furono “equi”, non lo furono tutti quelli celebrati in Italia dal 1946 al 1999. Su un punto Napolitano ha ragione: Craxi lasciò "un’impronta incancellabile": digitale, ovviamente. Quel che sta accadendo è fin troppo chiaro: si riabilita il corrotto morto per beatificare il corruttore vivo. Si rimuovono le tangenti della Prima Repubblica per legittimare quelle della Seconda. Si sorvola sulla latitanza di Craxi per apparecchiare nuove leggi vergogna che risparmino la latitanza a Berlusconi.
L’ha ammesso, in un lampo di lucidità, Stefania Craxi: "Gli italiani non credettero a Bettino, ma oggi credono a Berlusconi". Ma perché credano a Berlusconi su Craxi, ne devono ancora passare di acqua sotto i ponti e di balle in televisione. Stando a tutti i sondaggi, la stragrande maggioranza degli italiani di destra, di centro e di sinistra è contraria a celebrare Craxi, come è contraria all’immunità parlamentare e alle leggi ad personam prossime venture. Forse gli italiani sono ancora migliori di chi dice di rappresentarli.

E allora, tanto peggio tanto meglio. Si dedichino pure a Craxi monumenti equestri, targhe votive, busti bronzei, strade, piazze, vicoli, parchi e soprattutto tangenziali. Dopodiché si passi a Mangano (sono ancora in tempo: anche lui scomparve prematuramente nel 2000). Così sarà chiaro a tutti chi sono i "loro" eroi. Noi ci terremo i nostri e da domani chiameremo i lettori a sceglierli.
A Mangano preferiamo ancora Falcone e Borsellino. A Craxi e a Berlusconi, politici diversi ma limpidi come De Gasperi e Berlinguer. Ieri, poi, ci è venuta un’inestinguibile nostalgia per Luigi Einaudi e Sandro Pertini.
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Commento del giorno
di Monica66 - utente certificato - lasciato il 19/1/2010 alle 15:37 nel post Craxi al netto delle tangenti
Caro presidente Napolitano, mi dissocio totalmente dalle sue parole. Se vuole parli a titolo personale direttamente ai familiari di Craxi, ma non le è permesso minimamente di associare i propri personali convincimenti a quelli degli Italiani onesti che vedono il proprio futuro e quello dei propri figli a rischio grazie anche alle "politiche" tangentiste e corruttelari di un delinquente come Craxi. Certo non fu il solo, ma avrei preferito mille volte vederlo marcire in galera con i suoi compari messi in grado di non continuare a rubare, piuttosto che latitante libero e post mortem riabilitato da tutti i compagni di merende alla faccia di chi si è sempre comportato onestamente. Fu un malfattore che pensò al proprio bene, a quello della propria famiglia e degli amichetti, contribuendo personalmente con i propri comportamenti malavitosi alla rovina dell'Italia. Si ricordi, latitante non esule; ladro non statista. E "Via, Craxi!" sia un imperativo ricordo di una stagione di speranza e non il nome di una strada.


Sardegna: Serpentara in vendita. Scatta l'occupazione
Sardegna: Serpentara in vendita. Scatta l'occupazione
19 Jan 2010 13:00

Fu curioso, qualche tempo fa, ciò che accadde sull’isola di Mal di Ventre in Sardegna, dove un partito indipendentista sardo ne occupò il territorio. L’obiettivo era quello di rendere l’area indipendente sia dall’Italia che dalla Sardegna stessa. Non passa un anno ed ecco che un altro paradisio naturale finisce sotto gli onori della cronaca.

Parliamo dell’isola di Serpentara, sita presso Villasimius (Provincia di Cagliari), messa all’asta per la terza volta dal Tribunale Civile di Cagliari. L’isola è un vero e proprio paradiso granitico dove però è assolutamente vietato edificare in quanto fa parte di un’Area Marina Protetta. Nei scorsi giorni il territorio è stato occupato, proprio come avvenne a Mal di Ventre, da un gruppo indipendentista capitanato da Doddore Meloni.

Motivo dell’occupazione? Stando alle dichiarazioni dello stesso leader indipendentista la causa è da ricercarsi non solo nella messa all’asta dell’isola, ma anche nella conseguente possibilità che privati, che non hanno nulla a che vedere con la realtà sarda, la possano acquistare. Il rischio, fa sapere Meloni, è concreto ed anzi pare già sia stata messa su una cordata pronta a rilevarla.

Serpentara attualmente è di proprieta di una società romana, dichiarata fallita qualche anno fa. Meno certo sulle possibilità di vendita dell’isola è invece il Sindaco di Villasimius Tore Sanna, il Comune più vicino al territorio. Che qualcuno si presenti ad acquistare l’isola, dice il Sindaco, la vedo possibilità molto remota, considerando che il businnes, dato il divieto di costruire, sarebbe ridotto al lumicino.

Ciò che si dovrebbe fare, continua Sanna, sarebbe che ad acquistare Serpentara fosse la stessa Regione Sardegna in modo che quest’ultima la possa poi cedere all’Ente gestore dell’Area protetta: solo in questo modo si potrebbe proteggere il fragile ecosistema dell’isola in maniera più oculata.

Effettivamente le parole del Sindaco non fanno una piega, anche perché anche se un privato decidesse di investire una cifra così alta (base d’asta 600.000 euro) su un’isola inedificabile, potrebbero nascere dei concreti problemi sulla sua gestione.

Intanto seguiamo l’evolversi della situazione, in gioco c’è uno dei più bei paradisi naturali incontaminati del mediterraneo. La speranza, ovviamente, è che la Regione Sardegna si assuma concretamente responsabilità che come in questo caso ha il dovere di prendersi.

Via| Unionesarda.ilsole24ore.com ; Corriere.it
Foto | Flickr


Compare Digital Cameras With Snapsort
Compare Digital Cameras With Snapsort
18 Jan 2010 19:35

The Internet can be a very helpful and even rewarding location for researching products before making a purchase. Users find all kinds of information about products like digital cameras online from price comparison websites over digital camera reviews to photos that have been uploaded by owners of those cameras.

The Snapsort portal is another resource that can be used before purchasing a digital camera. the portal can be used to compare hard facts about digital cameras.

A research begins by entering two digital camera models into the form on the Snapshot startpage. Users who are undecided can either use the random button to view two randomly selected digital camera models from the portal’s database or pick one of the popular comparisons that are displayed on the page.

The comparison will list the most important differences and similarities of both digital cameras, award a winner and display ratings, specifications and a pro and con list.

This can be very helpful in quickly determining the better camera. The service lacks some features that would make it indispensable including photos taken by those cameras to compare the picture quality as well as links to websites with additional information about the cameras.

Snapsort can be used for quick comparisons but users need to perform additional research to find the best digital camera. It is a great idea which could really thrive if the developer’s would add those missing features.


Linux command line tips
Linux command line tips
18 Jan 2010 17:14

I thought it would be useful to break away from all the GUI-goodness and offer up a few command line tips and tricks. Why? No matter how powerful, user-friendly, and modern the Linux desktop becomes, there may come a time when you want to step up your game and get down and dirty with the command line interface. When you do, you will want your command-fu to be strong. And whether you are brand new to the command line, or have any level of familiarity with this tool, there are tips and tricks out there to make your life easier. This article should at least offer one or two of those tips…no matter your level of skill.

Tab completion

This tip is for the novice. There are a lot of commands on the Linux operating system (in my /usr/bin directory there is 1736 commands). Hard to remember all of them. Or sometimes a command will have a number of variations (like in the case of beagle) And sometimes, it’s just tiring typing all of those commands. Fortunately the Tab key is there to help you out. Open up your terminal window and do the following:

  1. Type beagle
  2. Hit the Tab key twice

You should see a complete listing of all commands that start with beagle. Say you want to run beagle-index-info. You can do this by typing beagle-ind and then hitting the Tab key one time.

Run second command with first commands arguments

Say you need to find out what the directory /home/jlwallen/.e16/themes contains, but when you run the command ls /home/jlwallen/.e16/themes you see that the directory doesn’t exist. Looks like you will have to create that directory. Normally you would do this by typing mkdir /home/jlwallen/.e16/themes (or mkdir ~/.e16/themes). You can use a neat little trick to take the arguments from the previous command and add them to a new command like so:

mkdir !*

The above command would be the equivalent of (in our example above) mkdir /home/jlwallen/.e16/themes).

Search your bash history

If you can’t remember how you ran a specific command, you can use your bash history to help you. If you hit r you will be in a special bash search prompt that looks like:

(reverse-i-search)`':

From this prompt you can enter a portion of the command and immediately see a command that contains what you type. If the command is the one you are looking for, hit the Enter key to execute that command.

Another method of searching bash history

This one is simple. If you can’t remember the last few commands you entered, just hit the up arrow on your keyboard to look through the list. When you find the command you want to run, hit Enter.

Create recursive directories with one command

Have you ever had to create entire directory trees and did so like:

mkdir ~/test

mkdir ~/test/test1

mkdir ~/test/test1/test2

mkdir ~/test/test1/test2/test3

You create all of these subdirectories with a single command:

mkdir -p ~/test/test1/test2/test3

Run a second command only if first command succeeds

You can string two commands together in such a way that the second of the two commands will work if (and only if) the first command succeeds. Let’s say you are going to use the wget command to download a tar file and then you want to immediately unpack that file. You could do so with this:

wget http://ADDRESS_OF_SERVER/filename.tgz && tar xvzf filename.tgz

The above would unpack filename.tgz if (and only if) it is successfully downloaded.

Final thoughts

That should get you going for a bit. I’ll revisit this topic in the future so you can keep your command-fu skills sharp. And, by all means, if you have a cool command-line tip you want to share, please do so.



Chromodoro adds a productivity timer to Google Chrome
Chromodoro adds a productivity timer to Google Chrome
17 Jan 2010 21:53
Shared by giancarlo
la tecnica di Francesco dilaga!

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We've featured productivity apps based on the Pomodoro Technique before. Jason shared Pomodoro for the Mac and I recently discovered KeepFocused for my Windows system.

If you spend a ton of time in your browser -- and that browser happens to be Google Chrome, Chromium, or SRWare Iron -- you might want to install the Chromodoro extension.

Once it's active, just click the little tomato to start a 25-minute session. Best of all, the timer works across multiple windows, so you don't have to worry about losing track when you tab between instances.

When your session is done, an alert window opens to remind you that it's break time!

You'll still need a pen and paper to jot down your tasks - there's no note function built in to extension. It would, however, make an excellent addition...nudge nudge!

Chromodoro adds a productivity timer to Google Chrome originally appeared on Download Squad on Sun, 17 Jan 2010 14:54:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Google Chrome - Microsoft Windows - Pomodoro Technique - SRWare Iron - Macintosh

40 Stunning Examples of High Speed Photography
40 Stunning Examples of High Speed Photography
17 Jan 2010 18:42

Basically high speed photography is a technique of capturing images with a remarkably quick shutter speed and mostly used for the scenes which cannot be seen with naked eyes. For high speed photography, you can use more or less any SLR camera, but an expensive camera can reach a much faster shutter speed and high speed photography is the game of shutter speed. Today, we will show you 40 Stunning Examples of High Speed Photography. In this post, you’ll find some very impressive photographs that will show you how high speed photography can freeze time setting you aside to view scenes that we would normally struggle to capture. We are sure these photographs worth a look and you’ll all like them. Feel free to share your comments.

If you want to share more fantastic examples of high speed photography so please comment about them below. Do you want to be the first one to know the latest happenings at  smashingApps.com just subscribe to our rss feed and you can follow us on twitter and do not forget to become our fan on facebook as well. Click on the images to go from where the images has been taken and learn more about their creators and to appreciate them.

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Split Orange Splash, Explored!

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Woman man
Woman man
14 Jan 2010 9:45
Shared by giancarlo
ah ah ah :D
"Woman & man"

KeepFocused is a portable Pomodoro Technique timer for Windows
KeepFocused is a portable Pomodoro Technique timer for Windows
13 Jan 2010 22:55

Filed under: , , ,

In case you aren't familiar with it, the Pomodoro Technique is a time management system. The original book by Francesco Cirillo has been extremely popular since its publication in the early 1990s and it's now available as a free PDF download [Google Viewer link].

The technique is simple and involves setting up 25-minute intervals for a given task and taking a short break at the end (five minutes or so). Every four intervals you take a slightly longer break, and the cycle begins again.

While the only supplies necessary to follow the technique are a timer, a piece of paper, and a pen or pencil, you can cut down on desktop clutter by using a program on your PC - like Keep Focused.

It's a tiny, portable app which is as simple to use as Pomodoro itself. The white square is your "stop button" - click it to end a session. Click "play" to start a new session and tell Keep Focused what you're going to work on. Move the miniscule toolbar anywhere you wish by clicking on the hand icon and dragging.

When a session is done, take a break and then start anew!

Keep Focused is currently an alpha release, but it works well. It's a nice little productivity tool to add to your USB flash drive.

KeepFocused is a portable Pomodoro Technique timer for Windows originally appeared on Download Squad on Wed, 13 Jan 2010 16:55:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Microsoft Windows - Download Squad - USB flash drive - Pomodoro Technique - Portable application

Kodu, Microsoft's game creation lab for kids, comes to the PC
Kodu, Microsoft's game creation lab for kids, comes to the PC
13 Jan 2010 14:49

Filed under: , , , , ,

For about a year now, kids with Xbox 360s have been able to create their own games with Microsoft's Kodu. Over 200,000 downloads later, Kodu has arrived on the PC. Kodu lets kids create characters and maps, and program their own events. It might not be complex and hard to learn, but it's fun and it gets kids hooked on programming early. You can download a preview version now and try it out for yourself.

That's why so many schools want to get their hands on the PC version. The move from console to desktop means Kodu is even easier to control, using the mouse and keyboard, and it also means kids can share their games online and in the classroom, even with friends who don't have Xboxes.

The creator of Kodu, Matt MacLaurin, was inspired by his young daughter, and now kids in over 60 schools worldwide are playing with it, too. Who knows, maybe one of them will be the next Sid Meier or Will Wright!

[via VentureBeat]

Kodu, Microsoft's game creation lab for kids, comes to the PC originally appeared on Download Squad on Wed, 13 Jan 2010 08:49:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Microsoft - Xbox - Sid Meier - Download Squad - Microsoft Windows

VUE, Visual Understanding Environement
VUE, Visual Understanding Environement
13 Jan 2010 10:00

Visual Understanding Environment (VUE) è un’applicazione open source sviluppata come supporto all’insegnamento, apprendimento e ricerca per chi deve organizzare o concettualizzare informazioni.

Partendo da nodi e collegamenti si possono costruire mappe che mettono in relazioni concetti, idee e contenuti digitali. Oltre ad essere un ottimo strumento per l’organizzazione dei dati può rivelarsi anche uno strumento molto potente per creare presentazioni senza le limitazioni dei classici cloni di PowerPoint.

Potete vedere l’elenco completo delle caratteristiche sul sito o molti altri video sul canale Vue di Youtube.


È disponibile l'SDK di Android 2.1 (e il driver USB per Windows)
à disponibile l'SDK di Android 2.1 (e il driver USB per Windows)
13 Jan 2010 9:00

Finalmente è stata resa pubblica l’SDK di Android 2.1 — la versione in uso sul Nexus One (e sul Motorola Droid). Del telefonino di Google abbiamo già parlato varie volte su queste pagine, già prima della sua ufficializzazione avvenuta il 5 gennaio. Per dovere di cronaca, proprio in quel contesto l’azienda ha specificato come la versione pubblica di Android 2.1 sia differente rispetto a quella dedicata allo smartphone.

Maggiori dettagli sulle feature disponibili sono presenti nella nota di rilascio: la scelta di limitare alcune funzionalità non inficia l’apertura generale del codice, che continua a essere sviluppato anche dalla comunità. Si tratta prevedibilmente di una scelta commerciale, tenendo conto che il Nexus One è ancora in pre-ordine (e arriverà in Europa solo a primavera).

Contestualmente è stato rilasciato il driver per Windows che consentirà di connettere il nuovo device: non c’è da meravigliarsi se non è stato fatto altrettanto con Linux, semplicemente perché Android non ne ha bisogno — tutt’al più avremo qualche nuovo ingresso nel kernel, che comunque non è ancora apparso. Personalmente non vedo l’ora di provare l’SDK anche per verificare se il cellulare bordeaux dell’emulatore sia stato sostituito dal Google Phone.


Censura e filtri? Buona fortuna
Censura e filtri? Buona fortuna
16 Dec 2009 9:58

Filippica: furori Facebookiani fomentano filtri futili, facili follie


E' tutta colpa di Internet. E' sempre colpa di Internet. Ogni volta che avviene qualche evento violento clamoroso, tutti corrono a dare la colpa alla Rete e invocano il bisogno di censure, controlli, classificazioni, schedature e filtraggi. Dopo l'aggressione a Berlusconi è tutto un fiorire di proposte di imbrigliare Internet e di leggi ad hoc per punire l'istigazione a delinquere commessa online e per l'apologia di reato in Rete. In Italia si parla di chiudere i siti Internet istigatori di violenza e di istituire filtri per la navigazione.

Come no: nascondiamo il problema, e il problema d'incanto sparirà. Mai mostrare foto di Carnera a terra, eccetera, eccetera. Tanto varrebbe proporre di ridurre le aggressioni violente vietando la vendita di modellini kitsch del Duomo di Milano, cosa che un pregio perlomeno l'avrebbe: quello di eliminare la piaga sociale dei souvenir di cattivo gusto.

Semmai sarebbe ora di guardare i fallimenti dei tentativi di censura e di controllo persino nei regimi più totalitari prima di imbarcarsi nel reinventare la ruota. Se neppure Cina, Egitto e Iran riescono a mettere in piedi barriere efficaci, farlo in un paese europeo non ha alcuna speranza di successo e avrebbe dei costi sociali enormi.

E sarebbe ora di guardare in faccia la realtà. E' facile puntare il dito contro Internet, come se giornali e TV fossero luoghi nei quali la discussione è invece gestita in punta di forchetta, con una pausa per sorseggiare il tè prima di rispondere garbatamente alla dotta considerazione di un illuminato interlocutore dalle parole squisitamente misurate. Prima di chiedere pulizia in casa d'altri, sarebbe magari opportuno annusare l'aria in casa propria e chiedersi se per caso aver installato uno spandiletame in soggiorno possa aver lasciato qualche schizzo anche sul tappeto buono.

Trovo invece esemplare la lezione di vita impartita agli utenti di Facebook dal voltafaccia operato da alcuni gruppi del social network. Prima hanno raccolto centinaia di migliaia di adesioni spacciandosi per gruppi pro-terremotati, pro-gattini abbandonati e pro-rivogliamo-le-mezze-stagioni, poi hanno cambiato nome (un concetto tecnico che alcuni giornalisti non hanno capito, immaginandosi improvvise solidarietà organizzate magicamente online), schierandosi con Berlusconi o con il suo aggressore. Così chi sperava di salvare il mondo con una cliccata in Facebook s'è trovato improvvisamente sostenitore dell'agiografia più sfrenata o dell'istigazione al getto balistico di cattedrali.

Ancora una volta la Clausola del Gatto Sitwoy ha colpito con precisione darwinianamente chirurgica: davvero a nessuno era venuto in mente che dare la propria adesione pubblica, con tanto di proprio nome e cognome, a un'iniziativa priva di qualunque efficacia pratica, lanciata da un promotore anonimo, in un social network che cambia le proprie regole con la stessa facilità con cui si cambiano i calzini (rinominare un gruppo di Facebook prima non era ammesso, a quanto mi risulta), potesse prestarsi a qualche tiro mancino o strumentalizzazione?

Se è così, non ci resta che piangere.

L’esagono di Saturno
Lâesagono di Saturno
14 Dec 2009 8:18

Dio non gioca ai dadi. Preferisce la geometria


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "telce****" e "angb59".


Questo è il polo nord del pianeta Saturno, visto da sopra. L'esagono che vedete non è un effetto fotografico, ma una struttura reale, grande più di due volte la nostra Terra, che dura da almeno trent'anni, quando la videro di sfuggita le sonde Voyager della NASA negli anni Ottanta del secolo scorso. Per via dell'inclinazione dell'asse del pianeta rispetto al piano in cui orbita lentamente, queste nubi dalla sagoma straordinariamente regolare sono rimaste al buio fino a pochi mesi fa: l'inverno polare saturniano dura quasi quindici anni.

La sonda Cassini era riuscita a catturarne immagini nell'infrarosso, ma ora ha potuto scattarne fotografie in luce normale e ritrasmetterle a Terra. Riunite in questo collage, il cui centro è nero per mancanza di dati (la regione polare estrema è ancora al buio), rivelano in un dettaglio mai visto prima una struttura la cui genesi e stabilità almeno trentennale sono per ora inspiegate. Al polo opposto del pianeta, fra l'altro, non c'è un esagono analogo, ma un ciclone grande come il nostro pianeta.

Si suppone che l'esagono sia una forte corrente atmosferica simile al jetstream terrestre, ma non si sa cosa ne regoli la forma. Maggiori dettagli sull'esagono più colossale mai visto da occhio umano (o robotico) sono nel PhotoJournal della NASA e nel sito della sonda Cassini.

Va ricordato che alla missione Cassini collaborano anche l'Agenzia Spaziale Italiana e l'ESA.

Di fronte a meraviglie e misteri del genere, le storielle trite di visite di alieni umanoidi e di presunte sfighe annunciate dai Maya impallidiscono e assumono il sapore del pane ammuffito. In tutto il loro partorire di fantasie malate, i vari veggenti, ufologi, viaggiatori astrali e fanfaroni assortiti non sono mai riusciti a concepire nulla del genere.

E a riprova delle scempiaggini che dicono, va notato che se avessero voluto dimostrare di viaggiare davvero nello spazio a bordo di navi aliene, avrebbero potuto semplicemente dire "c'è un colossale esagono al polo nord di Saturno" quarant'anni fa, prima che se ne sapesse qualcosa grazie alle missioni spaziali. Ancora una volta, la paziente fatica degli scienziati e dei tecnici dimostra che l'universo non è soltanto più strano di quello che immaginiamo: è più strano di quello che possiamo immaginare.

Giacobbo, Ruggeri, andate a cuccia. Questa non è roba per voi.

Fonte: Astronomy Picture of the Day.

Resharper is amazing, take N
Resharper is amazing, take N
6 Dec 2009 11:00

I am trying out R# 5.0, and I accidently stumbled upon an awesome feature.

Let us say that you Ctrl+Click the int.ToString() method:

In previous versions of R#, that would take you to the Object Explorer, which is useful enough, but R# does something far more awesome.

I didn’t realize at first what was going on, first it popped up this thingie:

And then it asked me to accept a license:

But then it actually showed me the real code that is behind int.ToString(). This is not Reflector trick, this is the real source code that made it into the framework:

Now, this is basically just integrating Symbol Server & Source Server, both of which have been available for a while now, but making this so easy is something that is huge!


Quali tecniche fanno parte della tua Arte di Programmare?
Quali tecniche fanno parte della tua Arte di Programmare?
5 Dec 2009 15:11
Shared by giancarlo
il grande luKa mi cita... e non per danni!!! :D (lo ringrazio per avermi ricordato quella bella esperienza _/\_) Quali tecniche, quali invenzioni e quali scoperte fanno parte della tua Arte di Programmare? Dargli un nome, renderle esplicite e consapevoli, condividerle e confrontarle è più utile e vantaggioso di quanto potessi immagiare. Comincio con il condividere le mie e aspetto di conoscere nei comments anche quelle degli altri. (((Clicca x leggere tutto)))

TDD Productivity Plugin for Resharper
TDD Productivity Plugin for Resharper
4 Dec 2009 16:40

Una cosa fastidiosa nell'usare il TDD con Visual Studio è la mancanza di strumenti pensati per chi scrive i test prima del codice.

