Le tensioni che dalla notte di Natale hanno visto il paese marsicano iniziare il nuovo anno in preda ad una crisi d'identità, tra manifestazioni, cortei, proteste e la volontà di elaborare un progetto per il futuro. Clicca sui link indicati per aprire l'archivio delle foto e dei video ogni singolo evento
Created by terremarsicane10 on Jan 3, 2012
Last updated: 01/12/12 at 12:44 AM
Luco dei Marsi - dicembre 2011 has no followers yet. Be the first one to follow.
Il Sindaco di Luco dei Marsi ci concede una lunga videointervista nella quale esprime il suo punto di vista sulla situazione del paese, prima di parlare dei dati utili a descriverla e di chi li possiede. Un approfondimento sulle tematiche toccate nella riunione del "Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine", che ha avuto luogo il 30 dicembre scorso, precede l'annuncio di due eventi: una nuova convocazione delle associazioni di Luco, prevista per oggi, e l'arrivo in paese dell'ex Prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli.
http://terremarsicane.it/node/19538
Luco dei Marsi - La manifestazione promossa dal "Comitato cittadino contro lo spaccio delle droghe" ha visto sfilare questo pomeriggio un corteo di circa 250 persone per le strade di Luco. Dietro uno striscione sul quale era leggibile lo slogan "Vicini alla polizia, vicini alla legalità", i partecipanti hanno attraversato il paese ritrovandosi in piazza Umberto I.
Lì è andato in scena un comizio pubblico aperto dalle parole del presidente del Comitato Oscar Di Gianfilippo.
Dopo di lui, hanno preso la parola alcuni cittadini, tra i quali l'avvocato Paolo Palma che, rilanciando una proposta appena formulata da Di Gianfilippo, ha illustrato una petizione da presentare al Consiglio Regionale; raggiunto un congruo numero di firme si proporrebbe al governatore Gianni Chiodi di presentare a sua volta una bozza di modifica per la legge Bossi-Fini, quella che attualmente regola gran parte delle dinamiche legate all'immigrazione in Italia.
La chiusura è stata affidata al responsabile marsicano de "La Destra" Salvatore Patierno, il quale ha puntualizzato: "La richiesta di dimissioni di Cherubini ha un mero intento provocatorio; la norma vigente infatti non comporterebbe elezioni anticipate e dunque, vista l'imminenza della tornata elettorale, è meglio che resti nel ruolo di sindaco chi è stato eletto dai cittadini".
Per tutti i video e le foto della giornata segui il link qui sotto.
http://www.terremarsicane.it/node/19493
La vignetta su problemi e relative ipocrisie...
http://www.terremarsicane.it/node/19483
E' una presa di posizione molto netta quella espressa da Mustapha Anzaoui nei confronti del dilagare della delinquenza legata allo spaccio di droghe a Luco dei Marsi. Anzaoui, marocchino in Italia da 21 anni, è presidente dell'associazione culturale "Herrama" (in arabo "La grazia"), la quale da sette anni riunisce i membri della comunità musulmana del paese nella moschea per il culto e i riti della religione islamica. L'associazione è composta da circa 120 componenti, dei quali novanta marocchini e trenta macedoni.
"Herrama" ha ricevuto, raccogliendolo, l'invito a partecipare alla fiaccolata "per la legalità" svoltasi a Luco venerdì 30 dicembre; nelle ore precedenti all'evento l'associazione aveva diffuso un comunicato stampa nel quale si usavano parole di condanna nei confronti della violenza "a prescindere dalle cause che l'hanno generata e dall'appartenenza dei suoi attori" e si avanzava alle forze dell'ordine la richiesta di misure commisurate alle problematiche; i ragazzi di "Herrama" riferivano poi del loro "rammarico per essere diventati oggetto di una disputa politica e quindi origine di una spaccatura tra i cittadini luchesi" invitando a "non utilizzare atti o episodi di violenza o anche di malavita perpetrati da individui stranieri per fini discriminatori". La manifestata disponibilità a collaborare con chi di dovere per la risoluzione della situazione sembrava trovare il suggello nella partecipazione alla fiaccolata, fianco a fianco con i luchesi.
Il solenne momento della cittadinanza luchese è stato però ferito quando in molti si sono rifiutati di sfilare affermando di aver riconosciuto diversi ragazzi finiti nella rete delle forze dell'ordine nelle settimane passate.
Anzaoui è categorico: "Non abbiamo nulla a che vedere con quelle persone, le cui azioni sono da noi condannate senza appello".
Molto interessante è l'analisi che della situazione fa Angelo Venti, giornalista luchese vincitore nel 2010 del prestigioso "Premiolino" e responsabile di "Libera contro le mafie" in Abruzzo. Con l'associazione ha promosso in occasione del 1 maggio 2011 un incontro in paese con Don Luigi Ciotti, momento che ha dato avvio ad una serie di tavoli che hanno visto protagonisti, tra gli altri, associazioni di categoria e sindacati nella ricerca del bandolo della matassa in merito all'esplosiva situazione di Luco. Il 21 dicembre scorso è stato poi tra gli artefici dell'incontro "Mafie a km 0" tenutosi ad Avezzano.
