L’evoluzione della moda può raccontarci la storia dei popoli, anche se spesso le testimonianze in nostro possesso sono quelle di potenti in posa per un ritratto ufficiale o modelle in passerella, personaggi staccati dalla vita reale. Ma non sempre è così ed in ogni caso un occhio curioso può scorgere da ogni iconografia il significato di particolari minimi, il contesto sociale che può avere determinato la svolta del gusto o l’attenzione a certi tipi di manifattura. Sappiamo ad esempio che ogni sconvolgimento storico, come la rivoluzione francese o la prima guerra mondiale, ha consentito alle donne di allentare le stringhe del busto, mentre ogni periodo di restaurazione le ha ingabbiate nuovamente. Ma si possono scoprire tante altre cose. Per esempio in ogni epoca la moda elegge una parte del corpo che così assume maggiore importanza, le spalle, la vita, la testa, dando spazio alla speculazione sul valore simbolico di queste scelte. Possiamo anche notare come la moda subisca l’influsso delle oscillazioni dell’economia perché in periodi di ricchezza si esalta la magrezza, mentre in periodi di recessione si pubblicizzano i seni floridi. La moda può infine fungere da elemento consolatorio, come successo nel 47 col meraviglioso New Look di Christian Dior, dove il nuovo ideale di donna elegante e rassicurante servì anche a rilanciare l’economia del dopoguerra. Questa breve trattazione della storia della moda è il frutto del mio lavoro di costumista teatrale, in cui mi sono progressivamente dedicata allo studio della manifattura e struttura dell’abito. Ognuno dei figurini da me disegnati che illustrano questo libro, è il frutto di una paziente ricerca storica e può essere completato (per chi lo volesse tramite il sito www.arteinscena.it) dal suo cartamodello con misure sartoriali personalizzate. Maria Adele Cipolla è costumista teatrale da circa venticinque anni ed insegna disegno, sartoria teatrale e storia del costume in corsi di formazione. Da qualche anno si occupa principalmente del sito www.arteinscena.it, adesso allargato al social network www.arteinscena.ning.com. La maggior parte dei figurini di questo timeline sono contenuti nel libro "Arteinscena", acquistabile dal sito www.ilmiolibro.kataweb.it.
Created by mariadele on 06/01/2010
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Verso il 1840 la linea femminile a clessidra lascia il posto a quella a copriteiera. Le spalle si restringono e il rigonfio delle maniche discende lungo il braccio fino a scomparire del tutto, mentre numerose sottovesti conferiscono alla gonna la forma di un pallone. Qui proponiamo un abito che richiede una fattura molto accurata, con spalle cadenti e un busto molto stretto che termina con una sagoma a V. la costruzione è arricchita da pieghettature, pieghe, inserzioni, cordoncini etc. Le maniche sono molto attillate, le gonne sono fittamente pieghettate alla linea della vita e l´orlo è decorato con una serie di volant.
In questo periodo la moda maschile suggerisce una ideale siluette con spalle ampie e vita stretta e sottile, qualcuno addirittura veste il corsetto per snellire la vita il più possibile. La giacca e il gilet sono confezionati ed imbottiti in modo da dare una linea dal petto rigonfio e la vita di vespa. I risvolti sono lunghi ed ampi, le spalle rotonde e cadenti, le gonne e la coda della giacca corte. La marsina è scura mentre i calzoni sono generalmente chiari. Con l´abbigliamento da sera si usa il mantello, mantenendo lo stile del diciottesimo secolo, aggiungendo però una seconda cappa più ampia e corta, che copre le spalle e il petto.
Verso il 1830 circa, la moda femminile prende nuovamente una diversa direzione. La figura femminile ha spalle inclinate, busto arrotondato, vita stretta e fianchi pieni, e questo viene accentuato in modi differenti dal taglio alla decorazione dell´abito. La vita sottile è sottolineata da una larga cintura (una moda che continua dagli anni venti del secolo). Gli abiti da giorno hanno generalmente il collo chiuso e l´ampiezza delle spalle viene enfatizzata con pellegrine o ampi collari a mantellina che arrivano fino a metà manica. Le maniche sono invertite, strette alla sommità e rigonfie sotto, ma che terminano molto strette al polsino. Le gonne sono riccamente plissettate alla vita e rese ampie da sottogonne inamidate di lino o cotone. Qui viene fornito il cartamodello di abito con ampie spalle cadenti, vita stretta e abbassata e gonne rogonfie fino all´orlo. Le maniche sono molto larghe ed una pellegrina è annodata alla gola.
Circa verso il 1825 il più evidente cambiamento nella moda femminile è lo scivolamento della linea della vita verso quella naturale. Anche il corsetto intimo torna giù e le donne stringono il proprio ventre sempre di più. Vi è il caso di alcune giacchette separate dalle gonne ma la maggior parte dei corpetti sono attaccati insieme ad esse. Il corpetto, tagliato in modo da dare la sensazione di spalle scivolate, è spesso tagliato o decorato in modo da enfatizzare un motivo a V. Come rimando alla moda cinquecentesca in questo modello le maniche sono in due parti, le une lunghe e strette e le altre corte ed arricciate al colmo.