ReSharper risolve parzialmente il problema; ad esempio quando da un test creiamo la classe sotto test viene creata nello stesso file. Si può spostare in un altro file, ma rimane nel progetto di test.

Cercando in rete ho trovato un plugin di resharper che ovvia al problema: TDD Productivity Plugin for Resharper. Si installa tramite un setupkit ed è compatibile con le versioni 4.5 e 4.1

Ho provato da una classe di test con alt + enter ad usare l'azione Create Class e la classe è stata creata nel progetto referenziato. Molto comodo!

Spero che possa tornare utile anche a voi.


L'origine della Legge di Murphy
L'origine della Legge di Murphy
3 Dec 2009 13:19
Shared by giancarlo
46G!!!

Perché la Legge di Murphy si chiama così


Se qualcosa può andare storto, lo farà. Questa è la versione italiana, secondo Wikipedia, della famosa Legge di Murphy. In originale è "Anything that can go wrong will go wrong": qualunque cosa possa andare storta andrà storta. L'esatta formulazione è controversa, ma prevale sempre il concetto che la natura e le macchine sono dispettose e non perdonano gli errori e le distrazioni. Ma chi è il Murphy dal quale prende nome la legge?

Una volta tanto non si tratta di una bufala o di un personaggio di fantasia. Il signor Murphy è esisto realmente: era il capitano Edward Aloysius Murphy Jr., ingegnere dell'aviazione militare degli Stati Uniti. Nel 1949 lavorava alla base aerea di Muroc, successivamente ribattezzata Edwards, dove si conducevano test di decelerazione con una razzoslitta montata su binari che pareva presa di peso da un cartone animato di Bip-Bip, come vedete nella foto (in realtà è probabilmente vero il contrario) e correva a 320 km/h, ma soprattutto frenava in modo violentissimo.

Lo scopo era capire quanta decelerazione potesse sopportare un corpo umano: si pensava che il limite letale fosse 18 g e pertanto le cabine degli aerei erano progettate di conseguenza. Si riteneva che fosse inutile irrobustirle e quindi appesantirle per reggere decelerazioni maggiori, se comunque 18 g avrebbero ucciso gli occupanti. Ma alcuni casi di sopravvivenza ad impatti violentissimi, che implicavano decelerazioni ben superiori, avevano messo in dubbio questo criterio.

Un medico militare, John Paul Stapp, si offrì volontario per gli esperimenti sulla razzoslitta destinati a chiarire la questione, arrivando a sopportare ben 46 g, come raccontato in dettaglio su Ejectionsite.com, al prezzo di varie ossa rotte, escoriazioni e cecità temporanea per rottura dei vasi sanguigni degli occhi. E' grazie a questi esperimenti che si arrivò all'introduzione di celle di sicurezza più robuste per gli aerei. In seguito fu Stapp a portare, grazie alla sua determinazione e ai dati raccolti usando se stesso come cavia, all'uso delle cinture di sicurezza per le auto negli Stati Uniti.

Fu durante questi esperimenti che il capitano Murphy pronunciò la fatidica frase. Era incaricato di occuparsi dei sensori di decelerazione che registravano l'esatta forza subita dal soggetto. Ciascuno dei sensori poteva essere collegato in due modi, e si scoprì che erano stati tutti collegati in quello sbagliato. Da chi, di preciso, non si sa: ci sono versioni contrastanti in proposito. Ma Murphy sbottò, incolpando un tecnico e dicendo una frase simile a "Se ci sono due modi di fare una cosa e uno di quei modi causerà un disastro, lui la farà in quel modo".

Stapp, in una conferenza stampa tenuta poco dopo, fece notare ai giornalisti che tutto era andato bene nonostante la pericolosità degli esperimenti perché, disse, i tecnici erano ben consapevoli della Legge di Murphy. Fu Stapp a spiegare alla stampa che la Legge recitava "Whatever can go wrong, will go wrong", che è in sostanza la sua formulazione più nota. In breve tempo la Legge di Murphy cominciò a essere citata nella letteratura tecnica e divenne parte della cultura di settore.

Il capitano Murphy morì nel 1990, dopo aver lavorato a vari sistemi di salvataggio di equipaggi per aerei ad altissime prestazioni, come l'X-15, l'SR-71, il B-1 e l'XB-70, nonché per il progetto spaziale Apollo. Come capita spesso, la sua fama immortale non deriva dal complesso della sua carriera, ma da un episodio fortuito. In questo senso, il capitano Murphy fu vittima della sua stessa legge: se si può diventare famosi per qualche motivo, lo si diventerà sempre per quello più futile.

Fonti: New Scientist; Improbable Research.

Franco Prodi:"Pensate all'ambiente e lasciate stare i cambiamenti climatici"
Franco Prodi:"Pensate all'ambiente e lasciate stare i cambiamenti climatici"
2 Dec 2009 13:00

Molto spesso sul blog abbiamo discusso di cambiamenti climatici, di origini antropiche delle emissioni di CO2, di azioni da intraprendere per contrastarli. Il punto, però come già ci aveva fatto notare Guido Guidi, maggiore dell’aeronautica militare, meteorologo televisivo nonché blogger di climatemonitor è che mancano evidenze scientifiche o meglio modelli di previsione certi che ci dicano come e quando il presunto riscaldamento globale influirà sui cambiamenti climatici.

Dice Franco Prodi, già direttore dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr che da 40 anni si occupa di clima:

Non sono negazionista né catastrofista ma la scienza sa ancora troppo poco dell’evoluzione climatica e i nostri modelli, quelli dell’Intergovernmental panel of climate change (Ipcc), sono nella loro infanzia. Questo non significa che il clima non può peggiorare. Anzi, proprio perché non è lineare ed è scarsamente prevedibile, il futuro potrebbe essere peggiore delle peggiori previsioni. Bisogna però evitare che di clima parlino solo gli economisti, gli agronomi o qualsiasi incompetente di passaggio.

Spiega Prodi a proposito del vertice di Copenaghen:

A Copenhagen mica ci vanno gli scienziati del Cnr, ci vanno quelli che ha nominato il ministero…Adesso il filone dominante è quello dell’ “adattamento”, ossia si deve correre ai ripari per rimediare a un cambiamento climatico in atto. E si prende come dato di fatto un rapporto (quello dell’Ipcc, NdR) di scenari possibili. Ma se non siamo neppure certi se sarà di 1 grado o di 8, che genere di previsione è mai possibile? Si discute soltanto di “principio di precauzione”. Ricordo una discussione che feci con mio fratello Romano, quando era presidente del Consiglio. Lui sosteneva che il politico deve comunque prendere in mano il problema e provvedere. Io gli risposi che la conoscenza scientifica, quella vera, si ha soltanto con una spiegazione e una previsione. Questo mi hanno insegnato all’università. La spiegazione e la previsione sul clima, oggi, non ci sono.Perché non si conoscono le nubi, la loro variabilità per effetto indiretto dell’aerosol (particelle e corpuscoli in sospensione in atmosfera, ndr), gli effetti diretti dell’aerosol stesso sui bilanci di radiazione… La CO2 influisce, ma lo stesso fa il metano. Se uno prende un modello di radiazione e l’adatta alla CO2 “vede” il riscaldamento, ma poi bisogna tener conto di tante altre variabili e incognite.

Intanto la discussione tra chi sostiene che i cambiamenti climatici siano già in atto e chi invece nega che questo fenomeno sia acclamato proseguono. Di fatto, ragionando di cambiamenti climatici, si è spostato l’asse dell’interesse su una questione scientifica piuttosto che ambientale, perché non vi sono dati univoci. Spiega Prodi:

L’incontrovertibilità dell’Ipcc è che se consideri l’effetto antropico tornano i conti, altrimenti no. È una prova debole. Chi conosce il clima conosce anche le grandi fluttuazioni del passato, prima per periodi di 420.000, poi di 120.000, poi con oscillazioni sempre minori… L’uomo è “industriale” da appena due secoli, un battito di ciglia per i tempi del sistema climatico. E’ necessario puntare sulla ricerca. Serve l’appoggio dell’Onu affinché la scienza – le sue teste migliori – risolvano tutti gli interrogativi. Prendiamo le particelle atmosferiche, di cui son fatte le nubi: quelle antropiche (generate da attività umane) sono già il 20% ma ne sappiamo ben poco. Stiamo cambiando anche le nubi ma in un modo che non conosciamo.

Rispetto agli accordi che si potranno raggiungere a Copenaghen, Prodi sciorina il suo pessimismo:
Mediaticamente vien detto che c’è il riscaldamento globale e allora si deve fare questo mercato sulle emissioni di CO2. L’unica cosa chiara, mi pare, è che chi non lo rispetta è avvantaggiato e continua a farsi i fatti suoi.Nel frattempo c’è un ambiente planetario – ambiente, non clima – che fa schifo e ne parla solo il Papa. Dobbiamo trovare l’unanimità internazionale sull’ambiente, che è già deteriorato. Cosa ne facciamo di tutti i rifiuti che produciamo, per esempio? Altro che G8. È una crisi planetaria. Cina e India non possono chiamarsi fuori, continuare a produrre schifezza e ad alimentare la brown cloud sopra l’Asia adottando i peggiori modelli di sviluppo. Il deterioramento ha ormai colpito tutto il pianeta. Oceani compresi. I pesci sono imbottiti di metalli pesanti pure in Antartide. È necessario un approccio globale che affronti i tre poli del problema: energia, ambiente e clima. Non si possono prendere decisioni politiche solo alimentando il catastrofismo.

Una chicca finale? Ecco cosa ne pensa di Al Gore:

Quello è un mondo che non mi appartiene, dal quale la scienza viene esclusa. Il dialogo fra scienziati e politica internazionale, o Onu che dir si voglia, dovrebbe essere un aspetto accessorio, non dominante. La ricerca dovrebbe seguire i suoi canali e i suoi tempi.

Grazie a GBettanini per la segnalazione

Via | Altrimondi
Foto | Flickr


Every Line Is A Child Of Mine
Every Line Is A Child Of Mine
29 Nov 2009 11:40
Shared by giancarlo
:D
 



VS Shortcuts | Shortcut keys for Visual Studio
26 Nov 2009 14:35
Shared by giancarlo
...la volta buona che riesco a memorizzarne un po' (forse) ;-) VS Shortcuts | Shortcut keys for Visual Studio

61 Free Apps We're Most Thankful For [Downloads]
61 Free Apps We're Most Thankful For [Downloads]
26 Nov 2009 14:00

As we prepare to stuff our faces with a bountiful Thanksgiving feast, we turn our Thanksgiving spirit to the gobs of free software we love to say thank you to the developers, and to give our computers a feast of their own.

Earlier this week we asked you to share the free apps you're most thankful for, and after rounding up thousands of your suggestions, considering our own favorites, and performing a little spreadsheet magic, we've cooked up our own cornucopia of excellent free software and webapps we're extremely thankful for. So whether you're an American celebrating the season or not, the selection of apps below is like gravy-drenched turkey and mashed potatoes for your computer. Happy Thanksgiving, everybody!

61 Free Desktop Applications, Webapps, and Tools We're Most Thankful For

  1. Firefox (see also: Power User's Guide to Firefox 3, Top 10 Firefox 3.5 Features)
  2. VLC (see also: Master Your Digital Media with VLC, VLC Hits 1.0 with Better Playback and File Support)
  3. CCleaner (see also: Five Best Windows Maintenance Tools)
  4. Dropbox (see also: Use Dropbox for More Than Just File Syncing, Sync Files and Folders Outside Your My Dropbox Folder)
  5. 7-Zip (see also: Five Best File Compression Tools)
  6. OpenOffice.org (see also: OpenOffice.org 3.1's Usability Tweaks, OpenOffice.org Screenshots Preview a Ribbon-Like Toolbar)
  7. Google Chrome (see also: The Power User's Guide to Google Chrome, 2009 Edition)
  8. µTorrent (see also: Tweak uTorrent's Settings for Faster Downloads, Five Best BitTorrent Applications)
  9. Notepad++ (see also: Five Best Text Editors, AutoSave Adds Reassurance to Notepad++ Editing)
  10. Gmail (see also: Our full Gmail coverage)
  11. GIMP (see also: Gimp 2.7 Beta Improves Text Editing, Streamlines Saving)
  12. Paint.NET (see also: Paint.NET Releases Big Update, Still a Killer Photoshop Alternative, Paint.NET Plugin Lets You Open Photoshop Files)
  13. Microsoft Security Essentials (see also: Microsoft Security Essentials Free Antivirus App Leaves Beta, Stop Paying for Windows Security; Microsoft's Security Tools Are Good Enough)
  14. Revo Uninstaller (see also: Lifehacker Pack 2009: Our List of Essential Free Windows Downloads)
  15. Evernote (see also: Evernote 3.5 Beta Brings Tons of Tiny Fixes to Windows, Expand Your Brain with Evernote)
  16. Thunderbird (see also: Thunderbird 3 Release Candidate Available for Download)
  17. Audacity (see also: Geek to Live: Make a ringtone from any MP3)
  18. ImgBurn (see also: Turn Your PC into a DVD Ripping Monster, Five Best CD and DVD Burning Tools)
  19. Picasa (see also: Picasa 3.5 Organizes Your Photos with Facial Recognition)
  20. Skype (see also: Our full Skype coverage)
  21. Pidgin (see also: Ten Must-Have Plug-ins to Power Up Pidgin, Five Best Instant Messengers)
  22. Ubuntu (see also: First Look at Ubuntu 9.10 Karmic Koala, Dual-Boot Windows 7 and Ubuntu in Perfect Harmony)
  23. iTunes (see also: iTunes 9 Improves Syncing, Network Sharing, More)
  24. foobar2000 (see also: Screenshot Tour: The beautiful and varied world of foobar2000, Hack Attack: Roll your own killer audio player with foobar2000)
  25. Foxit Reader (see also: Five Best PDF Readers, Lifehacker Pack 2009: Our List of Essential Free Windows Downloads)
  26. FileZilla (see also: Five Best FTP Clients, Build a Home FTP Server with FileZilla)
  27. VirtualBox (see also: The Beginner's Guide to Creating Virtual Machines with VirtualBox)
  28. TrueCrypt (see also: Geek to Live: Encrypt your data, Five Best Portable Applications)
  29. Avast! (see also: Five Best Antivirus Applications)
  30. Defraggler (see also: Five Best Disk Defragmenters)
  31. KeePass (see also: Eight Best KeePass Plug-Ins to Master Your Passwords, How to Use Dropbox as the Ultimate Password Syncer)
  32. Opera (see also: Opera 10.10 with Unite Media Server Released)
  33. AVG (see also: AVG 9 Free Now Available for Download)
  34. Digsby (see also: Five Best Instant Messengers, Digsby Sees the Light, Removes (Some) Bundled Crapware)
  35. Google Reader (see also: Our full Google Reader coverage)
  36. Winamp (see also: Win7shell Adds Windows 7 Jump List Support to Winamp)
  37. Google Earth (see also: Google Earth 5.1 Speeds Up Your World Browsing)
  38. TeraCopy (see also: Five Best Alternative File Copiers)
  39. Launchy (see also: Our full Launchy coverage)
  40. Transmission (see also: Lifehacker Pack 2009: Our List of Essential Free Mac Downloads)
  41. Eclipse IDE
  42. SpyBot Search & Destroy (see also: Five Best Malware Removal Tools)
  43. Adium (see also: Adium Updates with Security Fixes, Better Facebook Integration)
  44. PuTTY (see also: Add Tabs to PuTTY with PuTTY Connection Manager)
  45. Songbird (see also: Songbird 1.0 Release Official, Fixes Bugs, Plays iTunes Purchases, Killer Add-ons Make Songbird So Much Better)
  46. Sumatra PDF (see also: Sumatra 1.0 is a Blazing Fast Replacement for Adobe Reader)
  47. XBMC (see also: Build a Silent, Standalone XBMC Media Center On the Cheap, Customize XBMC with These Five Awesome Skins, Turbo Charge Your New XBMC Installation)
  48. Blender (see also: Learn Blender with free e-book)
  49. CDBurnerXP (see also: Five Best CD and DVD Burning Tools)
  50. Everything (see also: Everything Finds Windows Files As You Type, Top 10 Tiny & Awesome Windows Utilities)
  51. HandBrake (see also: HandBrake Updates to 0.9.4 with Over 1,000 Changes, 64-Bit Support)
  52. Rainmeter (see also: Rainmeter 1.0 Brings the Enigma Desktop to Everyone)
  53. AutoHotkey (see also: Turn Any Action into a Keyboard Shortcut, Hack Attack: Knock down repetitive email with AutoHotKey)
  54. Google Calendar (see also: Our full Google Calendar coverage)
  55. MediaMonkey (see also: MediaMonkey 3.2 Syncs with More Devices, Adds Auto Folder Watching)
  56. Quicksilver (see also: A beginner's guide to Quicksilver)
  57. WinSCP
  58. Google Voice (see also: Make Unlimited Free Calls on Your Cellphone with Google Voice, How to Ease Your Transition to Google Voice)
  59. Boxee (see also: Build a Cheap But Powerful Boxee Media Center, Boxee to Launch Beta with Loads of New Features)
  60. AdBlock Plus (see also: Top 10 Must-Have Firefox Extensions, 2009 Edition)
  61. Media Player Classic (see also: Five Best Video Players)

In case you're curious, here's a broad look at how your votes broke down among the 10 most popular:

The list above represents every application that garnered roughly ten votes or above. The highest vote-earner, Firefox, pulled in a couple hundred. If you're interested in how the full count went down, you can check out a Google Spreadsheet of the results here. Happy Thanksputering!




MAMAAAAAAAAA
MAMAAAAAAAAA
25 Nov 2009 13:53
Shared by giancarlo
proprio divertente! :D

Muppet cantano Bohemian Rhapsody. Bonus: Animal. Doppio bonus: su Youtube in HD a 1080p


Non occorre dire altro, vero? Cliccate su questo link e regolate le impostazioni per godervi lo splendore dello streaming in HD.



Energie rinnovabili: la classifica delle Regioni italiane
Energie rinnovabili: la classifica delle Regioni italiane
24 Nov 2009 16:30

Che l’Italia non si distingua fra i Paesi europei come pioniera nelle attività di sviluppo sostenibile è cosa risaputa. A testimoniarlo è il forte ritardo rispetto agli obiettivi comunitari che per il 2010 obbligherebbero ad avere una produzione lorda di energia da fonti rinnovabili pari al 22% del totale.

Stando ai dati del GSE recentemente pubblicati e relativi alla quota dello scorso anno, la percentuale nazionale si attesterebbe al 16,5%, ovvero distante ben cinque punti e mezzo dal minimo richiesto. Per dare un quadro migliore della situazione è utile conoscere come attualmente si stanno comportando le Regioni nostrane per capire chi più e chi meno sta spingendo sull’acceleratore in questo senso.

La classifica regionale vede in testa la Lombardia con il 20,4% della produzione italiana, seguita a Trentino con il 16,1%, Toscana (11%) e Piemonte (10,5%). Totalmente deficitaria la situazione al sud dove, eccezion fatta per la Puglia con il 4%, sono tutti ben sotto i tre punti percentuale. Stupiscono le posizioni di Lazio ed Emilia Romagna desolatamente in basso alla classifica.

Questa che segue, nel dettaglio, la suddivisione italiana della produzione di energia da fonti rinnovabili: Lombardia 20,4%; Trentino Alto Adige 16,1%; Toscana 11%; Piemonte 10,5%; Veneto 7,7%; Valle d’Aosta 4,9%; Puglia 3,7%; Friuli Venezia Giulia 3,3%; Emilia Romagna 3,2%; Calabria 2,7%; Abruzzo 2,7%; Campania 2,5%; Umbria 2,1%; Sicilia 2,1%; Lazio 2,1%; Sardegna 1,8%; Marche 1%; Basilicata 0,9%; Molise 0,8%; Liguria 0,5%.

Via | Gse.it
Foto | Flickr


Amakha
24 Nov 2009 7:40

Cambiamenti climatici inesistenti dopo la vìolazione della mail del CRU da  parte di hacker?
Cambiamenti climatici inesistenti dopo la vìolazione della mail del CRU da parte di hacker?
23 Nov 2009 11:28
Shared by giancarlo
chissà perchè 'sta roba mi ricorda tanto "Stato di paura" di Crichton...


Secondo molti scettici dei cambiamenti climatici è bastata la violazione da parte di hacker di diverse caselle di posta elettronica per mettere in discussione il riscaldamento globale e tutte le nefaste conseguenze previste dall’IPCC. Se davvero così fosse, se davvero sul Pianeta Terra non si sta verificando nessun cambiamento di clima né di origine naturale, né di origine antropogenica, ebbene ci sarebbe da arrabbiarsi sul serio con gli scienziati che fino a oggi hanno sostenuto appunto questa tesi.

Ma veniamo ai fatti e al primo sospetto: mancano poco meno di 14 giorni al vertice di Copenaghen, quello presso cui tutti i leader mondiali cercheranno accordi per la riduzione delle emissioni di CO2, che appunto salta fuori questa novità, cioè che i cambiamenti climatici non esistono. Le mail, che attesterebbero appunto che il global warming sia frutto di una manipolazione scientifica sono quelle inviate tra vari scienziati tra il 1996 e pochi giorni fa. Il server violato il 20 novembre è quello del Climatic Research Unit, CRU, della University of East Anglia.
Scrive Real Climate:

Tuttavia, queste e-mail (presumibilmente una selezione accurata di (eventualmente modificate?) una corrispondenza risalente al 1996 e fino al corrente 12 novembre) sono state ampiamente diffuse e quindi richiedono qualche commento. Alcuni di esse ci coinvolgono (l’archivio comprende la prima e-mail RealClimate inviata ai colleghi) e includono le discussioni che abbiamo avuto con il CRU su argomenti relativi alla registrazione della temperatura di superficie e a alcune questioni legate al paleoclima.

Però a leggere le mail, (le trovate qui) non viene fuori nessun complotto mondiale sul voler spingere opinione pubblica e politica verso una teoria del riscaldamento globale. Anzi, ci sono scienziati che si mostrano guardinghi e scettici verso la lettura di alcuni dati e spesso le discussioni in merito sono accese. Il che, fa intuire, che il mondo accademico, rispetto alla teoria dei cambiamenti climatici, è piuttosto dinamico e non sempre tutti sono concordi sui medesimi risultati.

Di opinione diametralmente opposta Guido Guidi che va cauto ogni qualvolta si parla di clima e su climate monitor scrive:

Mancherebbero, secondo loro, quelle prove inoppugnabili di complotti globali pro AGW, di manipolazione dei dati o di occultamento degli stessi che l’agguerrita minoranza del mondo scientifico per nulla convinta della teoria AGW continua ad ipotizzare da anni. E poi ancora, sempre dalla stessa firma, scopriamo anche che screditare i propri avversari -scientifici per carità- è solo un problema di educazione e dell’allegra assenza di formalismi che contraddistingue questi rudi uomini di scienza. Uno strano modo di affrontare il problema, che però sgombra ogni dubbio dall’incertezza sull’autenticità dei dati. Però sono chiacchiere, svelano ciò che molti sapevano già, cioè che quello della scienza del clima è un territorio altamente politicizzato, inquinato dall’ideologia e governato da quattro gatti. Per cui d’ora in poi quando sentiremo parlare di consenso, dovremo capire che non c’è un alto numero di esperti che concorda sul fatto che il fattore antropico sia predominante, quanto piuttosto che c’è un alto numero di esperti che concorda con quello di cui i felini di cui sopra sono convinti, perché diversamente si incontrano serie difficoltà ad entrare nel giro che conta, a pubblicare i propri lavori, ad ottenere in fin dei conti le credenziali necessarie per rappresentare ad esempio il proprio paese nelle assise scientifiche internazionali. Non credo sia la stessa cosa.