Venti afferma che "la presenza delle infiltrazioni su tutto il bacino del Fucino è ormai assodata, e che Luco si trova in una sorta di stato avanzato sotto molti punti di vista". (Clicca sul link qui sotto per il video di Venti)
http://www.terremarsicane.it/node/19398
Giovedì la smentita dell'incontro tra il sindaco Camillo Cherubini e il Prefetto Giovanna Maria Iurato. Ieri mattina, la scoperta: è il Prefetto Iurato ad essere andata a Luco, e non da sola. Si è infatti riunito nel Municipio il "Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine", organismo senza dubbio di ordine straordinario vista la sua composizione: come membri permanenti figurano infatti il presidente della Provincia, il sindaco dell'Aquila in quanto comune più grande della Provincia stessa, lo stesso Prefetto, il Questore e tutti i vertici delle forze dell'ordine.
Al comune insieme al sindaco si sono seduti al tavolo il Prefetto, il Questore dell'Aquila Stefano Cecere, il colonnello Savino Guarino, il capitano della compagnia di Avezzano Michele Borrelli e i vertici di Polizia, Guardia di Finanza e Guardia Forestale. GUARDA LE FOTO
Dall'amministrazione fanno sapere che "Il Prefetto ha voluto dare un segno di vicinanza delle Istituzioni alla collettività locale, alla luce delle recenti vicende. Nel corso della riunione è stata confrontata, tra l’altro, la realtà luchese con quelle di altre località del territorio che presentano situazioni simili. È stato inoltre ricordato il grande impegno profuso dalle forze di Polizia che hanno avviato mirati controlli nei giorni scorsi. Sono stati quindi analizzati i risultati finora conseguiti. È stato inoltre considerato che il Sindaco di Luco dei Marsi intensificherà la serie di controlli sul piano tecnico, sanitario ed anagrafico al fine di verificare se esistano situazioni di illegalità e quale ne sia la loro consistenza. Ferme restando le attribuzioni del Primo Cittadino, è stato assicurato che, laddove emergano situazioni di particolare criticità che esorbitano dall’ambito di pertinenza del Comune, le forze dell’Ordine interverranno per dispiegare le azioni di competenza. È stato inoltre deciso che i risultati conseguiti formeranno oggetto di esame da parte del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in una apposita seduta che si terrà alla fine del mese di gennaio 2012".
Salvatore Patierno, tra i maggiori promotori della manifestazione di martedì, dichiara: "Ringrazio pubblicamente a nome di tutta la cittadinanza, dopo averlo fatto in privato, il Prefetto Iurato, il quale mi ha personalmente assicurato la vicinanza alla cittadinanza luchese in questo accidentato percorso verso la risoluzione dei problemi che attanagliano il paese. Inoltre, ha promesso un incontro con il "Comitato contro lo spaccio delle droghe", a riprova del suo impegno per Luco dei Marsi".
Passando al pomeriggio, alle 17:00 una folta rappresentanza di cittadini si è ritrovata il piazza per la "Fiaccolata per la legalità" (GUARDA LE FOTO); presente tutta l'amministrazione comunale come tutta l'opposizione, oltre ai consiglieri regionali Gino Milano e Giovanni D'amico e il sindaco di Collelongo Angelo Gualtiero Salucci. Il clima di serenità dei primi minuti sembra un raggio di sole in mezzo alle opprimenti tensioni dell'ultima settimana. Presente anche una nutrita rappresentanza di immigrati quasi tutti di origine magrebina, tra i quali anche Yousef Bya, compagno della proprietaria del bar BlackOut, chiuso per motivi di ordine pubblico il 28 dicembre.
Poi qualcosa di rompe. Un numero sempre crescente di luchesi si stacca dal gruppo affermando di aver riconosciuto diversi ragazzi già finiti nelle maglie delle forze dell'ordine; quando il corteo raggiunge il municipio non mancano fischi e contestazioni.
L'arrivo in piazza è dimesso, il calore che sembrava contraddistinguere l'inizio della manifestazione va a scemare.
Dopo il discorso del sindaco, è la volta del parroco del paese Don Michele Morgani, il quale legge le parole inviategli dal Vescovo dei Marsi pietro Santoro; parole di accoglienza e di speranza. Al rompete le righe parecchie persone restano in piazza discutendo animatamente sull'iniziativa, tra loro e con gli amministratori e organizzatori.