Attorno al 1815 i gentiluomini iniziano a calzare pantaloni abbastanza lunghi da coprire gli stivali. Sono piuttosto larghi e notevolmente corti. In questo modello la giacca è simile a quella precedente: a doppio petto, con due file di grandi bottoni e ampi revers che si sviluppano nel collo rialzato formando una M.
A poco a poco la donna copre le braccia, prima con guanti lunghi poi con maniche che possono essere a due livelli, l´una lunga fasciata, l´altra corta a palloncino. L´abito adesso è stretto e confezionato con tessuti meno leggeri e impalpabili. Si adottano per esso guarnizioni come coroncine di fiori ricamate, falpalà arricciati in fondo, ornamenti in rilievo eseguiti nel medesimo tessuto e detti denti di lupo, piccole increspature applicate, in molti casi dello stesso colore dell´abito. Per dare maggiore calore durante l´inverno talvolta si usa lo spencer, indossato abbastanza di continuo dal 1800 al 1830. Lo spencer è una giacchetta corta a maniche lunga indossata sopra l´abito e vi sono numerosi suoi stili diversi in materiali differenti, la maggior parte chiusi ma alcuni aperti. Qui noi forniamo un abito a vita alta, di forma tubolare e decorato "alla maniera gotica", con uno spencer ed una cuffietta.
La redingote a doppio petto con due file di grandi bottoni è ancora un popolare soprabito e ha misure più confortevoli, adatte ad ogni occasione. Meno attenzione viene data allo stile in favore della comodità . Le braghe sono più strette possibile e piuttosto che fabbricate in tessuto sono lavorate a maglia come se fossero calze (in Germania vengono chiamate Strumpfhosen). Queste braghe hanno colori chiari e il lato anteriore visibile è ricamato con passamaneria, come nel caso del pantalone da noi fornito il cui modello contiene anche il disegno del ricamo.
Durante il periodo della rivoluzione Francese ogni ornamento sparisce dall´abbigliamento. Ricchi e poveri badano a vestire nel modo più trasandato possibile per evitare di essere scambiati per aristocratici. Anche i ricchi borghesi vestono i pantaloni blu di lino con le giacche corte (carmagnole) dei proletari e il mantello rosso, questo infatti è l´abbigliamento dei Giacobbini. Dopodiché, a poco a poco, l´abbigliamento maschile viene continuamente rimodellato adottando contemporaneamente diversi stili differenti. Infine due di questi si impongono sugli altri: l´uno è quello indossato dagli uomini della classe media, l´altro invece è la divisa militare. Lo sile per entrambe è quello Inglese. In questo periodo vive infatti in Inghilterra George Bryan Brummel che detta legge in materia di moda maschile dal 1800 al 1816. Egli insegna l´arte di annodare la cravatta ma indirizza anche il gusto verso la sobrietà , decretando che la vera eleganza non sta nella guarnizione dell´abito ma nel taglio e nella maniera d´indossarlo. Il completo qui illustrato è composto di giacca a doppio petto, solitamente abbottonata e tagliata in vita in modo da mostrare il panciotto. Ampi revers si sviluppano in una sagoma a M che alza e risvolta il collo. Le maniche, arricciate al colmo, continuano strette senza polsino, mentre le mani sono parzialmente coperte. I calzoni, sui quali si calzano alti stivali, si estendono fino alla caviglia, dove le cuciture laterali sono aperte ed abbottonate (suggerisco di adoperare stoffe abbastanza elastiche).
All´inizio del 19° secolo gli abiti femminili sono chiamati "alla greca", identificando lo stile indossato ai tempi della Repubblica. Il chitone greco (o tunica) viene scelto come modello della nuova moda che raggiunge il suo apice nell´anno 1800 con il "costume à la sauvage". Ogni sottostruttura viene abolita e il petto e le braccia sono nudi mentre vengono usati i tessuti più leggeri possibili. La scollatura diventa più bassa e la vita arriva sotto il seno raggiungendo la sua massima altezza. Il corpetto, dal taglio molto semplice, è minuscolo e la gonna è tubolare con o senza una coda. L´abito è solitamente allacciato dietro, lungo fino a terra, con maniche lunghe o corte. Il modello qui proposto ha il corpetto attaccato alle gonne, che sono piatte sul davanti e arricciate al centro dietro. Le maniche sono corte e aperte ai lati.
Anche nella moda aschile la vita si alza e i fianchi, il ventre, le cosce e le gambe sono completamente in vista sul davanti mentre la marsina copre comodamente le spalle ed il petto. L´ampio collare è irrigidito in modo da reggersi eretto attorno al collo. Le code sono posizionate nella parte posteriore. Le maniche sono simili a quelle de modello precedente. Il gilet è spesso rigato, tagliato in vita con due file di grandi bottoni. Le braghe solitamente sono bianche e terminano sotto il ginocchio, abbottonati e annodati da nastri.
In questo modello i rigonfiamenti laterali del paniere si spostano verso la parte posteriore, adesso al paniere viene sostituito un sellino. La gonna è ai piedi e gonna e corpino sono due elementi a parte. Le parti anteriori del corpetto, tagliati ad angolo acuto, sono allacciati al corsetto intimo, che è visibile. Come in uso all´epoca, il decollete è coperto da un morbido scialle di mussolina, generalmente in bianco. Le maniche sono strette, più lunghe e bordate da un volant di mussolina.