E a un certo punto, clima e ambiente sembrano essersi fusi nel medesimo problema, anche se appare evidente che sappiamo molto più dell’ambiente che non del clima. Intanto varrebbe la pena di tornare a distinguere i due problemi e forse concentrarsi maggiormente sulle responsabilità antropogeniche sull’ambiente, tra la futura fine del petrolio (picco o non picco, finirà, mettiamocelo nella zucca) e le conseguenze devastanti dell’inquinamento causato anche dalle emissioni di Co2: non sarebbe il caso di darsi una regolata e di smetterla di sfruttare così impunemente le risorse del Pianeta?

Foto | Flickr


Inaugurato il tetto fotovoltaico più grande d'Italia
Inaugurato il tetto fotovoltaico più grande d'Italia
21 Nov 2009 16:00

Qualche giorno fa è stato inaugurato il tetto fotovoltaico più grande d’Italia. L’impianto, operativo dal 16 Novembre scorso, ha le dimensioni di 5 campi da calcio, copre il nuovo polo logistico ‘non food’ della Coop e sorge nel secondo Macrolotto industriale di Prato. I numeri sono di quelli da capogiro.

Il tetto è infatti composto da 15.650 panelli fotovoltaici che, secondo le stime, dovrebbero essere capaci di produrre ben 3.200.000 kWh/annui di energia elettrica ovvero pari a quanto consumerebbero annualmente poco meno di 1.200 famiglie.

Con la produzione della copertura del magazzino, che si estende su circa 100.000 metri quadrati di superficie, metà dei quali occupati dai piazzali di carico e scarico, sarebbe possibile alimentare per 12 mesi 14.200 frigoriferi di classe A+ o circa 22.000 personal computer. Il Consorzio nazionale non alimentari di Coop Italia conta in questo modo di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 1.860 tonnellate di CO2 all’anno.

Via | Acquistiverdi.it
Foto | Flickr


I dipendenti Alcoa sequestrano lo stabilimento di Portovesme - Il Sole 24 ORE
20 Nov 2009 15:14
Shared by giancarlo
l'ennesimo duro colpo all'economia di un'area e una regione già allo stremo Trattenuti dai lavoratori i dirigenti della fabbrica. Operai incappucciati rivendicano l'occupazione in un video

White Christmas
White Christmas
19 Nov 2009 19:37



A Coccaglio, provincia di Brescia, l'amministrazione di destra - sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl - ha inaugurato l'operazione "White Christmas", Bianco Natale, un'operazione di controllo sull'immigrazione che prevede che a tutti gli immigrati privi del permesso di soggiorno venga revocata d’ufficio la residenza, entro la notte di Natale. Spiega l'ideatore dell'operazione, l'assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". Io sono certo che sindaco e assessori siano delle bravissime persone e che siano mossi nelle loro iniziative da intenti edificanti e altruistici, finalizzati a far passare in tutta sicurezza un sereno Natale alle famiglie dei nativi. Purtroppo, a me la parola “bianco” abbinata a operazioni di polizia (o “pulizia”) evoca immancabilmente immagini spiacevoli di un passato neanche tanto lontano e di un presente nemmeno molto distante. Spulciando sul web alla ricerca di queste immagini, mi sono imbattuto in quella che vi ripropongo in questo post; l’ho preferita a quelle con la classica croce in fiamme e pinocchietti vestiti di bianco col braccino teso. Le facce degli uomini col cappuccio sollevato che guardano in macchina sono facce di uomini qualunque, con espressioni di banale ottusità. È un’immagine che mi ricorda come dietro ogni iniziativa razzista, anche quella più aberrante che sembra partorita dalla mente di un genio del Male, ci siano spesso solo dei comunissimi stronzi.


L'UFO di Cagliari
L'UFO di Cagliari
19 Nov 2009 9:05
Shared by giancarlo
c'è di che riflettere...


Avete presente il video mostrato anche da Studio Aperto ieri e segnalato dall'Unione Sarda come prodigioso avvistamento ufologico? E' una burla. Un falso. I suoi autori hanno rivelato lo scherzo e hanno dimostrato quanto sia facile fabbricare un video ufologico e quanto siano creduloni irresponsabili non solo certi ufologi dai facili entusiasmi, ma anche i media.

Hanno dimostrato molto chiaramente che proprio chi fa tanto lo scettico e si ostina a chiedere prove su prove quando ci sono di mezzo "versioni ufficiali" abbocca invece come un pesce, ingoiando esca, amo e galleggiante, quando gli viene proposto un documento che sembra confermare i suoi preconcetti, senza chiedere la benché minima conferma o prova e senza perdere un secondo neanche per la verifica più basilare. E purtroppo fra questa gente ci sono anche i giornalisti ai quali deleghiamo il compito di tenerci informati sulla realtà.

Complimenti agli autori della burla; vergogna per tutti quelli che ci sono cascati. Siete dei polli.

Questo è il video pubblicato inizialmente, il 16 novembre scorso:



E questo è il video che sbufala la faccenda dopo che i media ci sono cascati:



Grazie a Replicante Cattivo e Maurizio C. per la segnalazione.

The History of the Internet in a Nutshell
The History of the Internet in a Nutshell
15 Nov 2009 19:25

If you’re reading this article, it’s likely that you spend a fair amount of time online. However, considering how much of an influence the Internet has in our daily lives, how many of us actually know the story of how it got its start?

Here’s a brief history of the Internet, including important dates, people, projects, sites, and other information that should give you at least a partial picture of what this thing we call the Internet really is, and where it came from.

While the complete history of the Internet could easily fill a few books, this article should familiarize you with key milestones and events related to the growth and evolution of the Internet between 1969 to 2009.

1969: Arpanet

Arpanet was the first real network to run on packet switching technology (new at the time). On the October 29, 1969, computers at Stanford and UCLA connected for the first time. In effect, they were the first hosts on what would one day become the Internet.

The first message sent across the network was supposed to be "Login", but reportedly, the link between the two colleges crashed on the letter "g".

1969: Unix

Another major milestone during the 60’s was the inception of Unix: the operating system whose design heavily influenced that of Linux and FreeBSD (the operating systems most popular in today’s web servers/web hosting services).

1970: Arpanet network

An Arpanet network was established between Harvard, MIT, and BBN (the company that created the "interface message processor" computers used to connect to the network) in 1970.

1971: Email

Email was first developed in 1971 by Ray Tomlinson, who also made the decision to use the "@" symbol to separate the user name from the computer name (which later on became the domain name).

1971: Project Gutenberg and eBooks

One of the most impressive developments of 1971 was the start of Project Gutenberg. Project Gutenberg, for those unfamiliar with the site, is a global effort to make books and documents in the public domain available electronically–for free–in a variety of eBook and electronic formats.

It began when Michael Hart gained access to a large block of computing time and came to the realization that the future of computers wasn’t in computing itself, but in the storage, retrieval and searching of information that, at the time, was only contained in libraries. He manually typed (no OCR at the time) the "Declaration of Independence" and launched Project Gutenberg to make information contained in books widely available in electronic form. In effect, this was the birth of the eBook.

1972: CYCLADES

France began its own Arpanet-like project in 1972, called CYCLADES. While Cyclades was eventually shut down, it did pioneer a key idea: the host computer should be responsible for data transmission rather than the network itself.

1973: The first trans-Atlantic connection and the popularity of emailing

Arpanet made its first trans-Atlantic connection in 1973, with the University College of London. During the same year, email accounted for 75% of all Arpanet network activity.

1974: The beginning of TCP/IP

1974 was a breakthrough year. A proposal was published to link Arpa-like networks together into a so-called "inter-network", which would have no central control and would work around a transmission control protocol (which eventually became TCP/IP).

1975: The email client

With the popularity of emailing, the first modern email program was developed by John Vittal, a programmer at the University of Southern California in 1975. The biggest technological advance this program (called MSG) made was the addition of "Reply" and "Forward" functionality.

1977: The PC modem

1977 was a big year for the development of the Internet as we know it today. It’s the year the first PC modem, developed by Dennis Hayes and Dale Heatherington, was introduced and initially sold to computer hobbyists.

1978: The Bulletin Board System (BBS)

The first bulletin board system (BBS) was developed during a blizzard in Chicago in 1978.

1978: Spam is born

1978 is also the year that brought the first unsolicited commercial email message (later known as spam), sent out to 600 California Arpanet users by Gary Thuerk.

1979: MUD – The earliest form of multiplayer games

The precursor to World of Warcraft and Second Life was developed in 1979, and was called MUD (short for MultiUser Dungeon). MUDs were entirely text-based virtual worlds, combining elements of role-playing games, interactive, fiction, and online chat.

1979: Usenet

1979 also ushered into the scene: Usenet, created by two graduate students. Usenet was an internet-based discussion system, allowing people from around the globe to converse about the same topics by posting public messages categorized by newsgroups.

1980: ENQUIRE software

The European Organization for Nuclear Research (better known as CERN) launched ENQUIRE (written by Tim Berners-Lee), a hypertext program that allowed scientists at the particle physics lab to keep track of people, software, and projects using hypertext (hyperlinks).

1982: The first emoticon

While many people credit Kevin MacKenzie with the invention of the emoticon in 1979, it was Scott Fahlman in 1982 who proposed using :-) after a joke, rather than the original -) proposed by MacKenzie. The modern emoticon was born.

1983: Arpanet computers switch over to TCP/IP

January 1, 1983 was the deadline for Arpanet computers to switch over to the TCP/IP protocols developed by Vinton Cerf. A few hundred computers were affected by the switch. The name server was also developed in ‘83.

1984: Domain Name System (DNS)

The domain name system was created in 1984 along with the first Domain Name Servers (DNS). The domain name system was important in that it made addresses on the Internet more human-friendly compared to its numerical IP address counterparts. DNS servers allowed Internet users to type in an easy-to-remember domain name and then converted it to the IP address automatically.

1985: Virtual communities

1985 brought the development of The WELL (short for Whole Earth ‘Lectronic Link), one of the oldest virtual communities still in operation. It was developed by Stewart Brand and Larry Brilliant in February of ‘85. It started out as a community of the readers and writers of the Whole Earth Review and was an open but "remarkably literate and uninhibited intellectual gathering". Wired Magazine once called The Well "The most influential online community in the world."

1986: Protocol wars

The so-called Protocol wars began in 1986. European countries at that time were pursuing the Open Systems Interconnection (OSI), while the United States was using the Internet/Arpanet protocol, which eventually won out.

1987: The Internet grows

By 1987, there were nearly 30,000 hosts on the Internet. The original Arpanet protocol had been limited to 1,000 hosts, but the adoption of the TCP/IP standard made larger numbers of hosts possible.

1988: IRC – Internet Relay Chat

Also in 1988, Internet Relay Chat (IRC) was first deployed, paving the way for real-time chat and the instant messaging programs we use today.

1988: First major malicious internet-based attack

One of the first major Internet worms was released in 1988. Referred to as "The Morris Worm", it was written by Robert Tappan Morris and caused major interruptions across large parts of the Internet.

1989: AOL is launched

When Apple pulled out of the AppleLink program in 1989, the project was renamed and America Online was born. AOL, still in existence today, later on made the Internet popular amongst the average internet users.

1989: The proposal for the World Wide Web

1989 also brought about the proposal for the World Wide Web, written by Tim Berners-Lee. It was originally published in the March issue of MacWorld, and then redistributed in May 1990. It was written to persuade CERN that a global hypertext system was in CERN’s best interest. It was originally called "Mesh"; the term "World Wide Web" was coined while Berners-Lee was writing the code in 1990.

1990: First commercial dial-up ISP

1990 also brought about the first commercial dial-up Internet provider, The World. The same year, Arpanet ceased to exist.

1990: World Wide Web protocols finished

The code for the World Wide Web was written by Tim Berners-Lee, based on his proposal from the year before, along with the standards for HTML, HTTP, and URLs.

1991: First web page created

1991 brought some major innovations to the world of the Internet. The first web page was created and, much like the first email explained what email was, its purpose was to explain what the World Wide Web was.

1991: First content-based search protocol

Also in the same year, the first search protocol that examined file contents instead of just file names was launched, called Gopher.

1991: MP3 becomes a standard

Also, the MP3 file format was accepted as a standard in 1991. MP3 files, being highly compressed, later become a popular file format to share songs and entire albums via the internet.

1991: The first webcam

One of the more interesting developments of this era, though, was the first webcam. It was deployed at a Cambridge University computer lab, and its sole purpose was to monitor a particular coffee maker so that lab users could avoid wasted trips to an empty coffee pot.

1993: Mosaic – first graphical web browser for the general public

The first widely downloaded Internet browser, Mosaic, was released in 1993. While Mosaic wasn’t the first web browser, it is considered the first browser to make the Internet easily accessible to non-techies.

1993: Governments join in on the fun

In 1993, both the White House and the United Nations came online, marking the beginning of the .gov and .org domain names.

1994: Netscape Navigator

Mosaic’s first big competitor, Netscape Navigator, was released the year following (1994).

1995: Commercialization of the internet

1995 is often considered the first year the web became commercialized. While there were commercial enterprises online prior to ‘95, there were a few key developments that happened that year. First, SSL (Secure Sockets Layer) encryption was developed by Netscape, making it safer to conduct financial transactions (like credit card payments) online.

In addition, two major online businesses got their start the same year. The first sale on "Echo Bay" was made that year. Echo Bay later became eBay. Amazon.com also started in 1995, though it didn’t turn a profit for six years, until 2001.

1995: Geocities, the Vatican goes online, and JavaScript

Other major developments that year included the launch of Geocities (which officially closed down on October 26, 2009).

The Vatican also went online for the first time.

Java and JavaScript (originally called LiveScript by its creator, Brendan Eich, and deployed as part of the Netscape Navigator browser – see comments for explanation) was first introduced to the public in 1995. ActiveX was launched by Microsoft the following year.

1996: First web-based (webmail) service

In 1996, HoTMaiL (the capitalized letters are an homage to HTML), the first webmail service, was launched.

1997: The term "weblog" is coined

While the first blogs had been around for a few years in one form or another, 1997 was the first year the term "weblog" was used.

1998: First new story to be broken online instead of traditional media

In 1998, the first major news story to be broken online was the Bill Clinton/Monica Lewinsky scandal (also referred to as "Monicagate" among other nicknames), which was posted on The Drudge Report after Newsweek killed the story.

1998: Google!

Google went live in 1998, revolutionizing the way in which people find information online.

1998: Internet-based file-sharing gets its roots

In 1998 as well, Napster launched, opening up the gates to mainstream file-sharing of audio files over the internet.

1999: SETI@home project

1999 is the year when one of the more interesting projects ever brought online: the SETI@home project, launched. The project has created the equivalent of a giant supercomputer by harnessing the computing power of more than 3 million computers worldwide, using their processors whenever the screensaver comes on, indicating that the computer is idle. The program analyzes radio telescope data to look for signs of extraterrestrial intelligence.

2000: The bubble bursts

2000 was the year of the dotcom collapse, resulting in huge losses for legions of investors. Hundreds of companies closed, some of which had never turned a profit for their investors. The NASDAQ, which listed a large number of tech companies affected by the bubble, peaked at over 5,000, then lost 10% of its value in a single day, and finally hit bottom in October of 2002.

2001: Wikipedia is launched

With the dotcom collapse still going strong, Wikipedia launched in 2001, one of the websites that paved the way for collective web content generation/social media.

2003: VoIP goes mainstream

In 2003: Skype is released to the public, giving a user-friendly interface to Voice over IP calling.

2003: MySpace becomes the most popular social network

Also in 2003, MySpace opens up its doors. It later grew to be the most popular social network at one time (thought it has since been overtaken by Facebook).

2003: CAN-SPAM Act puts a lid on unsolicited emails

Another major advance in 2003 was the signing of the Controlling the Assault of Non-Solicited Pornography and Marketing Act of 2003, better known as the CAN-SPAM Act.

2004: Web 2.0

Though coined in 1999 by Darcy DiNucci, the term "Web 2.0", referring to websites and Rich Internet Applications (RIA) that are highly interactive and user-driven became popular around 2004. During the first Web 2.0 conference, John Batelle and Tim O’Reilly described the concept of "the Web as a Platform": software applications built to take advantage of internet connectivity, moving away from the desktop (which has downsides such as operating system dependency and lack of interoperability).

2004: Social Media and Digg

The term "social media", believed to be first used by Chris Sharpley, was coined in the same year that "Web 2.0" became a mainstream concept. Social media–sites and web applications that allow its users to create and share content and to connect with one another–started around this period.

Digg, a social news site, launched on November of 2004, paving the way for sites such as Reddit, Mixx, and Yahoo! Buzz. Digg revolutionized traditional means of generating and finding web content, democratically promoting news and web links that are reviewed and voted on by a community.

2004: "The" Facebook open to college students

Facebook launched in 2004, though at the time it was only open to college students and was called "The Facebook"; later on, "The" was dropped from the name, though the URL http://www.thefacebook.com still works.

2005: YouTube – streaming video for the masses

YouTube launched in 2005, bringing free online video hosting and sharing to the masses.

2006: Twitter gets twittering

Twitter launched in 2006. It was originally going to be called twittr (inspired by Flickr); the first Twitter message was "just setting up my twttr".

2007: Major move to place TV shows online

Hulu was first launched in 2007, a joint venture between ABC, NBC, and Fox to make popular TV shows available to watch online.

2007: The iPhone and the Mobile Web

The biggest innovation of 2007 was almost certainly the iPhone, which was almost wholly responsible for renewed interest in mobile web applications and design.

2008: "Internet Election"

The first "Internet election" took place in 2008 with the U.S. Presidential election. It was the first year that national candidates took full advantage of all the Internet had to offer. Hillary Clinton jumped on board early with YouTube campaign videos. Virtually every candidate had a Facebook page or a Twitter feed, or both.

Ron Paul set a new fundraising record by raising $4.3 million in a single day through online donations, and then beat his own record only weeks later by raising $4.4 million in a single day.

The 2008 elections placed the Internet squarely at the forefront of politics and campaigning, a trend that is unlikely to change any time in the near future.

2009: ICANN policy changes

2009 brought about one of the biggest changes to come to the Internet in a long time when the U.S. relaxed its control over ICANN, the official naming body of the Internet (they’re the organization in charge of registering domain names).

The Future?

Where is the future of the Internet headed? Share your opinions in the comments section.

Sources and Further Reading

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About the Author

Cameron Chapman is a professional web and graphic designer with over 6 years of experience in the industry. She’s also written for numerous blogs such as Smashing Magazine and Mashable. You can find her personal web presence at Cameron Chapman On Writing. If you’d like to connect with her, check her out on Twitter.


Come vedere i canali Rai in streaming con VLC
Come vedere i canali Rai in streaming con VLC
15 Nov 2009 11:00


La Rai in Italia dovrebbe fornire a tutti i cittadini accesso al servizio pubblico radiotelevisivo, ma per il suo sito ha scelto una piattaforma proprietaria, Silverlight, non disponibile liberamente per tutte le piattaforme.

Come ha scoperto Simone Gerardiello impostando correttamente Vlc è possibile visualizzare i canali in streaming:

  1. Aprire Vlc ed entrare nel menù Strumenti > Preferenze
  2. Selezionare con la spunta Tutto in basso a sinistra
  3. Andare in Ingresso/Codificatori >Moduli di accesso > HTTP(S) che trovate nella parte sinistra della finestra
  4. Sostituite il valore del campo User Agent per dire al web server remoto di essere un semplice browser. Esempio: Mozilla/5.0 (X11; U; Linux x86_64; it-IT; rv:1.9.1.3) Gecko/20090913 Firefox/3.5.3
  5. Salvate

A questo punto, non vi resta che aprire normalmente con VLC questi link relativi ai vari canali rai streaming (menu Media > Opzioni d’apertura avanzate > Rete):

  • RaiUno: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=983
  • RaiDue: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=984
  • RaiTre: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=986
  • RaiQuattro: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=75708
  • RaiNews24: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=1
  • RaiSport: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=4145
  • RaiStoria: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=24269
  • RaiEdu: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=24268

Se usate un sistema dotato di shell potreste anche provare lo script Rai.tv_senza_silverlight.

Via | GeraSimone


Best Hand Painting Art Ever
Best Hand Painting Art Ever
12 Nov 2009 13:47
Shared by giancarlo
spettacolari! Body painting is a type of art in which paint is applied to a part of skin. It is considered one of the ancient types of art. Unlike tattoos, body painting is temporary. Lasting for just few hours or ion some cases a few weeks. Hand painting art is the application of make-up or paint on to the hands to look like any object or mostly to depict animals.







Following art is created by Mario Mariotti (1936-1997), an Italian artist from Florence, famous for his amazing hand painting art.









































Artist Guido Daniele who has specialized in body artwork. His hand painting which he dubs as ‘Handimals‘ is appreciated around the world.

For your enjoyment, we have a collection of Guido’s hand painting art, check out his amazing creations which look like real animals.








































Source: guidodaniele


Viacolvento, operazione della GdF: in manette il presidente dell'Anev. Sequestrati sette impianti eolici
Viacolvento, operazione della GdF: in manette il presidente dell'Anev. Sequestrati sette impianti eolici
11 Nov 2009 18:00

La Guardia di finanza ha sequestrato sei impianti eolici tra Carlentini, Siracusa e Palermo e uno a Ploaghe in Sardegna, mentre finiscono sotto inchiesta 12 società con sede a Avellino e in Sicilia che hanno beneficiato dei contributi per la costruzione dei parchi eolici. In tototale sono state fermate 185 pale eoliche per un valore di circa 153 mila euro. Gli impianti sequestrati sono a Carlentini (Sr) con 57 turbine; in provincia di Catania a Militello Val di Catania (Ct) con 18 turbine; a Mineo con 11 turbine e a Vizzini con 30 turbine; a Ploaghe (Ss) con 26 turbine; in provincia di Palermo a Camporeale con 24 turbine e a Partinico e Monreale con 19 turbine.

Tratto in arresto Oreste Vigorito che come scrive TV7 Benevento:

Sessantadue anni, avvocato di origini irpino-napoletane, insieme al fratello Ciro, Oreste Vigorito ha costruito nel corso degli anni un vero e proprio impero. Stimato presidente dell’Enav, l’associazione industriale del settore eolico, proprietario della società di calcio del Benevento, ma soprattutto deus ex machina della Ivpc, il gruppo che gestisce gran parte delle centrali ad energia eolica installate in quasi tutte le regioni italiane. I primi impianti vengono realizzati a Montefalcone, in provincia di Benevento: dodici generatori da seicento chilowatt ciascuno. Successivamente, cresce il numero dei parchi eolici e, con essi, le società che entreranno nel gruppo Ivpc nel quale Vigorito è sempre presente in veste di proprietario, gestore o manutentore degli impianti. Precursore della “green economy”, il gruppo di Vigorito fattura 250 milioni di euro l’anno, con 420 dipendenti e un altro migliaio di posti di lavoro impegnati nell’indotto: un settore di grande redditività economica, quello dell’energia eolica, che in pochi anni ha visto aumentare i ricavi di oltre 43 punti percentuali. Il sogno di Vigorito, al quale stava lavorando alacremente, era il collocamento in Borsa della Italian Vento Power Corporation.

In manette, riferisce Marsala.it anche:

Vito Nicastri, di 53, di Alcamo; Ferdinando Renzulli, 43 anni, di Avellino e Vincenzo Dongarrà, 47 anni, di Enna. Altre undici persone sono state denunciate. Sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per aver indebitamente percepito contributi pubblici.