Sul finire del 18° secolo i sarti inglesi apportano profondi cambiamenti all´abbigliamento. In campo maschile abbiamo un abito più sobrio confezionato con tessuti di lana. In questo caso abbiamo una giubba (frock-coat) campagnola distinguibile dal gilet senza collo. I davanti della giubba sono sagomati in modo da mostrare la parte superiore delle gambe e sono decorati con grandi bottoni piatti. Il gilet viene generalmente indossato soltanto di sera e nelle occasioni formali e in questo caso è a doppio petto nella parte superiore. Adesso le braghe sono estremamente stratte in modo da seguire la sagoma delle gambe (in aggiunta noi forniamo un pantalone di foggia contemporanea tagliato sotto il ginocchio).
In questo finire di secolo la linea dell´abito femminile cambia sostanzialmente. I rigonfiamenti laterali del paniere si spostano verso la parte posteriore, adesso è il drappeggio della sopragonna a dare volume, unitamente a dei cuscini di sottostruttura. La gonna si accorcia, il corsetto intimo non è più visibile, gonna e corpino sono due elementi a parte. Questo abito (Polonaise) è una versione campagnola della moda precedente e i lati rigonfi e rialzati della gonna scoprono una sottogonna semplice dello stesso tessuto. L´abito è guarnito ai bordi delle maniche e della sopragonna, alla scollatura e all´inserimento del volant della gonna, con del nastro plissettato. Come in uso all´epoca il decollete è coperto da un morbido scialle.
In questo periodo le gonne sono talvolta staccate nella parte anteriore e allacciate con stringhe sotto il corpetto e la pettorina. Questo sontuoso abito da sera, simile a quello della moda precedente, ha gonne larghe e ingombranti. L´abito è ricoperto di nastri, volant e altri tipi di vezzose decorazioni. Le maniche terminano in una cascata di pizzo. Per realizzare la sottostruttura consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
Adesso i capi maschili hanno una maggiore cura nel taglio sartoriale e la marsina, il gilet e le braghe sono spesso realizzati nello stesso tessuto. La marsina è sagomata e lasciata aperta sul davanti. I ventagli laterali sono meno voluminosi e al centro dietro vi è soltanto un´apertura. Le patte delle tasche sono posizionate un po sotto la naturale linea della vita. Le maniche seguono la sagoma delle braccia e i polsini sono di misura ridotta. Il gilet ha falde più corte tagliate sul davanti in modo da formare una V rovesciata. Le braghe sono simili a quelle della moda precedente ed in aggiunta noi forniamo dei pantaloni di foggia contemporanea tagliati sotto il ginocchio (qualcuno giudica infatti le braghe troppo difficili da realizzare e talvolta ridicole).
Questo elegante abito ha un corpetto aderente, steccato e aperto sul davanti in modo da consentire la vista di una pettorina riccamente decorata. Le gonne sono enormi e toccano il pavimento, in taluni casi hanno una coda al centro dietro. I lati delle gonne hanno profonde pieghe alla linea della vita per adattare l´abito alla sottostruttura. Il corpetto ha pieghe cucite al centro dietro che continuano aperte dalla vita in giù. Una sottogonna riccamente decorata viene mostrata dall´apertura delle gonne. Le maniche sono molto attillate e terminano con delle trine svolazzanti arricciate. Per realizzare la sottostruttura consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
In questa decade le giacche maschili continuano ad essere tagliate aperte sul davanti, ma le falde laterali perdono la loro ampiezza. La giacca è più dritta dalle spalle all´orlo e ha i davanti, i polsi e le patte delle tasche decorate con bottoni, enormi asole e alamari. Nel gilet i bottoni e le asole terminano a vita bassa. Le braghe sono simili a quelli della moda precedente ed hanno il tessuto abbinato a quello della giacca. In considerazione del fatto che le braghe hanno la caratteristica forma di questo secolo, in aggiunta noi forniamo dei pantaloni di foggia contemporanea tagliati sotto il ginocchio (qualcuno giudica infatti le braghe troppo difficili da realizzare e talvolta ridicole).
Questo abito semplice ha un corpetto steccato aperto e allacciato sul davanti. Le gonne hanno abbondanti pieghe al girovita e l´orlo tocca il pavimento. Le aperture anteriori dell´abito, dal collo all´orlo, sono bordate con dei revers cuciti all´esteno (robings). Il corpetto ha delle pieghe cucite che continuano aperte dalla vita in giù in modo da dare maggiore ampiezza alle gonne. Le maniche sono strette e adattate allo scollo. La sottogonna decorata va disposta in modo da essere mostrata dall´apertura delle gonne. Per realizzare la sottostruttura consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
Nell´elegante giustacuore e nella giubba (gilet) si aumenta il volume delle falde che, per aumentarne la rigidità , vengono anche foderate con della tela rigida cerata. Questo permette di far risaltare i fianchi e rendere le spalle ed il busto più esili. Il gilet è in tessuto differente da quello della giacca ed è abbottonato da metà busto fin sotto la vita. La stoffa dei pantaloni non è necessariamente abbinata a quella della giacca. Le braghe hanno una tipica forma che resiste per tutta la prima metà del secolo, in aggiunta però noi forniamo un secondo pantalone contemporaneo tagliato sotto il ginocchio (qualcuno infatti considera le braghe troppo difficili da cucire e talvolta ridicole).