Spiega così il meccanismo l’Unione Sarda:

Le regole della truffa erano semplicissime. Prima bisogna attestare la disponibilità di un terreno su cui costruire la centrale eolica (in genere erano terreni concessi dai comuni e poi subconcessi alle società compiacenti); successivamente dimostrare di avere consistenza patrimoniale ed economica per poter far fronte all’investimento e renderlo redditizio: nessun problema se le società potevano contare su delle consorelle nel Regno Unito che al momento opportuno iniettavano nelle casse societarie soldi provenienti da altri finanziamenti pubblici. Un giro di danari tra Olanda, Spagna e Inghilterra. Il gioco delle tre carte, delle scatole cinesi o matrioska. Un investimento sicuro: l’eolico campano vince sempre.

Intanto, Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, stasera è a Striscia la notizia. Leggo dal comunicato stampa:

Vittorio Sgarbi accompagna 100% Brumotti nella costa che unisce Gela a Licata, mostrando lo scempio che è stato compiuto costruendo pale eoliche (molte delle quali non funzionanti) che deturpano uno dei paesaggi più belli del nostro Paese. Il Primo Cittadino di Salemi non riesce a capacitarsi di come nessuno dei politici del luogo voglia salvaguardare la bellezza del paesaggio e ipotizza che dietro la costruzione di questi impianti ecocompatibili (dall’ingente costo di 1 milione e mezzo di euro l’uno) si possa nascondere l’ombra della mafia.

Foto | Flickr


PI: Firefox, la Fenice che terrorizzò Mammona
11 Nov 2009 9:03
Shared by giancarlo
bell'articolo sulla storia di Firefox; vi consiglio anche di guardare http://waxy.org/2008/06/code_rush/ Mozilla ha festeggiato il quinto anniversario dal rilascio di Firefox 1.0, ma la storia di questo browser è ben più antica. Affondando le sue radici nell epoca quasi mitologica di Netscape Communicator

Interface Inheritance Esoterica
Interface Inheritance Esoterica
10 Nov 2009 19:43

I learned something new yesterday about interface inheritance in .NET as compared to implementation inheritance. To illustrate this difference, here’s a simple demonstration.

I’ll start with two concrete classes, one which inherits from the other. Each class defines a property. In this case, we’re dealing with implementation inheritance.

public class Person { public string Name { get; set; } } public class SuperHero : Person { public string Alias { get; set; } }

We can now use two different techniques to print out the properties of the SuperHero type: type descriptors and reflection. Here’s a little console app that does this. Note the code I’m showing below doesn’t include a few Console.WriteLine calls that I have in the actual app.

static void Main(string[] args) { // type descriptor var properties = TypeDescriptor.GetProperties(typeof(SuperHero)); foreach (PropertyDescriptor property in properties) { Console.WriteLine(property.Name); } // reflection var reflectedProperties = typeof(SuperHero).GetProperties(); foreach (var property in reflectedProperties) { Console.WriteLine(property.Name); } }

Let’s look at the output of this code.

No surprises there.

The SuperHero type has two properties, Alias defined on SuperHero and the Name property inherited from its base type.

But now, let’s change these classes into interfaces so that we’re now dealing with interface inheritance. Notice that ISupeHero now derives from IPerson.

public interface IPerson { string Name { get; set; } } public interface ISuperHero : IPerson { string Alias { get; set; } }

I’ve also made the corresponding changes to the console app.

var properties = TypeDescriptor.GetProperties(typeof(ISuperHero)); foreach (PropertyDescriptor property in properties) { Console.WriteLine(property.Name); } // reflection var reflectedProperties = typeof(ISuperHero).GetProperties(); foreach (var property in reflectedProperties) { Console.WriteLine(property.Name); }

Before looking at the next screenshot, take a moment to answer the question, what is the output of the program now?

Well it should be obvious that the output is different otherwise I wouldn’t be writing this blog post in the first place, right?

When I first tried this out, I found the behavior surprising. However, it’s probably not surprising to anyone who has an encyclopedic knowledge of the ECMA-335 Common Language Infrastructure specification (PDF) such as Levi, one of the ASP.NET MVC developers who pointed me to section 8.9.11 of the spec when I asked about this behavior:

8.9.11 Interface type derivation Interface types can require the implementation of one or more other interfaces. Any type that implements support for an interface type shall also implement support for any required interfaces specified by that interface. This is different from object type inheritance in two ways:

  • Object types form a single inheritance tree; interface types do not.
  • Object type inheritance specifies how implementations are inherited; required interfaces do not, since interfaces do not define implementation. Required interfaces specify additional contracts that an implementing object type shall support.

To highlight the last difference, consider an interface, IFoo, that has a single method. An interface, IBar, which derives from it, is requiring that any object type that supports IBar also support IFoo. It does not say anything about which methods IBar itself will have.

The last paragraph provides a great example of why the code I wrote behaves as it does. The fact that ISuperHero inherits from IPerson doesn’t mean the ISuperHero interface type inherits the properties of IPerson because interfaces do not define implementation.

Rather, what it means is that any class that implements ISuperHero must also implement the IPerson interface. Thus if I wrote an implementation of ISuperHero such as:

public class Groo : ISuperHero { public string Name {get; set;} public string Alias {get; set;} }

The Groo type must implement both ISuperHero and IPerson and iterating over its properties would show both properties.

Implications for ASP.NET MVC Model Binding

You probably could have guessed this part was coming. Let’s say you’re trying to use model binding to bind the Name property of an ISuperHero. Since our model binder uses type descriptors under the hood, we won’t be able to bind that property for the reasons stated above.

I learned of this detail investigating a bug reported in StackOverflow. It turns out this behavior is by design. In the context of sending a view model to the view, that view model should be a simple carrier of data. Thus it makes sense to use concrete types on your view model, in contrast to your domain models which will more likely be interface based.

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Marijuana: Less Dangerous Than Aspirin
Marijuana: Less Dangerous Than Aspirin
9 Nov 2009 16:57

I don't for a minute buy cannabis "fatalities". It's impossible to kill yourself with pot. The press reports "cannabis-related" deaths which is surreal. David McCandless, who devised the graph and runs Informationisbeautiful, adds:

There has never been a single documented case of fatal cannabis overdose. Also, the government's own figures don't tally. While drug figures from the Office Of National Statistics register 19 cannabis related deaths, the mortality stats from the same office log only 1 death.

But even granted that, you can see how the media irrationally focuses on what isn't the biggest problem by any objective assessment. And this focus can distort public policy. What would this graphic look like if the death-rate were assessed per user of each drug? Marijuana would appear as less toxic than aspirin. Below the fold:






Linux, come viene usato da Google
Linux, come viene usato da Google
9 Nov 2009 10:00

Google è sicuramente l’azienda che dispone del maggior numero di computer con linux al mondo.

Mike Waychison è intervenuto durante il Linux Kernel Summit per spiegare come viene utilizzato internamente all’azienda. Tutte le modifiche al kernel, 300000 linee, vengono portate all’ultima versione ogni 17 mesi e quando tutto funziona vengono introdotte le nuove funzionalità ogni sei mesi.

I sistemi di google hanno 16-32 core e fanno girare fino a 5000 thread. Un numero non da poco che pone qualche problema all’infrastruttura di base del kernel. Addirittura portano alla nuova versione del kernel il vecchio scheduler O(1).

Per il 2010 le cose dovrebbero cambiare con release interne più ravvicinate e con un dialogo più stretto con gli sviluppatori. Sono molto interessanti i problemi che google sta cercando di risolvere. Alla domanda come mai il codice non fosse pubblico la risposta indicava come uno dei problemi il codice scritto piuttosto male e portato avanti dal 2.4.18.

Via | Lwn


Install Missing Runtimes With All In One Runtime
Install Missing Runtimes With All In One Runtime
7 Nov 2009 19:39

Many programs for the Windows operating system need so called runtimes so that they can execute correctly on the computer system. Two of the most popular runtimes are the Microsoft .net Framework and the Java Runtime Environment. Some programs check for missing runtimes and provide options to install them while others do not which usually leads to some research in the readme or on the developer’s homepage to find out if the program has any dependencies that need to be installed on the PC before the software can be used.

All In One Runtime offers an efficient (critics would probably call it unnecessary or overkill) solution to the problem. The program checks the installed runtimes of the Windows operating system and will automatically display and install the runtimes that are not installed on the PC system.

The supported runtimes are:

  • Microsoft .net Frameworks
  • .net language packs
  • System runtimes
  • Visual C++ runtimes
  • Microsoft Visual J#
  • Adobe Flash Player
  • Microsoft Silverlight
  • Shockwave Player
  • Java Runtime Environment
  • DirectX

The program will display the runtimes that it intends to install. A 30 second countdown will be displayed allowing the user to pause and cancel the installation or remove runtimes from the installation. All In One Runtime is a portable software program for Microsoft Windows operating systems. Supported are 32-bit and 64-bit editions of Windows XP, Windows Vista and Windows 7. The download is available on a German website. The developer’s website is also only available in German.

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Psicologia: Effetto Placebo e Caffeina
Psicologia: Effetto Placebo e Caffeina
6 Nov 2009 5:00

















Ciao,


se sei qui, sicuramente conosci "l'effetto placebo". Secondo
te, chi assume quotidianamente il caffè per essere più
sveglio
e attivo è "vittima dell'effetto placebo?". Questa
è la domanda che si sono posti molti ricercatori e sono
stati condotti numerosi studi a riguardo.


Tutti sanno che la sostanza che dona queste proprietà
al caffè è la ben nota caffeina. In questo recente studio i
ricercatori hanno selezionato 60 amanti del caffè e hanno
dato a tutti tazze di caffè decaffeinato oppure contenenti
una percentuale corrispondente a 3 caffè (280 gr.). Dopo
30 secondi dall'assunzione i ricercatori hanno dato loro
un compito molto impegnativo.


In pratica i soggetti dovevano schiacciare un pulsante
sia molto velocemente (alla presentazione di uno stimolo),
per determinarne l'attenzione e i riflessi (in psicologia si
para di Tempi di Reazione)...e sia tenendo premuto il
tasto più forte che potessero, per valutarne la forza.


Come al solito i ricercatori hanno "mentito". Infatti a
tutti i volontari è stato riferito che avrebbero assunto
un vero caffè. Oltretutto a metà di loro è stato detto
che la caffeina avrebbe incrementato le loro prestazioni
mentre all'altra metà è stato detto il contrario. Se
l'effetto placebo funziona ci si aspetterebbero delle
differenze fra i due gruppi.


Ecco gli sconcertanti risultati:


1) La caffeina incrementa le prestazioni cognitive.
Senza che vi sia interferenza da parte dell'effetto placebo.
In pratica. Bisogna sottolineare che, nonostante i volontari
fossero degli "amanti del caffè", il giorno dell'esperimento
non avevano assunto nessun "caffè extra".


2) C'è stato un effetto "aspettativa" nei soggetti a cui è
stato dato il "caffè placebo"... ma tale effetto ha "lavorato
al contrario": alle persone a cui è stato detto che il caffè
avrebbe ridotto le prestazioni hanno avuto risultati
migliori. Probabilmente perché, sapendo di essere
"svantaggiati" si sono sforzati maggiormente. Un contro
effetto interessante del noto "effetto placebo"...no? ;-)


3) Nessuno dei soggetti che ha assunto "decaffeinato" si
è reso conto di averlo fatto. E hanno riferito che il loro
grado di attenzione e forza percepite, erano identiche a
quelle degli altro gruppo...che aveva realmente assunto
280 gr. di caffeina.


Concludendo: la caffeina ha un reale effetto sulle nostre
prestazioni. Un minimo di effetto placebo esiste ma si
comporta in modo bizzarro, cioè dipende da cosa viene
detto ai soggetti (il potere delle parole ;-)). E infine, se
sostituisci il caffè di qualche tuo amico "amante del
caffè" con un decaffeinato...quasi sicuramente non se
ne renderà conto ;-)


E tu cosa ne pensi? se un bevitore di caffè? (io
si;-)) Lascia un commento qui sotto e se vuoi seguirmi
tutti i giorni iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi
dal tuo account di facebook.


A presto
Genna

Banda larga: arrivederci al 2011
Banda larga: arrivederci al 2011
5 Nov 2009 14:38
Shared by giancarlo
si Luca... ti conviene proprio rimanere in svezia :D Il governo ha deciso di congelare gli 800 milioni di euro promessi. Il digital divide rimane dov'e': per il momento la priorita' sono altre, se ne parlera' alla fine della crisi


Svezia, banda larghissima per tutti
Svezia, banda larghissima per tutti
5 Nov 2009 11:57
Shared by giancarlo
luca... che fai aspetti lì finchè ti cablano casa??? :D Entro il 2020 il 90 per cento degli svedesi navighera' a 100 mbps. In previsione di un futuro iperconnesso


Allmyapps
5 Nov 2009 11:39
Shared by giancarlo
Ottima l'idea alla base di questo sito! mancano un po' delle mie applicazioni preferite ma è una buona base ;-) Best Cross Platform Application Store for Windows and Linux featuring unique 1 Click application installation and reinstallation!

Francia, penuria di energia: spenti per manutenzione 18 reattori nucleari
Francia, penuria di energia: spenti per manutenzione 18 reattori nucleari
3 Nov 2009 14:00


Da lunedì in Francia sono scattate le procedure per spegnere 18 reattori nucelari su 58. I francesi inziano a chiedersi perché mai tanti reattori assieme hanno bisogno di manutenzione alle soglie della stagione invernale? e chi sopperirà alla mancanza di energia derivata dallo stop ai 18 reattori?

Stéphane Lhomme portavoce dell’associazione Sortir du Nucléaire denuncia la fragilità del sistema nucleare francese:

La Francia è il paese che ha più reattori nucleari e sarà obbligato a mendicare energia ai suoi vicini. E’ tutto il sistema francese, a questo punto, che fa acqua.

Ma perché i reattori sono stati fermati? Elenca Le Parisien:

Il numero uno di Fessenheim (Haut-Rhin) ha superato i 10 anni; quattro sono fermi per incidenti: il reattore numero 3 di Paluel (Seine-Maritime) a causa di una perdita di fiamma nella sala macchine; il reattore numero 2 di Nogent-sur-Seine (Aube) per un guasto a un alternatore; il reattore numero 1 di Civaux (Vienne)a causa di disfunzione di una valvola del motore elettrico; il reattore numero 3 di Bugey (Ain) dopo un incidente sul generatore di vapore. Tredici reattori devono essere ricaricati di combustibile e per operazioni di manutenzione: il numero 1 di Flamanville (Manche), i reattori numero 1 e sei di Gravelines (Nord), il reattore numero 2 di Paluel, il reattore numero 2 di Penly (Seine-Maritime), il reattore numero 2 di Cattenom (Lorraine), il reattore numero 2 di Fessenheim,il reattore numero 3 di Chinon (Indre-et-Loire),il reattore numero 3 di Blayais (Gironde), le il reattore numero 1 di Saint-Alban (Isère), il reattore numero 4 di Bugey, il reattore numero 2 di Tricastin (Drôme) e il reattore numero 2 di Cruas-Meysse (Ardèche). Il reattore numero 2 della centrale nucleare di Belleville (Cher) funziona al 60% della sua potenza dopo il riscaldamento di una pompa del circuito secondario di vapore.

Ebbene, la Francia sarà destinata a importare 4000 MW di elettricità dal novembre 2009 a gennaio 2010 per soddisfare l’approvvigionamento.

Via | Lejdd
Foto | Flickr


Skype for Linux to go open source... eventually
Skype for Linux to go open source... eventually
3 Nov 2009 9:21
Shared by giancarlo
yes, Skype does plan to make its Linux client open source in the future

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Skype has been providing cheap and free VoIP, chat, and video conferencing features for Windows, Mac, and Linux for years. But just because a program works on Linux doesn't mean it's open source, and the Linux client for Skype has been just as closed a platform as the Mac and Windows versions. That's not to say that developers haven't been able to build third party add-ons and tweaks for Skype. But the source code hasn't been available, which limits the ability of the open source community to really contribute to Skype for Linux.

But it looks like that's going to change. This weekend Olivier Faurax contact Skype customer support about the availability of an RPM package for installing Skype on Mandriva Linux, and he received a reply that indicated that the Linux client for Skype would be made open source in the near future.

I was a bit skeptical, since customer service folks don't always know what's going on in the minds of management, so I sent a request for more information to Skype's corporate communications office, and it turns out that yes, Skype does plan to make its Linux client open source in the future.

It's not entirely clear when the shift will take place. But it should make it much easier for third party Linux developers to ensure that there are up to date packages for Skype for a variety of popular Linux distributions including Mandriva, Ubuntu, PCLinuxOS, Fedora, and others. It also means that we could start seeing third party applications built around Skype code or more powerful third party plugins for Skype that enhance the application's functionality.

You can read the official statement from Skype after the break.

Continue reading Skype for Linux to go open source... eventually

Skype for Linux to go open source... eventually originally appeared on Download Squad on Mon, 02 Nov 2009 11:30:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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opensource - Ubuntu - Download Squad - Operating system - Linux distribution

Focus Booster helps you stay focused
Focus Booster helps you stay focused
3 Nov 2009 9:15
Shared by giancarlo
Pomodoro technique rules! :D

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Distraction is the enemy of focus. If you work at a computer all day, the possibilities for distraction are limitless. One way to stay focused is to use the technique of a firmly regimented working period followed by a short break period that I first came across at Merlin Mann's 43 Folders site. His technique suggested using 10 minutes of work followed by 2 minutes of rest, but the recently popular Pomodoro Technique suggests using 25 and 5. Whatever periods you use, the cross-platform Adobe Air based Focus Booster application is just the timer you need to keep you on task.

Focus Booster is a tiny timer that allows you to set a work and rest period, then away you go. You can focus entirely upon your work knowing that a rest period is coming soon, and you can check out your Facebook / Twitter / blog comments / whatever it is you fancy when the time comes.

Focus Booster helps you stay focused originally appeared on Download Squad on Mon, 02 Nov 2009 18:00:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

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Linux - Download Squad - Facebook - Adobe Systems - Adobe Integrated Runtime

Un paio di settimane di “pomodori”
Un paio di settimane di âpomodoriâ
2 Nov 2009 16:00

Sono un paio di settimane che sto seguendo la “ricetta” e ho notato che il fatto di averne parlato ha stuzzicato l’interesse.

Quoto Andrea Dottor:

Per quanto mi riguarda, non la conoscevo e ne sono rimasto da un lato affascinato, nel senso che, porsi degli obiettivi da 25 minuti non è affatto complesso, e rimanere concentrati per 25 minuti è una cosa fattibile…

L’esperienza di queste 2 settimane mi fa dire che:

  1. 25 minuti sono lunghissimi :-)
  2. Stare concentrati per 25 minuti su un obiettivo è impegnativo, devi imparare a gestirti: è fondamentale che l’ecosistema in cui sei calato ti sia amico:
    1. Sistema i tuoi strumenti in quell’ottica;
    2. Rendi partecipe chi ti circonda del perchè e del percome;
    3. Fatti rispettare da chi ti circonda;

Punto 2.1: ho fatto un’altro piccolo esperimento, riuscito alla perfezione, modificando nuovamente il comportamento del mio fido Outlook, da così:

a così:

Ho semplicemente tolto dai “Favorites” la Search Folder dei messagi marcati con un “Follow Up”, tendo ad essere un filino maniacale nell’organizzazione delle mie cose e sapere che ho qualcosa da fare che non ho ancora fatto mi infastidisce abbastanza.

Giusto per capirci, per me sarebbe impossibile avere una Inbox con dei messaggi non letti, quindi nella pause una rapida occhiata ed eventuale marcatura con “Follow Up”, e pianificazione se necessaria (Get Things Done), su quelli che mi interessano. Vi garantisco che con circa 300/350 messaggi/giorno è un lavoraccio :-)

In quest’ottica vedere i “Follow Up” che crescono non mi aiuta a rispettare il ritmo del pomodoro.

.m


La rioluzione della pellicola e del digitale
2 Nov 2009 13:14
Un confronto tra la pellicola ed il digitale dal punto di vista della risoluzione

ProjectName, Namespace e AssemblyName: ma quanta robaccia… :-)
ProjectName, Namespace e AssemblyName: ma quanta robaccia⦠:-)
28 Oct 2009 22:00

Questo è un’altro dei passaggi cruciali, abbastanza manutenibile anche a posteriori a patto che non siate sotto source control che rende le cose un po’ più ostiche.

Per prima cosa ricordiamoci che i sistemi di source control non digeriscono molto bene il rename di un progetto, e TFS non fa difetto ;-); per essere precisi il problema è che se siete (e io lo sono alla noia) pignoli quando rinominate un progetto volete anche rinominare la folder.. e questo spacca la solution… e che ----- :-), quindi si può fare ma è abbastanza tedioso, meglio cercare di evitarlo.

Tornando in tema, quando create un progetto Visual Studio fa le seguenti assunzioni:

  • creo una cartella con lo stesso nome del progetto e li ci metto il progetto e tutto il resto;
  • assegno come default namespace del progetto il nome del progetto, applicando una serie di trasformazioni se il nome del progetto non è proprio consono… tipo contiene degli spazi;
  • assegno all’assembly, output della build, lo stesso nome del progetto;

Molte bene, a me piace tutto :-) però attenzione alle scelte che fate:

  1. Casing: se il nome del progetto è “foo my library” il default namespace sarà una cosa del tipo foo_my_library che è tutto tranne che compliant alle naming convention: quindi perchè non chiamare il progetto “Foo.MyLibrary”?
  2. Io non metto mai il nome dell’azienda nel nome del progetto, ma modifico a mano dopo il default namespace: la mia personale convenzione è che il project name inizia sempre con il project code name seguito da qualcosa chje identifichi bene a cosa serve:
    1. project name: Next.Backend.Publishing;
    2. assembly name: Next.Backend.Publishing (.dll) che mi va benissimo;
    3. default namespace: ManagedDesigns.Next.Backend.Publishing, che è l’unica cosa che cambio;

fanno eccezione alla regola tipicamente i progetti di “startup”, le UI per intenderci, che spesso hanno nomi più esoterici:

  1. project name: Next Mvc UI;
  2. assembly name: Next (.dll);
  3. default namespace: ManagedDesigns.Next;

Perchè nell’assembly name non mettiamo il nome dell’azienda? perchè allungherebbe il nostro path… e non aggiungerebbe informazioni utili.

Perchè tutte queste menate che portano via un sacco di tempo?… che mi fanno fare tutto tranne che scrivere codice? perchè in un progetto degno del suo nome la scrittura del codice non è detto che sia la parte più importante, quello che a prima vista sembra il contorno potrebbe rivelarsi fondamentale in seguito e potrebbe rivelarsi essere la magagna che non vi fa dormire di notte.

Pensate banalmente a dover fare un po’ di sana reflection e a tutto il tempo che perdete perchè il naming degli assembly, dei tipi e dei namespace semplicemente non è intuitivo…

voglio caricare dinamicamente l’assembly del data layer… ma perchè si chiama “samples oracle tests.dll” e non “Next.Data.Oracle.dll”? e il collega… ahhh… si certo stavo facendo delle prove e poi sono andato avanti li… vaporizzatelo :-)

.m


Internet Speeds and Costs Around the World, Shown Visually [Infographics]
Internet Speeds and Costs Around the World, Shown Visually [Infographics]
28 Oct 2009 10:51
Shared by giancarlo
l'italia non è neanche rappresentata :(

This awesome infographic shows the internet costs and speeds around the world for the top 20 nations in the ITIF Broadband Rankings. Unsurprisingly, we don't compare too well.

Number one is, predictably, Japan, where the average broadband speed is 60mbps and they pay $0.27 per 1mbps. We, in comparison, average 4.8mbps and pay $3.33 per 1mbps, putting us at #15. Be sure to click the above image to see it in its full glory. [Zach Klein]




Tilera Corporation
27 Oct 2009 10:02
Shared by giancarlo
chissà quando potremo usarne uno!

Language Map of Europe
Language Map of Europe
27 Oct 2009 9:34
Shared by giancarlo
scusate se è contemplato anche il sardo!

Languages correspond only imprecisely with political borders, which are designated by the superimposed red lines.  The map at the linked source can be supersized for more detailed examination.

Link.  The English version of this map was created by Postmann Michael in 2007; it has subsequently undergone several revisions, and there are continuing doubts regarding the accuracy of some of the language borders.


The Weirdest Clouds that You’ll Ever See
The Weirdest Clouds that Youâll Ever See
27 Oct 2009 9:26
Shared by giancarlo
queste credo che intereserebbero anche a Paolo Attivissimo!

Nature has always been a source of inspiration for designers to look at things differently.

We all know that a tree doesn’t always have green leaves, water is not blue and clouds are certainly not always white and puffy. As designers, we need to know to look beyond the obvious when looking at things.

Cloud formations such as mammatus or lenticular among others, are perfect examples of how intricate and different nature can be. There are even so called ‘ufo clouds’, which truly resemble the shape of a UFO.

In this post, we take a look at some amazing photographs of the weirdest cloud formations that you’ll ever see, that are destined to inspire your design work and surely blow your mind.

To read more information about any of the photos, just click on any of the images below to be taken to its source. And don’t forget the next time you go out, to look up…


Have you seen amazing cloud formations not featured here? Please share the links with us!



If you find an exclusive RSS freebie on this feed or on the live WDD website, please use the following code to download it: s0AD5N


Better Posture Means More Energy at Work [Health]
Better Posture Means More Energy at Work [Health]
26 Oct 2009 18:00

The art of sitting or standing up straight might seem like something out of a 1950's etiquette class, but it actually plays an important role in staying energized and efficient throughout your day at the office. Here's why:

Photo by joelogon

Health and home weblog Real Simple claims that by slouching, our body takes in as much as 30% less oxygen than we'd take in with good posture. When we sit slumped over (which is easy to do if you spend a great deal of time at the computer), we aren't just harming our posture, but our bodies' ability to keep our energy up.

Next time you you're feeling a little down in the dumps or need a little boost at work, check to see if your chin is up and your shoulders are back (or try other methods to fix your PC posture). It could mean the difference between making your workday frumpy or fabulous.

9 Energy Boosters [Real Simple]


SamyGo: Linux sulle TV Samsung |oneOpenSource
26 Oct 2009 13:42
Shared by giancarlo
per veri smanettoni ;) Se possedete un televisore Samsung un LCD o un LED ovviamente con ingresso USB oppure con connessione di rete allora potete provare a caricare Linux come firmware. Anzi meglio essere più precisi. I televisori Samnsung di base hanno un firmware basato su Linux non completamente Open e scaricabile dal sito. Se volete potete provare a ...Leggi tutto

ReSharper 5.0 Overview
ReSharper 5.0 Overview
25 Oct 2009 11:36
Shared by giancarlo
Mi sembrano molto interessanti le feature call tracking e value tracking; per il support a vs2010 bisogna però aspettare...

As promised, we’re publishing a general ReSharper 5.0 overview, elaborating on its feature set.

Please keep in mind that this is a preliminary document. The general picture will stay unchanged, but local amendments cannot be ruled out at this point, and many user interface items will probably change.

Features

  • External Sources
    A solution is not limited to sources included in your projects, but also contains sources that were used to build your libraries. Some companies publish parts of their sources using the Source Server feature of debug information files (PDB). This is the same technology that Microsoft uses to provide access to source code for parts of the .NET Framework. With ReSharper 5, you can now access it as if it were a part of your solution. When no sources are available, ReSharper does a decent job of reconstructing types’ structure from metadata for your browsing pleasure.
  • Structured Patterns
    “I was assigned to a new project, and the source code is full of [your favorite code smell here]. Please, make ReSharper analyze and fix it!”. Fortunately, ReSharper 5 can address this demand. You can set up your own code patterns, search for them, replace them, include them in code analysis, and even use quick-fixes to replace! Building patterns and enforcing good practices has never been this easy. Corporate and team policies, your own frameworks, favorite open source libraries and tools — you can cover them all.
  • Project Refactorings and Dependencies View
    Once you’ve gotten used to smart, automated refactorings that ReSharper provides, you can’t think of doing them manually anymore. In this release, we extend ReSharper’s coverage to bring you several refactorings for project structure. With ReSharper 5, you can move files and folders between projects; synchronize namespaces to folder structure in any scope - as large as your solution; safely delete obsolete subsystems without going type by type; and split a file with lots of types created from usages into their own dedicated files - in one go. We have also added a special project dependencies view to help you track down excessive dependencies between projects and eliminate them. As an early ReSharper 5 user said, “I’m no longer afraid of restructuring my project. I just go and do it whenever I feel it’s right”.
  • Call Tracking
    Find usages, find usages, find usages. Formerly, attempting to track call sequences in code could end up with lost context, lots of Find Results windows and, ultimately, frustration. With ReSharper 5, you can inspect an entire call sequence in a single window, in a simple and straightforward manner. Stuck in unfamiliar code? ReSharper’s code inspecting tools for the rescue!
  • Value Tracking
    Value Tracking gives you important information about data flow in your program. At any point in your source code, select a variable, parameter, field or property and ask ReSharper to inspect it. You will then see how its value flows through your program, back to its sources or straight to consumers. Wonder how null could be passed to a specific parameter? Track it!
  • Internationalization
    Software localization and globalization has always been a tough and at times unwanted task for developers. ReSharper 5 greatly simplifies working with resources by providing a full stack of features for ResX files and resource usages in C# and VB.NET code, as well as in ASP.NET and XAML markup. Move string to resource, Find usages of resource and other navigation features, refactoring support, inspections and fixes — all ReSharper goodness for your localization pleasure.

Technologies and Languages

  • Visual Studio 2010
    We will publish more information about Visual Studio 2010 support when VS Beta 2 is released. Currently, ReSharper 5 builds support Visual Studio 2005 and Visual Studio 2008.
  • C# 4 and VB10
    New language versions nowadays appear at a great speed, and ReSharper team works hard to support them right when you need them. ReSharper 5 provides beta support for C# 4 and VB10, as Visual Studio 2010 does itself. Variance, dynamic types, named arguments and optional parameters, embedded COM assemblies — all of these features are supported in the new ReSharper. During VS 2010 Beta 2 phase we’re hoping to learn from your experience of using these features and improve their support for the Visual Studio 2010 release.
  • ASP.NET
    With this new version, ReSharper support for ASP.NET is improved tenfold. In addition to performance and responsiveness improvements, lots of new features for ASP.NET markup files are introduced to make your life easier. Web-specific navigation, master page support, new inspections and syntax highlighting for web files, File Structure and Go to File Member for in-page navigation and overview, live templates for common markup and more!
  • ASP.NET MVC
    ASP.NET MVC deserved our special attention: special syntax highlighting, inspections, navigation to and from action or controller, and even actions to create new types and methods from usage in pages.

Productivity

  • IntelliSense
    ReSharper continues to bring first-rate IntelliSense experience, and the new version gives even more. We have added automatic completion for enum members and boolean values, made automatic triggering smarter, and greatly improved performance. Completion for unresolved symbols in local scope is a new ReSharper IntelliSense feature. Another improvement is completion for all-lower text with CamelHumps  — to make cocopro match CodeCompletionProvider — and that means you don’t need to press Shift too often.
  • Bookmarks
    This is a simple yet powerful feature: drop a numbered marker with a single shortcut, jump back at any time with another keyboard key. Up to 10 numbered bookmarks, unlimited unnumbered bookmarks, full list of bookmarked positions in a single pop-up window — all to help you instantly switch between several code spots.

Inspections

  • Solution-Wide Warnings and Suggestions
    We have received a lot of positive feedback from our users regarding solution-wide error analysis, which allows you to immediately see compilation errors in the whole solution. In ReSharper 5, we took this technology to a new level by adding warnings and suggestions to the list. Now you can browse code smells that ReSharper finds across your solution and quickly improve the quality of your code.
  • Upgrade-to-LINQ Actions
    With C# 3.0 and LINQ, developers are able to write data-intensive code more easily by directly describing their intent to the compiler. However, years of imperative programming left us with tons of foreach-style code waiting to be upgraded. ReSharper 5 detects parts of your code that can be rewritten using the new LINQ syntax and offers to perform the conversion automatically, to make the developer’s intent crystal clear.
  • Use IEnumerable Where Possible
    With the power of LINQ, IEnumerable is more than enough to pass a collection of values. So why restrict yourself with an API requiring you to pass old-school arrays, Lists and ArrayLists? ReSharper will scan your code base to detect methods that can safely return and accept IEnumerable instead of a more specific type. Of course, we will also take care of the conversion.
  • New and Improved Code Inspections
    We have collected rich customer feedback and went through a list of common errors that developers make in code. Based on that, we have added a ton of highly intelligent inspections to immediately boost your .NET expertise. For example, if you take your API seriously and want it to be well documented, ReSharper will help you by highlighting errors in XML comments.

Other improvements

  • Native NUnit Support
    ReSharper 5 introduces a completely new approach to running your NUnit tests. Our engine is now based on native NUnit code. What it means to you is 100% compatibility with the latest released version of NUnit and full support of its recent unit testing features.
  • XML Formatting
    XML data is an important part of modern applications and you want it to be in order. The new version of ReSharper is supplied with a superb configurable formatter for XML files.


[OT] quante stupidate…
[OT] quante stupidateâ¦
23 Oct 2009 16:20

Si vede che oggi il mio lavoro dipende dagli altri… e che i ritmi degli altri sono un filino più lenti dei miei…

Fonte: http://www.metronews.it

il mio amico Luca che si occupa di antropologia da anni mi dice:

Mauro, sai quale è il problema vero? è che i bambini di oggi non hanno più una vita sociale, non giocano in cortile, non litigano per un pallone e non vengono esclusi se dicono “il pallone è mio e io non gioco più”. Questa degenerazione della società moderna fa si che al bambino manchi il microcosmo basilare in cui crescere e cresca con la “console per video giocare” dove vince sempre, dove lui è l’imperatore perchè quando è stufo spegne, dove lui è il deus ex machina che cambia gioco quando vuole lui… e cosa succede quando questo bambino entra nella società? ad esempio la sua classe di prima elementare? Elementare Watson… :-) si comporta esattamente allo stesso modo con il compagno di banco il quale però non reagisce come la “console per video giocare”… patatrack… si può arginare? certo, scricando una quantità di lavoro in più sulla famiglia, non aggiungo altro…

Io scendo con Omar :-)

.m


31 Days of Refactoring eBook
31 Days of Refactoring eBook
23 Oct 2009 13:32
Shared by giancarlo
ecco uno splendido esempio di condivisione di conoscenza! grazie Simone

This August, Sean Chambers, blogger on Los Techies, wrote an awesome series of posts, called 31 Days of Refactoring, during which he wrote one post per day, describing one refactoring technique.

In August I was on holiday, and I never had time to read the 31 posts, so last week I decided to create a easy to read version of the series, and I assembled a eBook, putting together all the posts, doing some minor edits, and applying some formatting. And I sent it over to Sean so that he could share it with all his readers.

You can read Sean’s announcement or directly download the 31 Days of Refactoring eBook.

Hope you like it.

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25+ Useful Linux and Unix Cheat Sheets
25+ Useful Linux and Unix Cheat Sheets
23 Oct 2009 13:30

This is my first post on Cheat sheets. Actually Cheat sheet is a concise set of notes used for quick reference. Cheat sheets will contain most of the shortcuts needed to program faster. And it is meant for newbie users who can’t remember the shortcuts or commands.

In this post , I have collected almost 27 Cheat sheets available for Linux users. These Cheat sheets will contain Linux command lines, Linux security, Linux administration, Gnome/KDE, sed/awk/vim, and distribution specific codes.

You may think that one cheat sheet is just enough for me , so why should I need to look at so many cheat sheets. According to me some cheat sheets may miss some points so its better to Look through all of them and then choose the top 5-10 you think will help you the most. After that you can Print them out and hang them on the wall around your desk for quick reference.

Unix/Linux Command Reference

THE ONE PAGE LINUX MANUAL

Treebeard’s Unix Cheat Sheet

Linux Shortcuts and Commands

The humble Linux cheat sheet

The Official Red Hat Linux Getting Started Guide

Evelyn’s LINUX Cheat Sheet

LINUX Cheat Sheet

Linux Security Quick Reference Guide

LINUX System Call Quick Reference

LINUX Admin Quick Reference

directory of Linux commands

Click on any of the 687 commands below to get a description and list of available options. All links in the command summaries point to the online version of the book on Safari Bookshelf.

Linux cheat sheet

Linux Command-Line Cheat Sheet

Linux Quick Reference Guide

Linux Commands – Ultimate Practical guide

Linux Cheat Sheet

Linux Cheat Sheet

Linux Cheat Sheet

Using Linux the CLI way – Cheat Sheet

ubuntu Reference Cheat Sheet

Debian GNU/Linux Reference Card

Gnome / KDE Keyboard Shortcuts

Tired of using your mouse so much? Did you know that both KDE and Gnome have keyboard shortcuts for just about everything you can do with a mouse? Here’s a list of the various shortcuts on both platforms.

Solaris Cheat Sheet

NetCat Cheat Sheet for Linux and Unix users

Solaris Handy commands

Unix Toolbox

I hope that these cheat sheets will definitely help you to remember some difficult commands for sure. If you have came across any other Linux or Unix cheat sheets then do let me know.

Related posts:

  1. 25+ Stunning Gnome Desktop Themes for ubuntu users
  2. 10 illustrative guides to free disk space in Windows 7 and Windows Vista
  3. 20+ Cool Text and Source Code editors for web Designers and programmers


Entourage eDGe DualBook Is A Netbook, eBook Reader and Notepad All In One
Entourage eDGe DualBook Is A Netbook, eBook Reader and Notepad All In One
23 Oct 2009 9:33
Shared by giancarlo
sembrerebbe proprio un bel giocattolino!

Say hello to the eDGe, the name that I cannot write without MS Word autocorrecting the hell out of me. This is a device that gives convergence a whole new side. Entourage has taken specialty devices like an eBook Reader and netbook and put them both together to have a dual screen, multi-function device. Hence the name DualBook.

Actually, I think this is a great idea. Consumers do not want multiple devices to carry and that is the main reason why convergent devices came in to existence. But even as newer devices are brought in to the market by the companies, we find ourselves owning multiple devices that we would love to carry with us. But we also want to travel light. So it’s usually a toss up between cramming the netbook, the eBook reader, the large smartphone and a PMP into your bags or carrying just your smartphone and maybe the netbook.

However, you cannot use either a netbook or a smartphone under direct sunlight and the battery life is usually not conducive to hours of reading. So Entourage’s idea is to give you something that will let you read books and surf the net at the same time.

They give you an e-Ink using eReader screen that is 9.6” diagonal (1200×825 pixels) and has all the features of an eBook reader – like zooming, taking notes directly on the book, glare free screen and the ability to read under direct sunlight. Using its various connectivity options, which I am coming to in a bit, you can choose to store your notes and journals on a server, email them to a friend or just keep them on the device.

The screen accepts stylus input, so you can open a new journal page and draw on the screen. Text can be input by hand or by Bluetooth keyboard. The e-paper is Wacom Penabled, which is how you are able to draw on it. It supports both ePub and PDF formats, so you are pretty much covered on that area.

What is does not have is an attached online store like the new Barnes & Noble’s Nook or the Amazon Kindle. But I do not see that as a deal breaker. There are enough ways to get Books these days.

The netbook side is pretty basic. It has a 10.1” color touchscreen that displays 1024×600 pixels. The two screens are connected with each other and you can view the images on your ebook in full color on the netbook screen. It has a webcam and microphone that allow you capture video, still images and audio respectively. You have the option of hooking a microphone up to it if you want better quality audio recording . It as built in speakers as well. It supports Mp3, MP4 and 3GP file formats.

You can browse the Internet, check and write emails, playback audio and video and type out long documents via Bluetooth keyboard if you so wish. It has an on-screen keyboard that you can use while chatting.

By the way, this is an Android device. No wonder they can claim so many things about the software.

Coming to connectivity, it has a lot of options for you. It has Bluetooth, 3G, WiFi b/g (no ‘n’) along with optional EVDO or HSDPA mobile modem. You can have only one type of modem. Battery life is decent for such a device – 16 hours for the ebook reader only and 6 hours for the LCD screen only. I am suspecting about 8-9 hours with heavy netbook usage from time to time and long hours of ebook reading.

The inbuilt memory is 4GB, with 3GB available to the user, but you can take it up to 32GB with the included SD card slot. There are USB 2.0 ports as well. It will start shipping from February 2010 and is priced at $490. One thing that I do not get is why they charge $40 extra for getting it in a color other than the ‘midnight blue’.

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Kissinger e Rumsfeld: mai andati sulla Luna
Kissinger e Rumsfeld: mai andati sulla Luna
22 Oct 2009 9:17

Video shock: Aldrin, Kissinger, Rumsfeld, la moglie di Stanley Kubrick e altri confessano che gli sbarchi lunari furono una messinscena


Su Internet sono disponibili dei video nei quali personaggi molto noti, come i politici Alexander Haig, Henry Kissinger e Donald Rumsfeld, la moglie del regista Stanley Kubrick e addirittura gli astronauti Buzz Aldrin e Dave Scott dicono che le immagini degli sbarchi sulla Luna furono falsificate in un set cinematografico, sotto la supervisione di Kubrick, reduce dal capolavoro di fantascienza 2001: Odissea nello spazio, che aveva stupito il mondo per il realismo dei suoi effetti speciali.

Cosa c'è dietro? E' un trucco di doppiaggio? Le loro parole sono state tolte dal contesto originale e manipolate? Assolutamente no. Si tratta di spezzoni tratti da Operazione Luna, un documentario trasmesso nel 2002 dalla rete televisiva Arte e realizzato da William Karel. Un documentario parodia.

Operazione Luna riesce perfettamente nel suo intento: dimostrare allo spettatore l'importanza di guardare la televisione sempre con occhio critico, senza fermarsi alla superficialità accattivante delle immagini ben confezionate e senza fidarsi dell'autorevolezza apparente dei personaggi celebri. Infatti nonostante sia disseminato di assurdità tecniche e di indizi rivelatori (i nomi di molti "testimoni" sono tratti da film celebri), c'è chi crede che sia una vera confessione, grazie anche al fatto che gli spezzoni su Youtube, visti da soli, non rivelano il finale del documentario, che vi lascio il piacere di scoprire intanto che giocate a quante citazioni cinematografiche sapete trovare in Operazione Luna.

Se volete barare, comunque, tutta la questione è raccontata in dettaglio su Complotti Lunari.

Apple Reveals a Fancy New "Magic" Mouse, Various Hardware Updates [Stuff We  Like]
Apple Reveals a Fancy New "Magic" Mouse, Various Hardware Updates [Stuff We Like]
21 Oct 2009 9:13
Shared by giancarlo
max b. l'hai già comprato? :D

Apple unleashed several hardware updates today in their iMac, MacBook, and Mac mini lines, but the most interesting news comes with the release of their new Magic Mouse, a wireless multi-touch mouse.

Straight from Apple:

The same Multi-Touch technology first introduced on the revolutionary iPhone comes to the mouse. It's called Magic Mouse, and it's the world's first Multi-Touch mouse. Click anywhere, scroll in any direction, and swipe through images on its smooth, seamless top shell. It works wirelessly using Bluetooth, so you don't have to worry about cables or adapters cluttering your workspace. And built-in software lets you configure Magic Mouse any way you want.

Apple's Mighty Mouse may have been one of the most hated point-and-clickers on the planet (I've never used one that actually worked well), but Apple at the very least got an "A" for trying something kind of new. We'll see if they fare better this time around. Gizmodo's got a hands-on with the Magic Mouse, along with info on the updated $1,000 MacBook, the refreshed iMacs, and the beefier Mac minis.

The Magic Mouse will ship with the new iMacs starting today, or you can buy one separately from the Apple Store for $69.

Apple Magic Mouse [Apple Store via Gizmodo]


New tool added - XStudio
20 Oct 2009 1:00
XQual Studio (XStudio) is a FREE 100% graphical test management application that handles the complete life-cycle of your QA/testing projects from A to Z: users, requirements, specifications, SUTs, dev. project, tests, testplans, test reports, test campaigns and defects. Using a MySQL database as principal storage, XStudio allows you to schedule or run fully automated or manual test campaigns. XStudio itself is free but NOT open-source. The launchers (drivers to interface with any kind of test) are under GPL license.

Bad habits: non avere un (buon) processo di release e deployment
Bad habits: non avere un (buon) processo di release e deployment
19 Oct 2009 10:02
Shared by giancarlo
sottoscrivo tutto!!!

Alle volte resto sconcertato: la maggior parte delle persone pensa che l’unica cosa importante per fornire il classico “programmino” ad un cliente sia scriverlo. Non mi stancherò mai di ripeterlo: il nostro obiettivo in qualità di sviluppatori è CONSEGNARE il software e non solamente scriverlo. Ecco perchè il processo di release/deploy di un software è di estrema importanza per la qualità e la gestione del ciclo di vita del software stesso.

Inoltre, non si deve mai dimenticare che il processo di rilascio di un software deve essere ripetibile, ovvero non devo ogni volta impazzire dietro a mille variabili per rilasciare la nuova versione del programma al mio cliente. Alcuni degli errori/cattive abitudini nel rilascio di un software possono essere annoverate tra:

  • Cattiva gestione (o addirittura non gestione) del versioning: se non gestiamo il versioning, non sapremo mai che versione del software sta usando il nostro cliente, con il risultato che se ci riporta un baco, non sapremo mai se l’abbiamo già risolto
  • Impiego di un controllo del codice sorgente “fatto in casa” (tipo zip dei file di progetto, per intenderci): questo è piuttosto grave, in quanto non riusciamo ad avere una traccia delle precedenti versioni del progetto, nè possiamo “ripristinare” una precedente versione per simulare un bug riscontrato in sede dal cliente
  • Scarsa (o addirittura nulla, sigh!) documentazione dei prerequisiti per far funzionare il software: avete promesso un software fighissimo, lo sviluppate su XP, quando lo consegnate venite a sapere che il cliente impiega Vista e, per qualche “leggerezza” (leggi bad habit) di programmazione, su Vista il tutto non funziona.
  • Assenza di un qualsivoglia file/documento/vademecum/aiuto per l’installazione e la configurazione: alle volte non saremo noi ad installare il software, ma qualcun altro. In questi casi, ma anche se saremo sempre noi a farlo, perchè fra tre mesi mi sarò dimenticato a cosa serve il campo XYZ nel file web.config che DOVEVA assumere il valore 345, è bene produrre e tenere aggiornato un documento che illustri con sufficiente dettaglio cosa si deve fare per installare correttamente il software
  • Assenza di un ambiente di test per il deployment: questa “bad habit” è piuttosto comune ed è la causa del famoso “baco pigliatutto”: “ma da me funziona!” (macchina dello sviluppatore). I veri problemi di deployment emergono in fase di deployment. Punto. Quindi bisogna simularla, esattamente come si farebbe con un qualunque altro test.
  • Gestione errata o assente dell’aggiornamento del database (se il software ne impiega uno, ovviamente). Questo è uno dei tasti più dolenti, in quanto è veramente un grosso lavoro mantenere aggiornati gli script di allineamento del database. Del resto ho visto troppe volte cose VERAMENTE brutte fatte per mantenere aggiornati database di produzione e database di sviluppo. La strada qui è una sola: bisogna gestire le versioni e gli aggiornamenti del database con gli script che devono poter essere lanciati in sequenza, a partire da una certa versione di partenza del database.