Questo completo è simile al precedente anche se il punto vita si alza leggermente. La giacca è lasciata aperta sul davanti. Il gilet è più corto della giacca e i bottoni vengono lasciati aperti dalla vita in giù. Le braghe hanno una tipica forma che resiste per tutta la prima metà del secolo, in aggiunta però noi forniamo un secondo pantalone contemporaneo tagliato sotto il ginocchio (qualcuno infatti considera le braghe troppo difficili da cucire e talvolta ridicole).
Una variante di abito femminile che entra in voga negli anni 20 del diciottesimo secolo è l´abito a Sack. Tale modello, caratterizzato da una linea molto ampia che si sviluppava da un complesso sistema di pieghe che parte dalle spalle, fu immortalato nei dipinti del pittore francese Jean Antoine Watteau. Anche se l´abito dà la sensazione di una maggiore disinvoltura nei movimenti, in realtà va sempre indossato sopra il corsetto ricoperto di tessuto prezioso almeno nella pettorina centrale a forma di V. E´ anche assolutamente necessario il supporto di una sottrostruttura a paniere. Da ricordare che, analogamente a gran parte dei modelli di questo secolo, gonna e corpetto sono un pezzo unico. Per realizzare la sottostruttura consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
Nell´abbigliamento maschile, la casacca o giacca persiana che in origine pende dritta, a poco a poco si adatta alle forme e si suddivide in falde verticali sui fianchi. Così si trasforma nell´elegante giustacuore molto attillato, che arriva al ginocchio, con maniche ad ampio risvolto decorate da enormi asole. Sotto si indossano calzoni attillati chiusi al ginocchio. L´abbigliamento prevede anche un gilet della stessa foggia della giacca.
La scienza sartoriale e l’adattamento al corpo dei capi di abbigliamento, acquista importanza in modo crescente. Parallelamente alla maestria del taglio sartoriale, spariranno progressivamente anche tante decorazioni sovraccariche. Il completo da uomo consiste quindi nella giubba o redingote, accoppiata al panciotto e alle braghe. La giubba è tagliata stretta nelle spalle, è avvitata bassa ed è lunga fino al ginocchio. Essa è abbottonata soltanto fino alla vita, ha delle aperture fra i laterali e la parte posteriore in modo da dare un libero passaggio alla spada, attaccata alla cintura sotto il panciotto. Le maniche sono lunghe fino all’atezza del gomito e terminano con un ampio risvolto. Le tasche sono funzionali o semplicemente decorative, spesso posizionate nella parte anteriore della gonna. Il panciotto è nel taglio simile alla giubba, ed ha anche delle maniche strette. Le braghe sono tagliate in modo da terminare sotto il ginocchio ed hanno una abbottonatura al centro davanti. Il cappello ha la falda guarnita con passamaneria ed orlata con piume, è rialzata in tre parti e assicurata all’alzata da cordoncini, in modo da formare una base triangolare (tricorno).
Adesso, nell´abbigliamento femminile, i fianchi ed il posteriore sono fortemente accentuati dal rialzamento indietro delle gonne superiori (mantello) che vengono anche agganciate in modo permanente, lasciando in questo modo intravedere le gonne sottostanti (sottogonne). L´abito ha quindi le gonne, pieghettate e arricciate, tagliate in modo da formare uno strascico, ed attaccate alla linea della vita del corpetto. I bordi anteriori sono rialzati in su ed aggrappati al centro dietro della linea della vita del corpetto in modo da svelare il davanti ed i laterali della sottogonna. Il corpetto è chiuso al centro davanti, è talvolta tagliato in modo da svelare la punta a V del corsetto nella parte anteriore della linea della vita. Le maniche corte sono ripiegate al polsino ed arricciate o pieghettate allo scollo. Come copricapo troviamo il Fontage (alla francese o alla fettuccia in Italiano): un copricapo di merletto o di lino, sagomato in modo da aderire alla parte posteriore della testa, con una serie di trine increspate cucite ai contorni del viso; queste trine si sviluppano in fettucce che cascano indietro o sul petto. Le trine sono tenute erette da una cornice rigida di tela inamidata (commode).
L´abito femminile diviene più aggraziato, il busto si affusola e la sopragonna viene divisa in due sul davanti e aggrappata ai lati, per evitare che sia la donna a doverla sostenere. Le principali caratteristiche di questo abbigliamento, che prelude alla moda settecentesca, sono quindi un corpetto lungo e stretto con una profonda sagomatura a V in vita ed una scollatura profonda, mentre le gonne sono ricche (anche se meno voluminose di quelle della moda precedente) e indossate sopra un cuscino per i fianchi, sono sollevate in alto su ogni lato e assicurate da nastri, per dare una spinta all’indietro al costume. La rotondità posteriore e laterale presto si svilupperà nelle grandi gonne cerchiate del diciottesimo secolo. L’allacciatura al centro davanti indica solitamente che il corpetto è separato dal corsetto. Le maniche corte, che terminano nel polsino, scoprono le maniche della camicia sottostante.