Gestire un buon processo di release e deployment non è una cosa da sottovalutare: è un’attività tanto importante quanto la scrittura di un buon codice. A mio parere, anche il prodotto più piccolo merita di avere una buona gestione del processo di release, in quanto il tempo speso si ripagherà con i grattacapi in meno che avremo in futuro, durante il ciclo di vita dei vari rilasci.


VB6(2)XAML 1.0 : back to life!
VB6(2)XAML 1.0 : back to life!
19 Oct 2009 9:57
Shared by giancarlo
dedicato ai mie ex colleghi in rosso :)

E’ passato parecchio tempo dalla pubblicazione dell’ultima versione di VB6(2)XAML, il tool per la conversione delle interfacce VB6 in Windows WPF. Avendo ricevuto parecchie segnalazioni e richieste di evoluzione del tool, ho pensato fosse ora di rilasciare una nuova versione.

In questa release, completamente rifatta in Windows Presentation Foundation (no more Windows Forms!), ci sono alcune novità:

  • maggior supporto agli errori di conversione, con la pane degli errori di conversione;
  • possibilità di convertire gli UserControl (.ctl di VB6) in WPF UserControls
  • possibilità di vedere l’anteprima della conversione, sia essa una Form o uno UserControl
  • altre piccole correzioni (allineamento dei controlli, dimensioni dei font)

I punto di forza del tool è rappresentato dalla possibilità di scriversi i propri converters. Nel tool ne sono presenti alcuni per i controlli standard, ma è assolutamente possibile crearsi i propri in modo da convertire i controlli nel modo che desideriamo, aggiungendo ad esempio attributi non previsti.

Chiaramente il tool “fa i conti” con le limitazioni del buon vecchio VB6: la conversione restituisce una window con dentro un canvas ed i controlli sono posizionati in modo assoluto, ma tant’è: il layout engine di WPF, ai tempi di VB6 lo si poteva solo sognare (o lo si poteva scrivere ;-))

Al momento, il tool emette XAML compatibile con WPF, ma non con Silverlight. E’ mia intenzione rilasciare a breve una versione che includa la possibilità di scegliere se generare codice compatibile con WPF oppure con Silverlight, in modo da poter supportare entrambe le piattaforme.

Sperando che il tool possa essere di utilità per qualcuno, vi incoraggio a manifestarmi richieste, bugs, o commenti riguardanti l’uso dello strumento stesso.

Il pacchetto lo potete trovare a questo indirizzo.

English Version:

Long time passed since the last version of VB6(2)XAML tool for converting VB6 interfaces in Windows WPF.
Having received several reports and requests for changes in the tool, I thought it was time to release a new version.

In this release, completely redone in Windows Presentation Foundation (no more Windows Forms!), There are some news:

• greater support to conversion errors, with the conversion errors pane;
• support converting UserControl (. Ctl VB6) in WPF UserControls
• support previewing the conversion, be it a Form or a UserControl
• Other small fixes (alignment of controls, size of font)

The strength of the tool is that it is really an engine for converting forms, and it allows you to write your converters.
Inside the tool there are some converters for standard controls (button, Frames, textboxes...), but it is absolutely possible to build up your own in order to convert the controls that are not present in standard quiver.

Clearly the tool "fights" with the limitations of the good old VB6: the conversion returns a window containing a canvas and controls are absolutely positioned,
but the layout engine in WPF in the days of VB6 it could only be a dream (or you could write it ;-))

Currently, the tool emits XAML compatible with WPF, but not with Silverlight.
I'd like to release soon a version that includes the option to generate code compatible with WPF or Silverlight, in order to support both platforms.

Hoping that the tool could be useful for someone, I encourage you to manifest requests, bugs, or comments regarding the use of the instrument.

Here you can find the package for download.


Cost of Testing | testingReflections.com
17 Oct 2009 22:54

Comunicazione non verbale: 8 consigli per evitare una multa
Comunicazione non verbale: 8 consigli per evitare una multa
16 Oct 2009 19:48
Shared by giancarlo
da provare ;-)















Ciao,


ti è mai capitato di prendere una multa? forse si...e ti è mai
capitato di essere fermato ma poi, per qualche motivo,
riuscire ad evitarla? Bene, se ricordi tutti i post in cui
abbiamo parlato di comunicazione non verbale forse ti
sarà chiaro per quale motivo è andata così...


Personalmente ho preso molte multe, tutte e quasi
sempre per "giusta causa";-) Se anche tu ne hai prese un po'
avrai come me un grande campione di ricordi a cui pensare.
Ma quale è il comportamento non verbale più efficace da
tenere quando vieni fermato in auto? Molti ci hanno pensato
e ho deciso di darti 8 consigli per evitare le multe ;-)


Primo: evita di entrare in simmetria con la persona che
hai davanti, se conosci gli studi del M.R.I sai a cosa mi
riferisco. Significa fare a gara di "chi ha ragione", e spesso
noi italiani ci mettiamo a questionare sul fatto di avere
o meno "ragione"...anche con la polizia :-) ...


Secondo: evita di comunicare distacco restando seduto
nel veicolo... l'agente è fuori dal veicolo e restando dentro
comunichi diseguaglianza e bisogno di protezione. Meglio
"ricalcarlo" e uscire dall'auto, sempre ricordandoti di non
entrare in simmetria... soprattutto se di tuo, sei
alto 2 metri e imponente...


Terzo: controlla la postura, in natura gli animali per
sembrare più aggressivi si gonfiano e si fanno più grandi.
In questo caso devi fare l'opposto, diventare più piccolo
possibile... Questo abbassa le difese del tuo interlocutore
che ti percepisce come "innocuo"...


Quarto: come muovi le mani? Ti ho già detto quanto la
posizione della mani sia importante all'interno di una
comunicazione. La posizione migliore è quella di mostrare
i palmi delle mani, segno di accoglienza e del fatto di essere
disarmati. Evita di nascondere le mani o di indicare...


Quinto: gli scarichi di tensione. Quando sei emozionato
tendi a fare gesti di scaricano emozionale. Così se, ti fai
piccolo e mostri palmi, stai attento a come ondeggi sui
piedi... le persone tendono a saltellare da un piede all'altro
... centrati con i piedi e resta ben saldo al terreno
ricordandoti di farti piccolo.


Sesto: Ricalca. Ormai lo sai bene, imita il quello che sta
facendo ma senza esagerare. Ricorda che il ricalco funziona
di più se l'interlocutore non se ne rende conto. Altrimenti
si arrabbia ;-) Le cose più potenti da ricalcare sono la voce
(toni, velocità, ritmo, ecc.), la postura e la respirazione.
Ricalca i termini che usa di più...insomma tutto quello che
puoi e sai ricalcare ;-)


Settimo: se sai di aver commesso una infrazione ammettilo.
E mentre lo fai sminuisciti e ringrazia per avertelo fatto
notare. Ricorda che a tutti piace sapere di avere ragione,
soprattutto sul lavoro, per cui è inutile mettersi a questionare
sul fatto che era giallo o meno...dagli ragione, restando
piccolo e mostrando i palmi...


Ottavo: Se hai seguito tutti i consigli e l'agente non accenna
a desistere, chiedi! fallo con voce sommessa e con frasi
ipnotiche adattate come "...se lei ha il potere e la libertà
di lasciarmi andare
(o di chiedere un occhio) può farlo
adesso per me?
". Dagli potere anche nelle tue parole, fallo
"sentire libero di lasciarti andare" ;-)


I consigli sono terminati ma ce ne sarebbero molti altri
legati al linguaggio ipnotico e altre piccole "scorrettezze"
che si possono adottare per evitare una multa, ma non
posso mica dirtele tutte altrimenti se sei un poliziotto
alla prossima ci freghi tutti :-D In realtà se hai sbagliato
la cosa migliore è pagare... questi consigli sono per
evitare le situazioni limite...


Se sei una donna, non preoccuparti, segui i miei consigli
e sii seduttiva, alza il tono di voce rendendolo acuto e sbatti
più volte le sopracciglia ;-) se sei un uomo evita di farlo,
potresti essere preso per uno che ci sta provando ed è noto
l'atteggiamento omofobico delle forze dell'ordine ;-)))


Bene, ho tante storie che potrei raccontarti su questo, cose
avvenute anche con personaggi che frequentano il blog e
che ti farebbero morire dalla risate, ma per oggi mi fermo
qui perché voglio sapere come tu hai risolto queste
situazioni...lasciami un commento qui sotto :-)


Fammi sapere se conosci qualche trucco segreto ;-) scrivi
qui sotto... e se vuoi seguirmi tutti i giorni iscriviti ai miei
feed rss oppure seguimi dal tuo account di facebook.


a presto
Genna

Francia, a Cadarache sbucano 39 chili di plutonio. Sospesa la dismissione  per pericolo reazioni nucleari a catena
Francia, a Cadarache sbucano 39 chili di plutonio. Sospesa la dismissione per pericolo reazioni nucleari a catena
16 Oct 2009 19:26
Shared by giancarlo
non sono solo gli sviluppatori che fanno errori di stima :(

L’incidente nucleare, avvenuto nella centrale in dismissione di Cadarache, che produceva fino al 2003 carburante MOX, è stato valutato di livello 2 dal CEA, Commissario per l’energia atomica e in pratica nei depositi è stato rinvenuto molto più plutonio di quanto ne fosse stato dichiarato: 39 chili al posto di 8 chili. Com’è possibile che ci sia stato un errore così marchiano nella valutazione di un materiale così prezioso e pericoloso? La dismissione è stata sospesa perché, come spiega Jérôme Rieu direttore delle ricerche dell’ASN (Autorité de sûreté nucléaire):

Quando vi è una massa critica di materiale nucleare e vi sono determinate condizioni ambientali, si può innescare una reazione nucleare a catena. Di certo vi è che i margini di sicurezza a questo punto si sono abbassati.

Cosa è accaduto all’ Atelier de Technologie du Plutonium (ATPu) di Cadarache perché tanto materiale nucleare venisse così superficialmente stivato e dimenticato? Il plutonio è stato accumulato durante 40 anni di attività della centrale nei depositi che somigliano a dei grossi acquari e gli operatori possono manipolarlo in condizioni di sicurezza.

Ha detto Jérôme Rieu:

Per produrre MOX a partire dall’uranio e dal plutonio i lavoratori dell’ATPu usavano plutonio in polvere. Nel corso del processo alcune quantità di polvere sono restate incastrate negli interstizi dei contenitori o degli strumenti per lavorarlo. Ed è tuttavia difficile misurare tali quantità. I modelli e calcoli erano sbagliati?E’ troppo presto per saperlo, ASN ha bisogno di capire meglio quello che è successo prima di trarre qualsiasi conclusione,che potrebbe influenzare il sito di Marcoule (Gard), dove c’è una unità più moderna per la produzione di MOX .

L’ATPu, forniva carburante specialmente al mercato tedesco, era in attività dal 1961 e fu sospesa nel 2003 perché la zona si rivelò ad alto rischio sismico. Nel corso della pulizia e della dismissione di 450 contenitori di plutonio, il CEA a potuto constatare che la quantità del materiale radioattivo era nettamente superiore a quello dichiarato.

Via | Nouvelobs
Foto | Greenpeace. fr


Back from Berlin AgileTestingDays
Back from Berlin AgileTestingDays
16 Oct 2009 15:13

In questi giorni sono stato a Berlino per gli "Agile Testing Days" una conferenza dedicata al tema del testing delle applicazioni. Tra gli speaker nomi eccellenti come Mary e Tom Poppendieck, Tom Gilb, Lisa Crispin, Emanuele DelBono (:-D), Gojko Adzic e altri.
I partecipanti vanivano da varie parti del mondo: norvegia, germania, francia, svezia, corea, australia, USA, ecc.. (nessun italiano a parte noi e uno degli organizzatori) e lavorano in grandi nomi del nostro mercato: Nokia, Siemens, Samsung, Motorola ecc...
E' stato molto interessante conoscere queste persone e parlare con loro di processi, agilità, testing ecc...ma la cosa che più mi ha stupito è che per la maggior parte di loro è normale parlare di agilità, di user stories, di scrum, di TDD ecc...tutti applicano queste pratiche da tempo nello stesso modo in cui noi mangiamo la pizza. Ciò vuol dire che mentre da noi è cool usare le user story qui è da lamer non usarle e la gente si stupisce se gli diciamo che da noi i team non scrivono i test per le loro applicazioni.

Tutto questo per ribadire che sarebbe ora che anche in Italia queste pratiche venissero applicate senza scusanti del tipo "bello ma da noi non funziona", altrimenti rischiamo di rimanere piccoli artigiani di provincia in un mondo che sta davvero applicando i principi di industrializzazione e di ingegneria al software.
Non si tratta di un divario tecnologico ma di mentalità e metodologico, cosi la smetteremo di fare conferenze in cui si spiega come introdurre un processo agile in azienda per evitare l’ennesimo fallimento ma faremo conferenze per capire come migliorare il nostro processo di sviluppo per renderlo ancora più efficace.

 

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Motivazione: il bastone e la carota funzionano?
Motivazione: il bastone e la carota funzionano?
15 Oct 2009 5:00





















Ciao,


la maggior parte delle persone vede la propria motivazione
nel fare le cose legata in modo indissolubile con un premio
...ma è proprio vero? la vecchia tecnica del bastone e della
carota era già stata messa in discussione da diversi psicologi
uno fra tanti Martin Seligman (per saperne di più dai
un'occhiata qui ;-))...


In uno studio condotto da Mark R. Lepper e David Greene
della Università di Stanford in Michigan i ricercatori hanno
reclutato 51 bambini di età compresa fra i 3 e i 4 anni.
Questi "piccoli partecipanti" sono stati scelti perché erano
tutti interessati al disegno. Primo scopo dei ricercatori era
quello di vedere quali di questi bambini fosse realmente
appassionato di disegno.


Questi sono stati casualmente suddivisi
in tre gruppi:



1- Ricompensa Promessa: al primo gruppo è stato
detto esplicitamente che il disegno sarebbe stato
premiato con una medaglia d'oro e con tanto
di certificato...


2- Ricompensa a sorpresa: a questo gruppo è stato
detto che gli sarebbe stata data una ricompensa ma che
questa sarebbe stata assegnata a sorpresa, anche durante
la composizione stessa.


3- Senza ricompensa: a questi bambini non è stata
promessa alcuna ricompensa.


Ogni bambino è stato invitato a disegnare, in una stanza
separatamente (probabilmente per evitare questo effetto)
per 6 minuti. Dopo che avevano consegnato il loro disegno
gli sperimentatori potevano spiarli da uno specchio uni-
direzionale per vedere chi avrebbe continuato a disegnare.


Il gruppo Ricompensa Promessa è stato quello che ha
continuato a disegnare di meno (circa il 10%), poi si è
posizionato quello "Senza Ricompensa" (circa il 16%) e
infine il più alto di tutti è stato quello della "Ricompensa
a Sorpresa" che ha visto ben il 20% dei bambini
continuare nel "compito"...


Nella condizione "ricompensa promessa" i bambini
hanno perso la spontanea motivazione al disegno. Mentre
in entrambe le altre due condizioni questa motivazione è
rimasta. Infatti non ci sono differenza significative fra
le condizioni "senza ricompensa" e "ricompensa a
sorpresa".


Questi stessi risultati sono stati poi ottenuti anche su
campioni di adulti, e in ogni loro forma di sperimentazione
la risposta è sempre la stessa: la ricompensa programmata
diminuisce la motivazione intrinseca nel fare qualcosa...
questo è un fenomeno che ho notato molte volte nella
realtà che mi circonda.


Come sai bene svolgo un lavoro professionale che amo
e ho iniziato a farlo insieme a molti altri colleghi che come
me erano perdutamente innamorati di questo lavoro. E
molti di loro, non appena hanno iniziato a percepire uno
stipendio fisso hanno completamente perso quella forte
passione che li animava nei loro "periodi giovanili".


Per contro chi, come me, si è costruito un'attività da solo
tollerando quell'ansia del non sapere se a fine mese si
avrebbe avuto uno stipendio lauto o meno, è in costante
crescita, frequenta corsi ed è sempre aggiornato.
Chiaramente sto generalizzando, ma a me pare che
sia proprio così ;-)


E tu che cosa ne pensi? anche tu hai un'esperienza simile?
fammelo sapere, lascia un commento qui sotto. E se non
lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed rss oppure segui
il blog dal tuo account di facebook.


A presto
Genna

New CMOS Camera Will Record Your Thoughts At 1,000,000 FPS
New CMOS Camera Will Record Your Thoughts At 1,000,000 FPS
14 Oct 2009 22:19

Scientists of the Megaframe project in Europe have developed a CMOS sensor so small that it can actually go inside a neuron channel and look at the thought signals in real time. Not to mention the fact that it can do so in 1024pixels and at a photon resolution too. This means that it can actually capture snapshots of photons. While this is an achievement on its own, a huge one, the practical uses of this CMOS camera are far more exciting.

This camera can be used in a number of medical procedures to observe the human body at a level that was never possible before. It can lead to breakthroughs in DNA sequencing and push medical science to a whole new level.

The camera can actually photograph a photon on million times per second and give clearly visible photographs to the scientists who will then use it to understand things that happen in fractions of a second, like certain important chemical reactions.

This gives scientists a direct way of looking at things that are happening at a molecular level. That in turn enables them to see and understand minute things like how a particular drug is affecting our bodies.

It will have also have a decisive effect on almost all medical procedures that use visible light to scan areas. By observing reactions at molecular levels in great details, the technology will help pharmacologists to develop drugs that are better targeted and more effective. Ultimately, as a result of the enhanced understanding of DNA sequencing, we might finally achieve the goal of truly personalized drugs.

This camera would also enable scientists to study our neural structure at much greater detail, being able to actually see thoughts as they move along the neural channels as signals.

[read]

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Cagliari e Napoli sono le città che spendono di più per l'ambiente e il  territorio
Cagliari e Napoli sono le città che spendono di più per l'ambiente e il territorio
14 Oct 2009 9:50
Shared by giancarlo
...

Sono stati recentemente pubblicati i risultati di un particolare studio intitolato “I Comuni italiani 2009″, portato avanti dalla Fondazione Anci Ricerche. Lo studio, particolarmente curioso, mette in evidenza fra le altre cose, quali amministrazioni comunali d’Italia abbiano le maggiori spese per quel che riguarda l’ambiente e territorio.

I parametri monitorati per conoscere il capitolo di spesa ambientale e territoriale sono le seguenti: urbanistica, gestione del territorio, edilizia residenziale pubblica, servizio idrico integrato e smaltimento dei rifiuti. Dallo studio emerge che queste rappresentano una voce significativa dei bilanci comunali, tant’è che la loro somma è circa 1/5 annuo (valore medio fra i comuni italiani) di tutte le spese delle amministrazioni locali.

I dati, per certi versi sorprendenti, eleggono Cagliari, con 427,2 euro di spesa pro capite, come la città metropolitana (fra le prime 15 d’Italia) con la più alta spesa per l’ambiente e il territorio. A seguirla, appena dopo e con una spesa di poco inferiore, Napoli (424,2 euro) e via via più staccate seguono Bari (343,4), Torino (314,5), Palermo (288), Milano (287,6), Catania (284,7). Sotto la media nazionale dei 233,2 euro, invece, le città di Firenze (101,2) e Genova (112,6).

Il dato che porta Cagliari e Napoli in cima a questa speciale classifica non deve però trarre in inganno nel senso che avere una maggiore spesa non è sinonimo di migliori servizi o comunque migliore gestione del territorio. Solo per citare un esempio basti pensare al fatto che Cagliari è uno dei pochi Comuni in Sardegna dove ancora non si fa la raccolta differenziata, mentre la realtà di Napoli, per la questione rifiuti, è balzata negli ultimi anni agli onori della cronaca nazionale ed internazionale.

Andiamo a vedere ora il dato regionale: il primato spetta al Molise, che si attesta sui 502,4 euro pro capite, seguito dal Trentino Alto Adige con 450,4 euro, i soli due Enti che destinano una quota superiore ai 400 euro. Sono quattro le regioni che oscillano tra i 400 e 300 euro: Campania (382), Umbria (378,5), Calabria (354,7) e Sardegna (340,6).

Valori di spesa tra i più bassi, invece, quelli che si registrano nelle regioni del Nord, con in testa il Veneto (113,7 euro), superato di poco dall’Emilia Romagna (151,8) e dalla Toscana (188,5). A breve distanza anche Lombardia (191,5), Piemonte (196,7), Friuli-Venezia Giulia (218,3) e Liguria (231,2).

Via | Cittalia.it
Foto | Flickr


Sovverti la pubblicità.
Sovverti la pubblicità.
14 Oct 2009 9:41


L'adbusting o subvertising (in italiano si può tradurre con «sovvertire la pubblicità») è una forma di attivismo in cui si ribaltano i messaggi pubblicitari delle grandi corporation, lasciando intatto il layout e la grafica originale. Spiega il gruppo canadese di AdBusters (storica rivista del genere): «In questo modo riusciamo a infiltrarci nella finzione della realtà mediata e, per un momento, riveliamo una verità più profonda». Come nel caso dell'Obama-Joker: la sovrapposizione di un personaggio cinematografico sul tradizionale ritratto da prima pagina, provoca una sorta di «dissonanza cognitiva» che invita a riflettere: chi è davvero Barack Obama? Basta un banale software di fotoritocco (come il popolare Photoshop) e la capacità di innescare un meccanismo di propagazione virale sui social-network ed il gioco è fatto. In rete prendono piede forme di cultura popolare (tra cui appunto lo sberleffo di ciò che prima era considerato sacro) che fanno perdere ai politici l'aura da cui erano circondati nell'epoca dei media di massa. Non si tratta di un semplice gioco, scrive lo studioso Henry Jenkins, «una parodia politica può essere il primo passo verso un maggior impegno». Una sorta di ribellione dal basso, più o meno consapevole: per mostrare che il re è nudo. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. Fabio Giglietto, docente di Teoria dell'Informazione all'Università di Urbino, scrive: «Stiamo transitando verso l'epoca della comunicazione di massa per le masse, in cui le vecchie audience non solo fruiscono dei media, ma contribuiscono anche alla produzione. In questo momento in cui si discute tanto di concentrazione dei media e mancanza di libertà di espressione, si aprono nuove prospettive anche in Italia. Anche il semplice gesto di condividere un video su Facebook ha un impatto sull'opinione che i nostri amici si fanno delle questioni di attualità. Nel tempo queste conversazioni potrebbero diventare rilevanti quanto quelle tradizionali». (Nicola Bruno, www.totem.to)


50 Years of Space Travel In One Beautiful Solar System Map [Space]
50 Years of Space Travel In One Beautiful Solar System Map [Space]
13 Oct 2009 22:20

Most missions through space are lonely. Solitary probes arc through the solar system, charming us with their photos and data, and eventually—quietly—fade into disrepair, or out of range. But witnessed together, they form something sublime.

National Geographic has combined mankind's nearly 200 manned and unmanned exploratory space missions into one infographic. It's not nearly to scale, and it doesn't even try to follow the actual paths of the various chunks of metal we've tossed into the ether.

But the broad strokes are all here, and they're fascinating: Of the dozens and dozens of probes launched in the last 50 years, precious few have made it past the asteroid belt; a handful have been tossed into the face of the sun; and just the luckiest, boldest pieces of hardware have been jettisoned into the outer reaches of our solar system.

NatGeo's got an interactive scrollable map here, but honestly, I'd skip straight to the poster-sized version on Flickr. [NatGeo via i09]




The 10 Biggest Misconceptions We Learn In School
The 10 Biggest Misconceptions We Learn In School
13 Oct 2009 14:00

I do some teaching, and my kids are constantly turning in essays with tragically inaccurate examples, like “When Thomas Edison invented the light bulb…” or “Even Einstein got bad grades in school…” which society has for some reason decided to convince them are true. Actually, my kids are turning in examples more like “When Edison invented the atomic bomb…” or “When Ben Franklin signed the Magna Carta…” but that’s mostly just a function of my kids being morons.

Anyway, yes, I said inaccurate, because those two statements – and many more like them – are classic instances of egregious common misconceptions. I’ll admit: before I started looking into it, I thought these were true, too. So in an effort to straighten things out – and also get to make fun of history – here comes the truth about 10 of the most widely believed misconceptions out there.

1. Einstein got bad grades in school

Um… have you heard about this guy Einstein? Famous physicist? Relativity and all that? A genius, even? I’m pretty sure little Albert could handle his business in 4th grade arithmetic. Yes, contrary to popular belief, Einstein was a top student in elementary school, getting mostly “4″s (on the German grading scale of 1-4), which idiot Americans later assumed, backwardly, were “D”s. The idea stuck because everybody loves the idea that their poor student can go on to great things. Sorry, parents, Einstein was teaching himself calculus at age 12. Your little lip-twiddling retard will be working at Hardee’s.

2. Mice like cheese

Why would mice like cheese? Processed cow milk is not exactly available to them in their natural habitat, is it? No, mice MUCH prefer peanut butter, breakfast cereals, and other things similar to the grains and seeds they’ve gotten used to over millions of years of evolution. In fact, some mice are even lactose intolerant and will die if they eat cheese. In short: f–k you, Tom and Jerry.

3. Napoleon was short

Nope. Napoloean was 5′7″, average height for a Frenchmen of the time. I don’t think he was particularly angry either, though we seem to have no trouble citing him as both the paragon and origin of the “short man’s syndrome” so common at New Jersey nightclubs. The confusion came from the difference between the British inch and the French ‘pouce’, which was longer, and made Brits think Napolean was only around 5′3″, a misconception which British propaganda was only happy to propagate.

4. Thomas Edison Invented the Light Bulb

Edison was a smart mother f–ker, but he didn’t invent the light bulb – somebody else had already done that by the time he started fiddling with the idea. Edison did, however, invent the first light bulb that actually worked well, at the same time as another guy, Joseph Swan. Edison got to be famous for it though, because he beat Swan in ro-sham-bo, and then bitch-slapped him.

5. Lemmings Throw Themselves Over Cliffs

What, are lemmings retarded? Yes, mass suicide sounds like a wonderful evolutionary trait to have built into your species to ensure its survival. Lemmings do no such thing, except occasionally when they’re drunk at bachelor parties. This great misconception was perpetrated by none other than Disney, who, in all their evil, decided their early nature film “White Wilderness” would be much more awesome if it showed a bunch of rodents flinging themselves off cliffs. They were correct, of course, but that doesn’t make this “phenomenon” any less B.S.

6. Water Flushes Differently in Different Hemispheres

Toilet water doesn’t flush a specific direction depending on what hemisphere you’re in. Water flushes the same way, unless you’re in the middle of certain huge hurricanes, or if you crank it really hard with a dingy oar like we used to with our toilet water back in Minnesota.

7. Humans Evolved From Apes

Neither Charles Darwin nor any reputable evolutionist ever said that humans evolved from chimpanzees or gorillas or any other ape alive today (and certainly not those angry monkeys with those blue asses. They simply claim that monkeys and humans both evolved from a common ancestor that died out millions of years ago. You know, some sort of primitive monkey-caveman creature that had some smart babies that eventually became human, and some dumb-ass babies that eventually became apes.

8. Vikings Had Horns

This one hurts me ’specially. Actually, the title should read “Vikings Wore Helmets With Horns,” unless you think Vikings’ skulls actually had horns protruding from them, which I wish to sweet Odin was the case. But in any event, no, even Viking headwear didn’t sport horns – not a single Viking helmet has ever been found with anything jutting out of it. Besides awesomeness, of course.

9. Columbus believed the Earth was flat

People have suspected that the Earth might be round since as early as Eratosthenes in 240 B.C. – it was mostly just a bunch of dogmatic nut-jobs who continued to insist that the Earth was a birdbath you could fall off of if you sailed too close to the edge. So by the time Columbus rolled around in 1492, pretty much everybody knew they were dealing with a sphere, Chris included. He did get a little confused about the size of the sphere, though, which is why he thought the Caribbean was India, leading to the whole dot vs. feather issue today.

10. Different parts of the tongue detect different tastes.

What, your elementary school health class lied to you? Turns out, taste buds on all parts of your tongue can detect all different tastes, though there are slightly increased sensitivities in different areas for some people. Want proof? Try dipping the dip of your tongue into some coffee grounds and see if you can taste the bitter. As my great uncle Ralph, who lost half his tongue in ‘Nam, used to say, “Hrm rmrng rmhrm mrhng!”, which translates to “I don’t need the front half of my tongue to taste your aunt Gladys’s sweet ass!”

Props to Wikipedia, Encarta and Listverse for straightening these out for me.


The Pomodoro Technique Fights Deadline Anxiety with a Timer  [Procrastination]
The Pomodoro Technique Fights Deadline Anxiety with a Timer [Procrastination]
13 Oct 2009 10:21
Shared by giancarlo
Complimenti a Francesco... anche la recensione su lifeHacker!!!

We've known for some time that setting a timer and working in dashes can get help procrastinators jump past those imposing first steps. The Pomodoro Technique takes that further, offering a cyclical system aimed to beat deadline-related anxiety.

Francesco Cirillo crafted the Pomodoro Technique in 1992, as a personal system to get more studying done. He tweaked it a bit and now offers a book, available as a free PDF download or as a traditional bound purchase, that explains it a bit further. Cirillo, however, doesn't bury the basic strategy in his book, but offers it up freely:

  1. Choose a task to be accomplished
  2. Set the Pomodoro to 25 minutes (the Pomodoro is the timer)
  3. Work on the task until the Pomodoro rings, then put a check on your sheet of paper
  4. Take a short break (5 minutes is OK)
  5. Every 4 Pomodoros take a longer break



As you might imagine, that basic algorithm gets refined and explained a bit more in the book, and at the web site. Want to try it out, but lack a cute tomato-shaped timer? The free Focus Booster App is a Pomodoro-centered timer app, available as a free webapp or Adobe Air download, to help you time and manage your own "Pomodoros."

Been a fan of Cirillo's technique for some time already? Got your own similar dash-centered system? Tell us about it in the comments.

The Pomodoro Technique [via Web Worker Daily]


Sardegna: ancora polemica sull'eolico. Questa volta l'impatto ambientale è sui nuraghi
Sardegna: ancora polemica sull'eolico. Questa volta l'impatto ambientale è sui nuraghi
12 Oct 2009 12:00

La polemica sull’eolico in Sardegna sembra proprio non volersi placare. Proprio qualche giorno fa parlammo a proposito delle proteste relative alla costruzione di un parco eolico off shore nella zona di Is Arenas, un’importantissima meta turistica nonché di alto valore ambientale.

Questa volta invece a finire nell’occhio del ciclone è l’area che comprende i Comuni di Portoscuso e Gonnesa, dove l’azienda Portovesme Srl ha presentato nei giorni scorsi un progetto definitivo per la costruzione di un impianto eolico costituito da 26 aerogeneratori. Sembrerebbe una storia come tante altre se non fosse che l’ubicazione del parco, stando alle intenzioni progettuali, ricade in una zona archeologica di grande interesse.

Alcuni aerogeneratori infatti dovrebbero essere sistemati a ridosso della zona Punta Maiorchina ovvero a meno di 100 metri dai nuraghi Seruci e Murru Moi. L’ubicazione del parco, fanno sapere le amministrazioni locali, è obiettivamente troppo vicina ai resti dell’importantissima civiltà nuragica del luogo. Contestualmente all’approvazione del progetto, partono inoltre le polemiche per un’operazione che sarebbe sembrata sin dai primi momenti poco trasparente sia per la scelta dell’area che per la sistemazione degli aerogeneratori.

I sindaci delle amministrazioni comunali tengono comunque a sottolineare come siano disponibili a favorire gli insediamenti di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma non con questa soluzione auspicata. Il nostro parere favorevole alle tecnologie verdi, continuano i primi cittadini comunali, non può essere però confuso con quanto si vuole costruire in quest’area e quindi faremo di tutto per impedire che queste torri metalliche siano installate in questa zona.

La nostra disponibilità a favorire la Portovesme Srl non significa che si debbano precludere altri sviluppi economici e culturali del nostro territorio. Non bisogna concepire, fanno infine sapere le amministrazioni, un’area archeologica limitata semplicemente al cerchietto in cui è localizzato il nuraghe, perché la valle nuragica è in realtà tanto vasta che diventa improponibile sistemare gli aerogeneratori in quella zona.

Sarebbe bene, concludono i sindaci, che l’azienda Portovesme Srl scegliesse zone lontane dall’area dove hanno vissuto per millenni i nostri antenati. Intanto è già arrivata da parte della Regione Sardegna la solidarietà per i Comuni interessati alla questione. Basterà questo a far conciliare gli aspetti economici e di sviluppo di un’importante azienda isolana con quelli sociali, culturali ed ambientali di due piccole comunità locali?

Via | Regione.sardegna.it
Foto | Flickr


Sysinternals Disk2vhd helps migrate physical desktops to virtual machines
Sysinternals Disk2vhd helps migrate physical desktops to virtual machines
8 Oct 2009 15:00

Filed under: , , ,


One day, Sysinternals will probably run out of ideas and stop releasing incredibly useful free apps for Windows administrators and technicians. That day isn't today, though.

Just released on TechNet is Disk2vhd, which is designed to create .vhd image files from physical hard drives. Like many other Sysinternals apps, Disk2vhd is tiny, free, and fully portable. It's also available on live.sysinternals.com so you can run it right over the internet should you forget your trusty flash drive at an inopportune time.

The tool is dead simple to use: launch the executable, browse for a destination, choose which physical drive you want to image, and click create. Disk2vhd creates a snapshot that you can then mount in Virtual PC or HyperV, or as a virtual hard drive on a Windows 7 system.

Disk2vhd is compatible with Windows XP SP2 or newer. One word of warning: images over 127GB are not bootable in Virtual PC, so keep under the limit if that happens to be in your plans.

Sysinternals Disk2vhd helps migrate physical desktops to virtual machines originally appeared on Download Squad on Thu, 08 Oct 2009 08:00:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

Read | Permalink | Email this | Comments



Sponsored Topics: Windows 7 - Windows XP - Microsoft - Microsoft Windows - Virtual machine

Tests: a Glossary
Tests: a Glossary
6 Oct 2009 22:34


Developer tests:
Unit tests : Isolated, atomic, innocuous: exercised with xUnit often  in combination with mocks objects
=> useful to improve code quality with continuous design

Integration tests
:
Isolated tests that might change the state of the system, i.e: saving into database, writing file... An integration test does not represent a functional requirement as is. Can be written for xUnit. They check the integration of our code with a third party tool or with the different layers of our own code, i.e: the business logic layer requires the data access layer
=> useful to reduce the number of bugs per LOC


Functional tests: (also known as System tests)
A test that excercises part of the system as a whole, some functional requirement. It might change the status of the system.  Can be written with FitNess.
=> useful to reduce the number of bugs per LOC

Product Owner tests
:
Acceptance tests: Functional tests which input and output can be validated by a non-technical person, the product owner.  Can be written with FitNess.
=> useful to specify requirements



Source:
Categorizing Tests





2 more definitions:


Characterization tests:
A test written to document the current behavior of a piece of software and preserve it as you change its code. Commonly used before changing legacy code.  Read Working Effectively with Legacy Code  By Michael C. Feathers.


Exploratory Testing:
Exploratory testing is simultaneous learning, test design, and test execution. Commonly used in Agile teams to learn quickly 3rd party library/components/external systems. Read Exploratory Testing Explained, James Bach





Finally some terms from unit testing:


Test Double as the generic term for any kind of pretend object used in place of a real object for testing purposes:
- Stubs provide canned answers to calls made during the test, usually not responding at all to anything outside what's programmed in for the test. Stubs may also record information about calls, such as an email gateway stub that remembers the messages it 'sent', or maybe only how many messages it 'sent'.
- Mocks objects pre-programmed with expectations which form a specification of the calls they are expected to receive.
- Dummy objects are passed around but never actually used. Usually they are just used to fill parameter lists.
- Fake objects actually have working implementations, but usually take some shortcut which makes them not suitable for production (an in memory database is a good example).

Classical TDD style is to use real objects if possible and a double if it's awkward to use the real thing. So a classical TDDer would use a real warehouse and a double for the mail service. The kind of double doesn't really matter that much.

Vs

Mockist TDD practitioner, however, will always use a mock for any object with interesting behavior. In this case for both the warehouse and the mail service.


Source
: Mocks Aren't Stubs, Martin Fowler





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Powermat.com | Powermat Wireless Charging
6 Oct 2009 11:51
Shared by giancarlo
interessante Introducing Powermat... A revolutionary new way to wirelessly charge all your favorite devices from one power source without the tangled mess of wires. Lose the cords with Powermat.

Mastering CSS Coding: Getting Started
Mastering CSS Coding: Getting Started
5 Oct 2009 16:16

  

astering CSS Coding: Getting Started (via @smashingmag) -

CSS has become the standard for building websites in today’s industry. Whether you are a hardcore developer or designer, you should be familiar with it. CSS is the bridge between programming and design, and any Web professional must have some general knowledge of it. If you are getting your feet wet with CSS, this is the perfect time to fire up your favorite text editor and follow along in this tutorial as we cover the most common and practical uses of CSS.

Overview: What We Will Cover Today

We’ll start with what you could call the fundamental properties and capabilities of CSS, ones that we commonly use to build CSS-based websites:

  1. Padding vs. margin
  2. Floats
  3. Center alignment
  4. Ordered vs. unordered lists
  5. Styling headings
  6. Overflow
  7. Position

Once you are comfortable with the basics, we will kick it up a notch with some neat tricks to build your CSS website from scratch and make some enhancements to it.

  1. Background images
  2. Image enhancement
  3. PSD to XHTML

1. Padding vs. Margin

Most beginners get padding and margins mixed up and use them incorrectly. Practices such as using the height to create padding or margins also lead to bugs and inconsistencies. Understanding padding and margins is fundamental to using CSS.

What Is Padding and Margin?

Padding is the inner space of an element, and margin is the outer space of an element.

The difference becomes clear once you apply backgrounds and borders to an element. Unlike padding, margins are not covered by either the background or border because they are the space outside of the actual element.

Take a look at the visual below:


Margin and padding values are set clockwise, starting from the top.

Practical example: Here is an

heading between two paragraphs. As you can see, the margin creates white space between the paragraphs, and the padding (where you see the background gray color) gives it some breathing room.

Margin and Padding Values

In the above example of the heading, the values for the margin and padding would be:

margin: 15px 0 15px 0; padding: 15px 15px 15px 15px;

To optimize this line of code further, we use an optimization technique called “shorthand,” which cuts down on repetitive code. Applying the shorthand technique would slim the code down to this:

margin: 15px 0; /*--top and bottom = 15px | right and left = 0 --*/ padding: 15px; /*--top, right, bottom and left = 15px --*/

Here is what the complete CSS would look like for this heading:

h2 { background: #f0f0f0; border: 1px solid #ddd; margin: 15px 0; padding: 15px; } Quick Tip

Keep in mind that padding adds to the total width of your element. For example, if you had specified that the element should be 100 pixels wide, and you had a left and right padding of 10 pixels, then you would end up with 120 pixels in total.

100px (content) + 10px (left padding) + 10px (right padding) = 120px (total width of element)

Margin, however, expands the box model but does not directly affect the element itself. This tip is especially handy when lining up columns in a layout!

Additional resources:

2. Floats

Floats are a fundamental element in building CSS-based websites and can be used to align images and build layouts and columns. If you recall how to align elements left and right in HTML, floating works in a similar way.

According to HTML Dog, the float property “specifies whether a fixed-width box should float, shifting it to the right or left, with surrounding content flowing around it.”

The float: left value aligns elements to the left and can also be used as a solid container to create layouts and columns. Let’s look at a practical situation in which you can use float: left.

The float: right value aligns elements to the right, with surrounding elements flowing to the left.

Quick tip: Because block elements typically span 100% of their parent container’s width, floating an element to the right knocks it down to the next line. This also applies to plain text that runs next to it because the floated element cannot squeeze in the same line.

You can correct this issue in one of two ways:

  1. Reverse the order of the HTML markup so that you call the floated element first, and the neighboring element second.
  2. Specify an exact width for the neighboring element so that when the two elements sit side by side, their combined width is less than or equal to the width of their parent container.

Internet Explorer 6 (IE6) has been known to double a floated element’s margin. So, what you originally specified as a 5-pixel margin becomes 10 pixels in IE6.

A simple trick to get around this bug is to add display: inline to your floated element, like so:

.floated_element { float: left; width: 200px; margin: 5px; display: inline; /*--IE6 workaround--*/ }

Additional resources:

3. Center Alignment

The days of using the HTML tag are long gone. Let’s look at the various ways of center-aligning an element.

Horizontal Alignment

You can horizontally align text elements using the text-align property. This is quite simple to do, but keep in mind when center-aligning inline elements that you must add display: block. This allows the browser to determine the boundaries on which to base its alignment of your element.

.center { text-align: center; display: block; /*--For inline elements only--*/ }

To horizontally align non-textual elements, use the margin property.

The W3C says, “If both margin-left and margin-right are auto, their used values are equal. This horizontally centers the element with respect to the edges of the containing block.”

Horizontal alignment can be achieved, then, by setting the left and right margins to auto. This is an ideal method of horizontally aligning non-text-based elements; for example, layouts and images. But when center-aligning a layout or element without a specified width, you must specify a width in order for this to work.

To center-align a layout:

.layout_container { margin: 0 auto; width: 960px; }

To center-align an image:

img.center { margin: 0 auto; display: block; /*--Since IMG is an inline element--*/ } Vertical Alignment

You can vertically align text-based elements using the line-height property, which specifies the amount of vertical space between lines of text. This is ideal for vertically aligning headings and other text-based elements. Simply match the line-height with the height of the element.

h1 { font-size: 3em; height: 100px; line-height: 100px; }

To vertically align non-textual elements, use absolute positioning.

The trick with this technique is that you must specify the exact height and width of the centered element.

With the position: absolute property, an element is positioned according to its base position (0,0: the top-left corner). In the image below, the red point indicates the 0,0 base of the element, before a negative margin is applied.

By applying negative top and left margins, we can now perfectly align this element both vertically and horizontally.

Here is the complete CSS for horizontal and vertical alignment:

.vertical { width: 600px; /*--Specify Width--*/ height: 300px; /*--Specify Height--*/ position: absolute; /*--Set positioning to absolute--*/ top: 50%; /*--Set top coordinate to 50%--*/ left: 50%; /*--Set left coordinate to 50%--*/ margin: -150px 0 0 -300px; /*--Set negative top/left margin--*/ }

Related articles:

4. Ordered vs. Unordered Lists

An ordered list,

    , is a list whose items are marked with numbers.

    An unordered list,

      , is a list whose items are marked with bullets.

      By default, both of these list item styles are plain and simple. But with the help of CSS, you can easily customize them.

      To keep the code semantic, lists should be used only for content that is itemized in a list-like fashion. But they can be extended to create multiple columns and navigation menus.

      Customizing Unordered Lists

      Plain bullets are dull and may not draw enough attention to the content they accompany. You can fix this with a simple yet effective technique: remove the default bullets and apply a background image to each list item.

      Here is the CSS for custom bullets:

      ul.product_checklist { list-style: none; /*--Takes out the default bullets--*/ margin: 0; padding: 0; } ul.product_checklist li { padding: 5px 5px 5px 25px; /*--Adds padding around each item--*/ margin: 0; background: url(icon_checklist.gif) no-repeat left center; /*--Adds a bullet icon as a background image--*/ }

      Resources for list items:

      Using Unordered Lists for Navigation

      Most CSS-based navigation menus are now built as lists. Here is a breakdown of how to turn an ordinary list into a horizontal navigation menu.

      HTML: begin with a simple unordered list, with links for each list item.

      CSS: we remove the default bullets (as we did when we made custom bullets) by specifying list-style: none. Then, we float each list item to the left so that the navigation menu appears horizontal, flowing from left to right.

      ul#topnav { list-style: none; float: left; width: 960px; margin: 0; padding: 0; background: #f0f0f0; border: 1px solid #ddd; } ul#topnav li { float: left; margin: 0; padding: 0; border-right: 1px solid #ddd; } ul#topnav li a { float: left; display: block; padding: 10px; color: #333; text-decoration: none; } ul#topnav li a:hover { background: #fff; }

      Additional resources:

      5. Styling Headings

      The heading HTML tag is important for SEO. But regular headings can look dull. Why not spice them up with CSS and enjoy the best of both worlds?

      Once you have the main styling properties set for your headings, you can now nest inline elements to target specific text for extra styling.

      Your HTML would look like this:

      CSS Back to Basics Tips, Tricks, & Practical Uses of CSS

      And your CSS would look like this:

      h1 { font: normal 5.2em Georgia, "Times New Roman", Times, serif; margin: 0 0 20px; padding: 10px 0; font-weight: normal; text-align: center; text-shadow: 1px 1px 1px #ccc; /*--Not supported by IE--*/ } h1 span { color: #cc0000; font-weight: bold; } h1 small { font-size: 0.35em; text-transform: uppercase; color: #999; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; text-shadow: none; display: block; /*--Keeps the small tag on its own line--*/ }

      Additional typography-related resources:

      6. Overflow

      The overflow property can be used in various ways and is one of the most useful properties in the CSS arsenal.

      What Is Overflow?

      According to W3Schools.com, “the overflow property specifies what happens if content overflows an element’s box.”

      Take a look at the following examples to see how this works.

      Visually, overflow: auto looks like an iframe but is much more useful and SEO-friendly. It automatically adds a scroll bar (horizontal, vertical or both) when the content within an element exceeds the element’s box or boundary.

      The overflow: scroll property works the same but forces a scroll bar to appear regardless of whether or not the content exceeds the element’s boundary.

      And the overflow: hidden property masks or hides an element’s content if it exceeds the element’s boundary.

      Quick tip: have you ever had a parent element that did not fully wrap around its child element? You can fix this by making the parent container a floated element.

      In some cases, though, floating left or right is not a workable solution — for example, if you want to center-align the container or do not want to specify an exact width. In this case, use overflow: hidden on your parent container to completely wrap any floated child elements within it.

      Additional resources:

      7. Position

      Positioning (relative, absolute and fixed) is one of the most powerful properties in CSS. It allows you to position an element using exact coordinates, giving you the freedom and creativity to design out of the box.

      You have to do three basic things when using positioning:

      1. Set the coordinates (i.e. define the positioning of the x and y coordinates).
      2. Choose the right value for the situation: relative, absolute, fixed or static.
      3. Set a value for the z-index property: to layer elements (optional).

      With position: relative, an element is placed in its natural position. For example, if a relatively positioned element sits to the left of an image, setting the top and left coordinates to 10px would move the element just 10 pixels from the top and 10 pixels from the left of that exact spot.