Sin dal 1670 un´altra giubba o veste, come veniva chiamata, infervorò le corti di tutta Europa; essa era di foggia orientale e si disse proveniva dalla Persia, da cui il nome "giacca persiana". Questa giacca è molto importante nella storia della moda, perchè da essa deriva la livrea o inquartata settecentesca, ma nella sua forma originaria altro non era che una giubba informe (più tardi diventò attillata in vita) lunga fino al ginocchio, che in tal modo copriva completamente i calzoni. Era relativamente ampia, senza il colletto, con una fitta abbottonatura dal collo fino all´orlo. Le tasche erano inizialmente vicino all´orlo, tagliate orizzontali. Le maniche erano corte al gomito quando più tardi si allungarono. L´abbigliamento era poi completato dalla camicia in cui una sciarpa rimpiazzava il collare abbassato, dalle braghe, dalle scarpe, le calze ed il cappello. La sciarpa o cravatta, sempre in bianco, era posizionata al centro della gola con le estremità che si legavano attorno al collo, si incrociavano nella parte posteriore, quindi venivano riportate in avanti dove erano annodate o legate in un fiocco all’altezza della gola. La manica corta della camicia terminava in un polsino e in una cascata di pizzo. Le braghe erano ampie,tagliate basse alla vita, erano poi autoreggenti e trattenute in cinturini appena sotto il ginocchio.
In questo periodo la moda maschile raggiunge una forma spiovente quasi perfettamente conica. Questa figura di gentiluomo olandese arriva all’eccesso, diventando sproporzionata e ridicola. La giubba assomiglia ad un bolero con maniche corte la parte anteriore abbottonata all’altezza del collo. Le braghe a sottana sono costruite a due livelli, l´uno come una gonna scampanata e generosamente pieghettata, l´altra come un pantalone corto molto ampio, attaccato ad un sottostante paio di braghe aderenti autoreggenti che coprono il ginocchio. L’orlo, la linea della vita ed i laterali della sottana, sono tutti decorati con file su file di nastri infiocchettati. La punta quadrata delle scarpe, le rosette ed i nastri al polso, aggiungono note frivole ad un impianto già sovraccarico.
L´effetto generale della moda femminile è adesso quella di una crescente libertà , se non addirittura sciatteria, anche se le donne sono nuovamente costrette nei busti e nei rigidi corsetti, addirittura più allungati e scomodi. Altra caratteristiche generale è il basso decollete (le più pudiche lo coprono però con uno scialle) contornato da un profondo collare merlettato. Il corpetto è spesso costruito sopra il corsetto ed allacciato al centro dietro. Le maniche corte terminano in un ampio polsino, sono simili a quelle della moda precedente e rivelano la manica della camicia arricciata, indossata internamente. Le gonne sono ampie e separate dal corpetto, sono riccamente pieghettate e aperte sotto il centro davanti.
La moda femminile è cambiata in modo più vistoso rispetto a quella maschile. I rigidi broccati dell´epoca elisabettiana hanno lasciato il posto a tessuti più morbidi ed è scomparso anche il grottesco verdugale, sostituito da una serie di gonnelle. Il corpetto è meno rigido e questo conferisce alla donna un aspetto più goffo con la vita più alta. Quì abbiamo un morbido abbigliamento giovanile da realizzare in raso di seta. Le gonne dell´abito sono completamente chiuse, tagliate con una guida, e possibilmente assicurate alla linea della vita del corsetto. Le profonde alette che formano la baschina, sono attaccate alla linea della vita del corpetto aperto, la cucitura è poi coperta da una mezza cintura di nastro che termina in grandi coccarde. I bordi anteriori del corpetto sono fermamente assicurati ai lati della pettorina decorata. Le maniche rigonfie, lunghe e leggermente sotto il gomito, sono guarnite con larghi merletti che contornano il polsino. La scollatura bassa, formata dai lati del corpetto e dalla parte superiore della pettorina, trattiene il collare ereditato dalla moda precedente.
Questo modello maschile presenta un popolare colletto di pizzo, diventato così ampio da coprire interamente le spalle, esso è annodato sotto il mento e presenta dei grandi smerli di merletto a punto-in-aria. La giubba è abbottonata al centro davanti, è lunga fino ai fianchi ed è aperta sotto la vita alta per lasciar intravedere la camicia sottostante. Le spalle risultano strette mentre le maniche larghe e rigonfie terminano in uno o più polsini. Le braghe (spagnole) sono lunghe e dalla vita alta, agganciate all’interno della giubba o autoreggenti con una abbottonatura al centro davanti. Esse sono strette e tubolari nella forma, terminano sotto il ginocchio dove sono guarnite da nastrini a cappio. Bottoni e passamaneria decorano la parte esterna della gamba. La cappa è circolare e può essere di colore abbinato. I capelli sono lunghi ed inanellati e il cappello è a larghe tese.