      Relative positioning is also commonly used to define the new point of origin (the x and y coordinates) of absolutely positioned nested elements. By default, the base position of every element is the top-left corner (0,0) of the browser’s view port. When you give an element relative positioning, then the base position of any child elements with absolute positioning will be positioned relative to their parent element — i.e. 0,0 is now the top-left corner of the parent element, not the browser’s view port.

      An element with a value of position: absolute can be placed anywhere using x and y coordinates. By default, its base position (0,0) is the top-left corner of the browser’s view port. It ignores all natural flow rules and is not affected by surrounding elements.

      The base position of an element with a position: fixed value is also the top-left corner of the browser’s view port. The difference with fixed positioning is that the element will be fixed to its location and remain in view even when the user scrolls up or down.

      The z-index property specifies the stack order of an element. The higher the value, the higher the element will appear.

      Think of z-index stacking as layering. Check out the image below for an example:

      Additional resources:

      Adding Flavor With CSS

      Now that you understand the basics, step up your game by adding a bit of flavor to your CSS. Below are some common techniques for enhancing and polishing your layout and images. We’ll also challenge you to create your own website from scratch using pure CSS.

      9. Background Images

      Background images come in handy for many visual effects. Whether you add a repeating background image to cover a large area or add stylish icons to your navigation, the property makes your page come to life.

      Note, though, that the default print setting excludes the background property. When creating printable pages, be mindful of which elements have background images and include image tags.

      Using Large Backgrounds

      With monitor sizes getting bigger and bigger, large background images for websites have become quite popular.

      Check out this detailed tutorial by Nick La of WebDesigner Wall on how to achieve this effect:

      Also be sure to read the article on Webdesigner Depot about the “Do’s and Don’ts of Large Website Backgrounds.”

      Text Replacement

      You may be aware that not all standard browsers yet support custom fonts embedded on a website. But you can replace text with an image in various ways. One rather simple technique is to use the text-indent property.

      Most commonly seen with headings, this technique replaces structured HTML text with an image.

      h1 { background: url(home_h1.gif) no-repeat; text-indent: -99999px; }

      You may sometimes need to specify a width and height (as well as display: block if the element is inline).

      .replacethis { background: url(home_h1.gif) no-repeat; text-indent: -99999px; width: 100%; height: 60px; display: block; /*--Needed only for inline elements--*/ }

      Articles on text replacement:

      CSS Sprites

      CSS Sprites is a technique in which you use background positioning to show only a small area of a larger single background image (the larger image being actually multiple images laid out in a grid and merged into one file).

      CSS Sprites are commonly used with icons and the hover and active states of images that have replaced links and navigation items.

      Why use CSS Sprites? CSS Sprites save loading time and cut down on CSS and and HTTP requests. To learn more about CSS Sprites, check out the resources below!

      Articles on CSS Sprites:

      10. Image Enhancement

      You can style images with CSS in various ways, and some designers have made a lot of effort to create very stylish image templates.

      One simple trick is the double-border technique, which does not require any additional images and is pure CSS.

      Your HTML would look like this:

      And your CSS would look like this:

      img.double_border { border: 1px solid #bbb; padding: 5px; /*Inner border size*/ background: #ddd; /*Inner border color*/ }

      Nick La of WebDesigner Wall has a great tutorial on clever tricks to enhance your images. Do check it out!

      11. PSD to HTML

      Now that you have learned the fundamentals of CSS, it’s time to test your skill and build your own website from scratch! Below are some hand-picked tutorials from the best of the Web.

      Conclusion

      Developing a strong foundation early on is critical to mastering CSS. Given how fast Web technology advances, there is no better time than now to get up to speed on the latest standards and trends.

      Hopefully, the techniques we’ve covered here will give you a head start on becoming the ultimate CSS ninja. Good luck, stay hungry and keep learning!

      (al)

      © Soh Tanaka for Smashing Magazine, 2009. | Permalink | 151 comments | Add to del.icio.us | Digg this | Stumble on StumbleUpon! | Tweet it! | Submit to Reddit | Forum Smashing Magazine
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Barrelfish OS, un sistema operativo open source da Microsoft
Barrelfish OS, un sistema operativo open source da Microsoft
5 Oct 2009 11:00


Avete sempre pensato che Microsoft non avrebbe mai rilasciato un sistema operativo sotto licenza open source? Qualcosa è cambiato.

Non si tratta ovviamente di Windows, ma di Barrelfish OS un nuovo sistema operativo sperimentale rilasciato sotto licenza BSD e sviluppato in collaborazione con l’università di Zurigo a partire dal 2007.

Lo scopo del progetto è quello di testare nuove funzionalità ed idee per il futuro. In Barrelfish ogni core del sistema ha un suo kernel e non si usa la memoria condivisa come nei sistemi operativi che si utilizzano normalmente.

I vari kernel del sistema comunicano e si coordinano sfruttando il passaggio dei messaggi con molti vantaggi secondo Timothy Roscoe il professore dell’università che lavora a questo progetto.

Per chi fosse interessato ad ulteriori informazioni può consultare le FAQ oppure scaricare direttamente il codice.

Via | Barrelfish


Bad habits: non avere un (buon) processo di release e deployment
Bad habits: non avere un (buon) processo di release e deployment
4 Oct 2009 18:48

Alle volte resto sconcertato: la maggior parte delle persone pensa che l’unica cosa importante per fornire il classico “programmino” ad un cliente sia scriverlo. Non mi stancherò mai di ripeterlo: il nostro obiettivo in qualità di sviluppatori è CONSEGNARE il software e non solamente scriverlo. Ecco perchè il processo di release/deploy di un software è di estrema importanza per la qualità e la gestione del ciclo di vita del software stesso.

Inoltre, non si deve mai dimenticare che il processo di rilascio di un software deve essere ripetibile, ovvero non devo ogni volta impazzire dietro a mille variabili per rilasciare la nuova versione del programma al mio cliente. Alcuni degli errori/cattive abitudini nel rilascio di un software possono essere annoverate tra:

  • Cattiva gestione (o addirittura non gestione) del versioning: se non gestiamo il versioning, non sapremo mai che versione del software sta usando il nostro cliente, con il risultato che se ci riporta un baco, non sapremo mai se l’abbiamo già risolto
  • Impiego di un controllo del codice sorgente “fatto in casa” (tipo zip dei file di progetto, per intenderci): questo è piuttosto grave, in quanto non riusciamo ad avere una traccia delle precedenti versioni del progetto, nè possiamo “ripristinare” una precedente versione per simulare un bug riscontrato in sede dal cliente
  • Scarsa (o addirittura nulla, sigh!) documentazione dei prerequisiti per far funzionare il software: avete promesso un software fighissimo, lo sviluppate su XP, quando lo consegnate venite a sapere che il cliente impiega Vista e, per qualche “leggerezza” (leggi bad habit) di programmazione, su Vista il tutto non funziona.
  • Assenza di un qualsivoglia file/documento/vademecum/aiuto per l’installazione e la configurazione: alle volte non saremo noi ad installare il software, ma qualcun altro. In questi casi, ma anche se saremo sempre noi a farlo, perchè fra tre mesi mi sarò dimenticato a cosa serve il campo XYZ nel file web.config che DOVEVA assumere il valore 345, è bene produrre e tenere aggiornato un documento che illustri con sufficiente dettaglio cosa si deve fare per installare correttamente il software
  • Assenza di un ambiente di test per il deployment: questa “bad habit” è piuttosto comune ed è la causa del famoso “baco pigliatutto”: “ma da me funziona!” (macchina dello sviluppatore). I veri problemi di deployment emergono in fase di deployment. Punto. Quindi bisogna simularla, esattamente come si farebbe con un qualunque altro test.
  • Gestione errata o assente dell’aggiornamento del database (se il software ne impiega uno, ovviamente). Questo è uno dei tasti più dolenti, in quanto è veramente un grosso lavoro mantenere aggiornati gli script di allineamento del database. Del resto ho visto troppe volte cose VERAMENTE brutte fatte per mantenere aggiornati database di produzione e database di sviluppo. La strada qui è una sola: bisogna gestire le versioni e gli aggiornamenti del database con gli script che devono poter essere lanciati in sequenza, a partire da una certa versione di partenza del database.

Gestire un buon processo di release e deployment non è una cosa da sottovalutare: è un’attività tanto importante quanto la scrittura di un buon codice. A mio parere, anche il prodotto più piccolo merita di avere una buona gestione del processo di release, in quanto il tempo speso si ripagherà con i grattacapi in meno che avremo in futuro, durante il ciclo di vita dei vari rilasci.


Pointofix Presentation Software
Pointofix Presentation Software
1 Oct 2009 14:11
Shared by giancarlo
per chi ha necessità di annotare sullo schermo durante le presentazioni

Not every software program that is used in presentations supports onscreen aids to visualize or highlight key areas. Microsoft PowerPoint and a few others do but what if Firefox, Internet Explorer or a desktop software are used in the presentation?

That’s where Pointofix comes into play. The portable software program provides access to onscreen tools that can aid during presentations. It will display a small always on top window with a start button. A click on that button will display the controls of the presentation software that can be used to paint various forms, symbols and colors on the screen.

The program should work with every software program as long as it is not been started in full screen (games for example are not working but a maximized Internet Explorer window is). Available onscreen presentation tools include drawing arrows, lines, rectangles and other objects on the screen. It is furthermore possible to add checkmarks and text, change the color of the onscreen items and magnify or zoom to highlight key areas further.

Pointofix is a German software. International users need to download the language pack that is offered on the website of the developers. This language pack will change the interface language from German to other languages such as English, French, Chinese, Japanese, Italian, Polish, Dutch, Hungarian or Swedish. All that needs to be done is to rename the desired language file to pointofix_translation.ini and move it into the directory of the presentation software.

Pointofix is compatible with most Windows operating system. The software is also provided with an installer for users who prefer to install their software programs.

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Side-effects from placebos can be drug specific
Side-effects from placebos can be drug specific
30 Sep 2009 10:00

A fascinating study just published in the medical journal Pain examined the side-effects reported by patients taking placebos in clinical trials to test migraine drugs. It found that side-effects from placebo were almost as common as from the actual drug, but most interestingly, were specific to side-effects you would expected from the comparison medication.

In other words, the side-effects you get from a sugar pill in a study on anticonvulsant drugs closely resemble side-effects you get from anticonvulsants and are different from the side-effects you get from a sugar pill in a study on pain killers, which more closely resemble pain killer side-effects.

The researchers, led by neuroscientist Martina Amanzio, looked at trials for three type of migraine drugs: NSAIDs (like aspirin), triptans that work on the serotonin system, and anticonvulsant drugs more often used to treat epilepsy.

Side-effects from placebo are known as the nocebo effect and just the combined list of side-effects from the placebo groups in this study is surprising enough:

abdominal pain, anorexia or/and weight loss, attention difficulties, burning or/and flushing, chest discomfort, chills, diarrhea, dizziness, dry mouth, dyspepsia, fatigue, heaviness, injection side reaction, insomnia, language difficulties, memory difficulties, nasal signs and symptoms, nausea, numbness, paresthesia or/and tingling, pharyngitis, somnolence or/and drowsiness, stinging or/and pressure sensation, taste disturbance, tinnitus, upper respiratory tract infection, vomiting, weakness

It turns out that when placebo was being compared to an anticonvulsant, side-effects more common in these drugs - like fatigue, reduced appetite, sleepiness and tingling sensations - were more common in the placebo. In contrast, stomach upsets and dry mouth were more common in the placebo group when the comparison was with NSAID painkillers, which more often cause these symptoms themselves.

One explanation may be that before taking part in a clinical trial, patients are informed of the possible side-effects that the active drug may cause, regardless of whether they are going to be given placebo or the actual medication.

Information on the possible side-effects will be specific to the real medication, and, as we know that expectation plays a big part in the placebo effect, it is probably also shaping the nocebo effect and leading to the production of symptoms through expectancy.


Link to PubMed entry for study.


Volery Custom Software Installer Invites
Volery Custom Software Installer Invites
29 Sep 2009 23:11

We have seen a few tries at creating one installer that would allow a user to install multiple popular software programs at once. Most of these programs were taken down after a while due to legal issues that some software developers had with the way their software was distributed. The new service Volery tries a slightly different approach. Instead of offering an installer that comes with all the software already included it offers to create a customizable installer at the Volery website.

The customization is as easy as it can get. All the user needs to do is to pick the programs that should be included in the installer. This installer can then be downloaded to the local computer system. The installer itself has always the same size of 159 Kilobytes. It currently contains the names of all programs that get installed. The developers should probably rethink that naming convention as long names can cause all kind of difficulties on some systems (next to looking confusing and slightly spammy).

The installer will then start downloading the programs which means that an Internet connection is required. The programs are then installed one by one on the local computer system. The benefit of this approach is that users can customize programs that they want to install. Silent installs are used and all the usual add-ons like toolbars or other questionable content is not installed in the process.

The service is currently in private beta which means that only beta participants can try it out. The amount of applications that are currently offered are limited but the developer’s promise to add additional programs to the service in the near future. Users who want to try the service can try a temporary account by signing up for the service at this url (99 invites remaining). It should be noted that the accounts and the installers will stop working in a week’s time.

It would have been nicer if beta users were allowed to continue using the service. This severely limits the service right now.

Update:

Got a reply from Volery about some of the issues that I addressed:

You’re right about the one week period being too limited. Although the site won’t be updated to say it until later, we’re going to allow all beta accounts and installers to work through our whole beta period. This change applies to all existing and new beta accounts.

For the long filenames issue we currently limit the name to 128 characters. We may need to lower this further if users run into trouble.

Good news is that the beta accounts and installers will now work longer than the initial seven day period.

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Use SUSE Studio to Build a Linux OS From Scratch [Operating Systems]
Use SUSE Studio to Build a Linux OS From Scratch [Operating Systems]
29 Sep 2009 18:00

Think you can make a better fast-booting, Chrome-focused OS than Google? Want to craft a custom Linux system that boots from a USB stick? SUSE Studio gives you 15 GB to do exactly that, and you do it all online.

SUSE Studio is what powered the fan-made "Chrome OS" we posted yesterday, which, in that case, was a semi-stripped-down system loaded with the developers' version of Chrome, Google webapp links, and OpenOffice. If speed and cloud computing aren't your bag, you can create a fully functional system with Firefox, 3D graphics, and whatever apps you can find installed. Want your system to start up with an AWN dock and Launchy keystroke launcher running? Not a problem.

Even if you don't know all that much about Linux, it's pretty easy to build a system you can boot from a USB stick or live CD/DVD, run inside a virtual machine program, or actually install it—or, heck, even test it out in your web browser.

Here's a basic walkthrough of building a system with SUSE Studio. In this case, we're looking to build a GNOME-based system that would boot fairly quick and use Chrome for most of its functions, and use GNOME-Do as the primary application launcher.

Get an account, choose your desktop

First things first, you'll need to grab an invitation and account from SUSE Studio. While it's invite-only at the moment, I received my invite only 10 minutes after registering and filling out a quick survey that suggested it would boost my invite reply time. Once your invite arrives, you can sign into SUSE Studio with your Google or Yahoo account, or any OpenID provider. Not sure how to nab an OpenID? Here's a quick video tutorial.


Once you're signed in, head to your "Home" screen and click the "Create new appliance" link in the upper-right. SUSE Studio calls each bootable system you create an "appliance" throughout the process. You'll be asked to choose your "base template," which includes the GNOME and KDE desktops, a Just Enough OS (jeOS) option, and server or command-line-only choices. Most folks will want to lean toward GNOME or KDE setups, as they're the most familiar graphical environments. If you're familiar with Linux enough to know how to build a login manager and desktop from a command line system, though, go ahead and play around—you can't really hurt anything.

Choose your software

This is the real meat and potatoes of creating a system. Click the "Software" tab and check out the packages already going into your system.

Based on your selection of a GNOME desktop, and SUSE Studio assuming you want the Linux basics needed to boot, a few packages and repositories are already installed for you. They're based on a basic installation of OpenSUSE, but you could wipe the slate clean and start over with another RPM-based repository, if you so chose.

If you wanted to add Firefox to your system, simply search for it in the search bar farther down the page. Results from the repositories you've chosen appear, and you can click "Add+" to load them into your system, with dependencies and other needed packages automatically included. What if you don't see something you know runs on Linux—like, say, Google Chrome? Find an RPM-formatted package, like those I found at Ben Kevan's blog, or add in a repository URL that carries regular updates. Generally, a good Google search for the name of your program and "OpenSUSE" should yield fruit. Hit the "Upload and Manage RPMs" link near the top of the Software page, and you'll be able to upload from your computer, or point to a file on the web. What's really neat is, once you upload your RPM files, you'll have a special repository created for you that can be loaded into any system you build with SUSE Studio.

Change the look and feel

Once you're done tinkering with your apps, head over to the Configuration tab to mess with your eye candy and determine how your system will boot up. Start at the "General" sub-section, making sure to change the user name at bottom to something other than "Tux" and change the password away from the standard "linux." You can set how you want your system to find a network connection (anything other than the manual or no-network options should be fine), and whether to enable a firewall.

The Personalize section only has two parameters, but who doesn't like to see their own logos and backgrounds stamped on a system? Next over, make sure the "Startup" section has you set to boot into a graphical login. Under "Desktop," you can set the OS to automatically boot to a desktop for faster start-up times, and the "Configuration" field lets those planning to install to a disk or USB drive, or run in a virtual machine, fine-tune their memory and disk use settings. "Overlay files" and "Scripts" can mostly be skipped, unless you've got documents you need to have in your test system or already work at a high level of Linux knowledge.

Grab and boot your OS

The "Build" section is where you get the good stuff. Pick the format you'd like to download, whether an ISO for creating a CD/DVD, a disk image for hard disk or USB transfer, or a ready-made virtual machine file for VirtualBox or VMWare. Choose your format, set a version number, and that build will always be available for downloading or "cloning." Not quite sure what to do with the files you received? Here's SUSE Studio's guide to using SUSE Studio appliances—though we'd certainly welcome more tips, especially on imaging USB drives with .RAW image files, in the comments.

Don't have the time or patience to burn a CD or install a new virtual machine? SUSE Studio actually lets you run your custom-built appliances on their own virtualization servers, for up to one hour, for free. Hit the "testdrive" link on one of your builds, and wait for it to boot up.

I was fairly impressed with the performance of a virtual machine I created entirely online, running on servers likely a world away and controlled entirely through a browser.

That's just a quick glance at what you can do with SUSE Studio—we're planning on building out a very slim, but helpfully app-loaded OS and sharing our configuration in the future. Tell us about your own "appliance" builds, and other custom OS tools, in the comments.


SARDU - Shardana Antivirus Rescue Disk Utility
29 Sep 2009 9:48
Shared by giancarlo
orgoglio sardo... di un appassinato di "toollettini" ;-) www.sarducd.it - Shardana Antivirus Rescue Disk Utility multiboot

Shardana Antivirus Rescue Disk Utility
Shardana Antivirus Rescue Disk Utility
28 Sep 2009 19:10

Many antivirus developers offer bootable rescue ISO images of their antivirus software programs so that users can use them to scan the computer system without having to boot into the installed operating systems. Shardana Antivirus Rescue Disk Utility combines antivirus rescue disks and system tools (like partitioning programs or boot managers) in one ISO image. This gives the user the means to run multiple antivirus rescue disks and other system tools from one disk or USB drive.

The core program can be downloaded directly from the developer’s website. It does not ship with any of the antivirus rescue disks or system tools though. It is up to the user to download them individually with the possibility to skip programs by simply not downloading them.

The program itself is divided into four tabs that list the various tools that are supported by the antivirus rescue disk. The Italian interface can be switched to several other languages. A click on any entry will open a website with download possibilities. Some websites are also shown in the Italian language but it is usually not a big problem to change those to another language like English or German to download the tool in the right language.

The downloaded images and tools have to be placed in the right directory so that the program will recognize them during the creation of the bootable disk image. Here is the list of supported antivirus rescue CDs and other tools:

antivirus: Avira Antivir Rescue System, Bitdefender, Dr. Web Live CD, F-Secure, GData, Kaspersky Kav Rescue CD, Panda Safe CD and VBA Rescue

utility: Floppy win98SE, Clonezilla, Gparted, NT password, Parted Magic, System Rescue CD, Ultimate Boot CD

Linux: Austrumi, Damn Small Linux, NimbleX, Puppy Linux, Slax

PE: LiveXP, MegalabCD, WindowsPE, UBCD4Win, VistaPE

The program offers then to create either an ISO image which can be burned to CD and DVD or to make to copy the files to an USB device and make that device bootable.

Shardana Antivirus Rescue Disk Utility is slightly more complex to setup initially. The tools that are combined on the disk or USB device on the other hand might make it an interesting option for users who usually run multiple antivirus programs and utilities in situations where they are needed.

The program can be downloaded from the developer’s website.

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Torna l'emergenza rifiuti a Napoli
Torna l'emergenza rifiuti a Napoli
28 Sep 2009 10:00

La notizia per i napoletani è da incubo: nonostante un Sottosegretario come Guido Bertolaso con tutti i superpoteri del caso, si scopre che di fatto l’emergenza rifiuti non è mai finita e che i sacchetti, spariti dalle strade un anno fa (perché interrati in discariche prima esauste e poi riaperte o in depositi detti di ecoballe) potrebbero presto riapparire come nel peggiore degli incubi.

Bertolaso spiega che la nuova presenza di rifiuti è solo un disagio temporaneo e che bisogna lavorare sulla cultura e sulle multe. Ha detto a Il Mattino:

Gli sversamenti illegali di rifiuti affondano le radici in un problema culturale. È sulla coscienza e sulle abitudini dei napoletani che bisogna continuare a lavorare.

Non spiega però come sia possibile che nelle province campane continuino a bruciare ogni santo giorno rifiuti la cui natura è sconosciuta senza che vi sia alcun intervento, così come quotidianamente denuncia la Terradeifuochi.

Intanto oggi parte la vertenza di circa 2000 lavoratori, addetti alla raccolta differenziata, che si sono visti rinnegare, per una prima tranche di 221, il contratto di lavoro da una sentenza del Consiglio di Stato. I lavoratori li avrebbero dovuti assorbire i Consorzi di bacini, fatto che non è avvenuto. La differenziata di fatto non è si è mai consolidata e la raccolta attualmente si attesta al 20% con l’obiettivo del 30% da raggiungere nel 2010. Intanto la Regione Campania sbloccherà oggi i suoli nella ex zona industriale di Napoli Est, per la costruzione di un nuovo inceneritore che servirà Napoli. Il Sottosegretario Bertolaso spera che se ne possa costruire anche uno in provincia di Caserta, per smaltire i sei milioni di ecoballe stipati nella provincia.

Foto | Flickr


3 myths about software development
3 myths about software development
20 Sep 2009 21:30



  • The code quality is related to the available time for implementing the solution wrong code quality is related to developer's skills and is related to company's structure and organization in teams and departments 

    ((it took me 30 years to learn from practice what my grandmother told me when I was young: it takes as much time to do something wrong as it take to do it right)))



  • The users do not care about code quality, when you are late you can give up code quality  wrong users are interested in a steady flow of  features released on time and when you give up quality you are going to slow down the following releases 

    (((it took me some years developing sw in Formula One at 300 Km/h to learn from practice that low quality code slow down developments and that exists good alternatives to keep code quality and deliver on time)))



  • A  junior sw developer is less expensive than a senior sw developer wrong the time required to teach and help a junior and to fix the initial mistakes and the communication overload (because more than 1 junior is required to cover all the different skills of 1 senior) turns into a ROI that is lower than the ROI of a senior

    (((A Junior sw developer is valuable because his energy, enthusiasm, curiosity, updated knowledge and less preconceived ideas.  So 1/3 of junior and intermediate team members with 2/3 seniors is a good balance)))


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