Questo è un modello più aristocratico ed essenziale, soprattutto più elegante. Il farsetto è avvitato molto in alto, è irrigidito, è guarnito con passamaneria e presenta intagli nella parte anteriore che lasciano intravedere la camicia sottostante. La baschina del farsetto è formata da grandi lingue sovrapposte, attaccate fra di loro in modo da sagomare una V alla vita con angolo in basso nel centro davanti. Le spallette, che seguono la sagomatura delle spalle, nascondono l’attaccatura delle maniche agli scolli. Anche le maniche presentano dei tagli, in modo da svelare la camicia o la base interna. Al polso troviamo un alto polsino di merletto. La cintura è curvata in modo da seguire la sagomatura della vita. Dei nastri annodati circondano la linea della vita, sostenendo anche le ampie braghe oltre ad assicurare le alette della baschina. La serie di gorgiere, con armatura rigida rimuovibile, cascano in un morbido e folto collare intorno al collo. Le braghe sono generosamente pieghettate, a guisa di zucca, trattenute in basso alle ginocchia, ed anche abbottonate longitudinalmente o aperte nella parte esterna delle gambe in modo da svelare la base interna. L´apertura delle gambe al ginocchio è contornata da nastri annodati.
In questo completo maschile il farsetto, a punta al centro davanti, è aderente ma sprovvisto di imbottitura e prende una linea più allungata ed elegante con una specie di falda alla vita (in questo caso formata da una serie di linguette volanti) e svasata sui fianchi. Le spallette sono sagomate in modo da adattarsi ai piccoli scolli delle maniche. La parte inferiore della manica aderente è coperta da un polso molto alto, riccamente ricamato a punto-in-aria. Lo stesso tipo di merletto è ripetuto nel rigido colletto semicircolare, sorretto da una rigida armatura. Le braghe sono molto ampie, simili alle braghe a zucca, ma più morbide, lunghe e cascanti, raccolte sotto il ginocchio e allacciate al punto vita del farsetto.
Questo è un costume casto e semplice arricchito da splendido merletto e ricchi ricami. Consta di un piccolo corpetto o giacchetto, di linea morbida, abbottonato al centro davanti e indossato su gonne riccamente pieghettate. Il corpetto termina leggermente sotto la linea naturale della vita con una lieve curva in giù al centro davanti. Attorno alla vita vi sono degli inserti triangolari che danno al corpetto una linea a svasare che innalza il punto vita. Gli scolli delle maniche, che si spingono oltre l’attaccatura degli omeri, sono piccoli e circondati da aderenti spallette. Questi corpetti o piccoli giacchetti sono sovente confezionati in lino e ricoperti da ricami neri o colorati. Le maniche sono strette e un merletto ricamato a punto-in-aria contorna i polsini tanto alti da raggiungere quasi il gomito. Anche la profonda scollatura è contornata da un merletto ricamato a punto-in-aria. La serie di gorgiere sono assicurate in alto dietro il collo. Le gonne arrivano alle caviglie e sono generosamente pieghettate alla vita, generalmente confezionate in tessuto ordinario e decorate con strisce orizzontali di passamaneria o merletto.
Lo stile e le proporzioni dell'abbigliamento maschile sono adesso meno eccentrici. Il farsetto, i pantaloni rigonfi (trunk hose) e i Veneziani o canions sono spesso abbinati nel tessuto, nei colori e nelle decorazioni. Il farsetto è avvitato alto, con un piccolo ventre imbottito e tutte le cuciture guarnite di passamaneria, mentre le spallette seguono l’inclinazione delle spalle. Le maniche sono leggermente imbottite e terminano in polsini corti. La gorgiera è ampia e inamidata. I pantaloni sono a due livelli: trunk hose rigonfi in alto (è scomparso il modello pesantemente imbottito) e aderenti braghe o Veneziani in basso. Le calze sono cinte da giarrettiere.
Spostati in alto vita e cintura, le imbottiture non mettono più in evidenza linee rigide e spigolose, ma forme più morbide con abbondanza di pieghe. Le maniche sono meno aderenti (sovente aperte e chiuse ad intervalli con fiocchi o rosette), le gonne si arrotondano nella forma e si aprono al centro davanti. Il corpetto di questo abito è simile nella foggia a quello della moda precedente ed è abbottonato al centro davanti. Le spallette accentuano la stretta inclinazione delle spalle, mentre la gorgiera eretta ed il suo supporto sono assicurati alla scollatura. La manica è composta da una manica interna, una manica aperta ed una manica appesa (che raggiunge il suolo). La manica aperta termina sopra il polso in polsini doppi o tripli che raggiungono quasi il gomito. Le gonne sono aperte e pieghettate e raggiungono il suolo.
Questo completo maschile è abbastanza goffo e sgraziato, in quanto mancante di equilibrio e del senso della proporzione. Il farsetto ha la vita corta con una scollatura tagliata a punta verso il basso e maniche molto aderenti. Le braghe, generosamente pieghettate all’altezza della cintura del farsetto, hanno ampiezza e rigonfiamento ai fianchi per poi andarsi a richiudere a tubo in prossimità del ginocchio. Il Farsetto ha tutte le cuciture e gli orli guarniti con passamaneria, mentre all’apertura bassa della scollatura è attaccato un colletto cascante. La linea della vita termina in tante linguette che formano una baschina. Lo scollo della manica descrive una curva interna in direzione del torace ed è rivestita da una spalletta che si adatta perfettamente al braccio.
Abbbigliamento rigido e geometrico, leggermente più proporzionato della versione precedente. Il verdugale non viene più spinto in avanti nella parte anteriore, ma si assesta ad una linea della vita più alta. L’abito spesso da l’impressione di essere aderente e di una taglia troppo piccola per chi lo indossa. Nell´abito le componenti del corpetto seguono la foggia del corsetto intimo. La scollatura generosa mostra i seni parzialmente nascosti, sebbene non sempre, da un pezzo di tessuto semi-trasparente. La testa viene invece incorniciata da un collare di pizzo eretto, armato ed irrigidito. Le maniche, accompagnate da spallette e da sovramaniche aperte e appese allo scollo, sono simili nel taglio a quelle degli uomini e terminano in polsi singoli o doppi. Le gonne sono meno scampanate della precedente versione, sono aperte sotto il centro davanti e chiuse ad intervalli da rosette e spille. La baschina pieghettata, dello stesso materiale delle gonne, è poco decorata e cucita separatamente. Per realizzare il verdugale consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
Enrico IV pubblica l'editto di Nantes col quale concede agli ugonotti i diritti politici dei cattolici.
Elegante completo ispirato al ritratto di giovane uomo, forse il secondo conte di Essex, dipinto da Hillard. L´abito è dalle tinte tenui e dai colori contrastanti. Il farsetto è irrigidito da un lieve rigonfiamento sul davanti, mentre i disegni diagonali ad effetto di trama fitta rompono la linea severa. La gorgera circolare è inclinata sul davanti. La cappa scura si pone in risalto mentre le calze bianche simulano nudità .
Abito regale rigido, ampio e imbottito, che impone un portamento formale con le braccia distese, caratteristica del tempo. La monumentale gorgiera segue l´evoluzione della moda, aprendosi sul davanti ed inclinandosi. Il corpino a punta rasenta l´esagerazione. L´abito è arricchito da nastri, perle e guarnizioni in oro, sistemati in modo simmetrico. Le maniche sono a due ordini: una manica ampia e imbottita ed una sopramanica aperta nel senso della lunghezza, lasciata pendere dall´attaccatura delle spalle. La parte inferiore del corpo è ingabbiata nella verdugale detta alla francese. Per realizzare il verdugale consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
Enrico di Borbone, protestante, marito di Margherita, figlia di Caterina de' Medici, già capo del partito ugonotto, intraprende una dura lotta per il trono; vi riesce solo dopo aver abbracciato il cattolicesimo (nell'occasione pronunciò la famosa frase: "Parigi val bene una messa"), e viene incoronato re di Francia col nome di Enrico IV (1594).
Abito regale rigido e imbottito, la gorgiera segue l´evoluzione della moda, pur essendo ben chiusa sul davanti è più leggera ed è inclinata. Il corpino a punta anticipa l´esagerato allungarsi che si verificherà più tardi. L´abito è arricchito di nastri, perle e galloni sistemati in modo simmetrico. Le maniche sono a due ordini: una manica ampia e imbottita e una sopramanica aperta nel senso della lunghezza, lasciata pendere all´attaccatura delle spalle. La parte inferiore del corpo è ingabbiata nel verdugale detto alla francese. Per realizzare il verdugale consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
Completo maschile sobrio e raffinato, con un farsetto "a pancia", cioè imbottito a guisa di corno, che scende a punta sul ventre. Il farsetto è allacciato da preziosi bottoni e alla vita vi è attaccata una piccola baschina. Il collo è floscio e rovesciato e dei polsini ricamati prendono il posto delle piccole gorgere ai polsi. Le braghe sono corte e sbuffanti, imbottite a forma di zucca. Esse hanno due elementi tubolari che arrivano al ginocchio (canions) e si collegano alle giarrettiere. All´inizio le giarrettiere erano necessarie per tenere le calze tirate sulle gambe; in seguito si trasformarono (come in questo caso) in un motivo ornamentale. Il soprabito è molto corto, è foderato di pelliccia e ha le maniche ben rigonfie.
Completo maschile con un farsetto "a pancia", imbottito a guisa di corno, che scende a punta sul ventre. Il collo a gorgera e le braghe sono corte e sbuffanti, imbottite a forma di zucca. Il farsetto viene portato direttamente sopra la camicia che adesso è di un tessuto più fine. Sopra il farsetto, che a volte è un semplice davantino o un gilet, si indossa il jerkin (antesignano dell´odierna giacca). Le braghe hanno due elementi tubolari e goffrati che arrivano al ginocchio (canions) collegandosi alle giarrettiere. All´inizio le giarrettiere erano necessarie per tenere le calze tirate sulle gambe. In seguito si trasformarono (come in questo caso) in un motivo ornamentale.
Costume composto da busto a forma di cono rovesciato e sopravveste aperta che lascia intravedere la sottogonna. Sotto si indossa il busto rinforzato da stecche d´acciaio che appiattisce completamente il petto e nasconde le forme naturali del corpo. Le maniche sono rigonfie con alette. Collo rialzato con gorgiera. La parte inferiore del corpo è ingabbiata nel primo tipo di crinolina della storia: il verdugale, (verdugado in spagnuolo, farthingale in inglese). Per realizzare il verdugale consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
La guerra dei tre Enrichi: contro il re Enrico III e sua madre Caterina si muove il partito degli ugonotti capeggiato da Enrico di Borbone. Dopo la sconfitta dell'Invincible armada spagnola, Enrico III cambia fronte: fa assassinare Enrico di Guisa, capo dei cattolici, e si allea con Enrico di Borbone. Viene per questo ucciso da un frate domenicano (1589). Prima di morire designa come successore Enrico di Borbone.
vittoria contro i turchi nella battaglia di Lepanto della flotta della Lega Santa, formata dagli Stati cattolici (Spagna, papato e Venezia) per combattere l'impero ottomano.
Sul finire del XVI secolo la moda spagnola impone per gli uomini un enorme collo rotondo, pieghettato, rigido e spesso, tanto largo da essere paragonato ad una mola da mulino. Il collare si chiama "gorgiera" o "collare a lattuga" e presto viene adottato anche dalle donne, mentre gli uomini sono i primi a sbarazzarsene. Un tempo la rigidità della gorgiera veniva conferita dal processo di inamidatura, una tecnica che ha resistito fino agli anni trenta del secolo scorso e che io adesso sconsiglio, perché presuppone molta maestria nel destreggiarsi col ferro caldo. Suggerisco invece al suo posto l´uso della tela indeformabile rigida, quella in genere usata per irrigidire internamente i colletti delle camicie da uomo. Nonostante questo suggerimento, per confezionare una gorgiera ci vuole molta pazienza e precisione. Istruzioni di confezionamento: Innanzitutto bisogna confezionare un collarino che sia alto quanto si desidera alta sul collo la gorgiera (in genere 4 cm.) e largo secondo la circonferenza del collo più i centimetri di agio (osservare l´immagine). Poi si confeziona una lunghissima striscia di tessuto in cui la larghezza è quella propria della gorgiera (solitamente 10-12 cm.) e la lunghezza dipende da quanto si vogliono fitte le pieghe (quindi fate prima un campione e poi moltiplicatelo per i centimetri della circonferenza del collo). Per definire la striscia conviene ripiegare una sola volta un piccolo orlo dalla parte in cui la striscia aderirà al collarino, fermandolo con un punto zig-zag fitto come un cordoncino; dalla parte visibile invece conviene rifinire la striscia con un pizzo valancienne largo circa un cm. cucito ad essa con lo stesso cordoncino a zig-zag. Definita la striscia questa deve ora essere pieghettata a fisarmonica alle scansioni che avete già deciso, nel senso della lunghezza (stringendo le dita sulla piegatura così come si farebbe con un cartoncino). Sul collarino, rifinito come un colletto, si disegna con dei piccoli punti a matita l´ubicazione delle pieghe. Adesso, con dei piccoli punti ben fermati, la striscia lunga già ripiegata, viene cucita sia sulla cima che sul fondo del collarino. Alla loro estremità le pieghe vanno fermate fra di loro come nel punto smock.
Completo maschile sobrio e distinto, composto da farsetto, cappa e calzoni, spesso abbinati fra di loro nel tessuto e nelle decorazioni. Il giustacuore (o farsetto) è solitamente corto con tagli longitudinali che lasciano intravedere la camicia sottostante. Una corta baschina è attaccata alla linea della vita, e spallette o alette nascondono la giuntura fra le maniche e la loro scollatura. Il collo è alto con una piccola gorgiera. Le braghe sono corte, sbuffanti e imbottite a forma di zucca. La moda spagnola introduce il ventre d´oca e i farsetti "a pancia" in cui il giubbetto viene imbottito a guisa di corno e scende a punta sul ventre.
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Costume meno rigido ed angolare, dalla linea quasi mascolina. L’abito ha il corpino steccato che assomiglia al corsetto intimo, sono scomparse le lunghe maniche appese a campana ed in sostituzione vi sono delle maniche a due livelli con quelle superiori imbottite e sbuffanti, spesso allacciate allo scalfo con dei nastri per facilitarne l´assemblaggio (lo consiglio). La gonna è chiusa sul davanti, generosamente pieghettata, aperta da una grande e profonda piega a doppio cannone che simula una V rovesciata; essa è staccata dal corpino e fermata ad esso da tiranti alla linea della vita. Come copricapo abbiamo il cappuccio Francese, o altri copricapo simili nella forma a quelli maschili. La parte inferiore del corpo è ingabbiata nel primo tipo di crinolina della storia: il verdugale, (verdugado in spagnuolo, farthingale in inglese). Per realizzare il verdugale consiglio di osservare attentamente le riproduzioni di quelle d´epoca, (come quelle mostrate fra le immagini) per poi ricreare la stessa forma di gabbia, utilizzando strisce di ferro flessibile foderate di stoffa.
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