E' amaro il commento di Salvatore Patierno de "La Destra"
"Esprimo soddisfazione - afferma da parte sua il sindaco Cherubini - per la piena riuscita della manifestazione “per la legalità” che ha visto la partecipazione numerosa dei cittadini che, interpretando i sentimenti del paese, hanno ribadito a gran voce la voglia di legalità. La giornata del 30 dicembre rappresenta un punto di svolta nell’azione di contrasto all’illegalità e di tutela della sicurezza dei cittadini, grazie anche alla riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi a Luco, che ha visto il confronto tra il Sindaco e il Prefetto. Ribadisco che la manifestazione di ieri è stata importante per la nostra comunità, voglio sottolineare la mia ferma condanna nei confronti di chi spaccia e lucra alle spalle dei nostri giovani. Se qualcuno per provocare si è inserito nella manifestazione è stato ampiamente isolato, certo che, proprio per non cadere nella trappola della provocazione, essendo una manifestazione pubblica, nessuno poteva essere espulso anche per evitare momenti di tensione. Mi faccio comunque interprete delle difficoltà di quei concittadini che hanno provato disagio, ma annullare la manifestazione avrebbe significato un arretramento che non ci potevamo permettere. Chi ha sfilato per la legalità lo ha fatto per tutti e per questo li ringrazio. Ringrazio il Vescovo per il messaggio estremamente positivo contenuto nella sua lettera ai luchesi così come don Michele e don Giuseppe per la loro disponibilità. Nell’augurare buon anno a tutti confermo che nel 2012 il nostro impegno si gioverà di armi e strumenti che renderanno la vita sempre più difficile a chi delinque nel nostro paese".
Clicca sul link qui sotto per la galleria foto e video
http://terremarsicane.it/node/19382
Con provvedimento in data 28 dicembre, su proposta del Comando Provinciale Carabinieri di L’Aquila, il Questore di L’Aquila ha disposto la sospensione della licenza per dieci giorni del Bar “Black Out”, sito in Via Duca degli Abruzzi in Luco dei Marsi, per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
Il provvedimento di chiusura è stato adottato dopo che nella notte tra il 24 e il 25 dicembre all’interno dell’esercizio pubblico era scoppiata una violenta lite tra alcuni clienti che era poi proseguita all’esterno, senza giungere a più gravi conseguenze solo grazie al pronto intervento dei militari della Compagnia Carabinieri di Avezzano.
Nella circostanza, complice l’abuso di bevande alcoliche, erano state danneggiate alcune auto parcheggiate nei pressi del bar, suscitando vivaci reazioni da parte della popolazione e focolai di rissa. E' stata la miccia che ha innescato le tensioni che tra Natale e Santo Stefano sono sfociate nella manifestazione di ieri (vedi in fondo per la cronaca, le foto e i video di questi ultimi intensissimi giorni).
Oltre al provvedimento di chiusura per il bar, già al centro della cronaca per una fucilata ricevuta sull'insegna la notte del 2 dicembre scorso, la Questura, tramite il Commissariato di Polizia di Avezzano e con la collaborazione della Compagnia Carabinieri di Avezzano che nei giorni scorsi ha tratto in arresto tre extracomunitari per detenzione e spaccio di stupefacenti, ha disposto l’intensificazione dei controlli diurni e notturni nel comune di Luco dei Marsi.
Per un’azione maggiormente efficace, il personale territoriale sarà integrato da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Abruzzo” della Polizia di Stato nell’ambito di un mirato progetto di contrasto dei fenomeni criminosi e con unità cinofile dell’Arma dei Carabinieri di Chieti.
http://terremarsicane.it/node/19345
L'editoriale
di Marco Ciaffone
Esordisco con lo scusarmi con tutti i lettori che non sono di Luco. Sugli editoriali di un giornale marsicano dovrebbero andare riflessioni sulla Marsica tutta; questo pezzo sarà invece incentrato su Luco dei Marsi e sul momento di ansia che il paese, il mio paese, sta vivendo in queste ore. Allargando un poco il raggio si potrebbe però dire che i problemi che ha Luco oggi potrebbero rendersi d'attualità in qualunque altro paese (soprattutto del Fucino) in tempi anche ristretti, almeno giudicando gli esplodi di cronaca violenta che nelle ultime settimane hanno interessato a intermittenza diversi centri del nostro territorio. Dunque, oggi parliamo di Luco, ma parliamo prima di tutto di una situazione sociale, quasi fosse un esempio dal quale trarre lezioni.
Finito il prologo, propongo riflessioni che ho già diverse volte manifestato con le stesse parole su vari mezzi.
La questione degli immigrati nel nostro paese ha ormai assunto in maniera sempre più preoccupante i tratti della problematica e dello scontro sociale. Purtroppo le soluzioni finora proposte evidenziano due modalità di agire entrambe deleterie quando ci si trova in una situazione problematica, di crisi e di confusione. Da un lato c’è chi propende per un piglio aggressivo e pur con in mente proposte talvolta genuine sembra essere seguito da teste poco propense al dialogo, spesso fomentate e fomentanti violenza, senza contare una componente di innegabile razzismo.
Dall’altro, l’estrema tolleranza di chi ha voluto per troppo tempo ignorare il problema tacciando di razzismo ogni inquietudine e ogni preoccupazione di una popolazione che vive ogni giorno una situazione di graduale innalzamento della tensione. Queste componenti non si sono incontrate, ma hanno cozzato l’una contro l’altra creando un cortocircuito che, come sempre, non può che innescare un incendio.
Sono adesso due i principi che a mio avviso devono prevalere: quello che la risoluzione del problema è interesse di tutti i luchesi e non solo di una parte di loro, tanto meno se per parti intendiamo schieramenti politici; e quello della legalità. Perché è di questo che parliamo, non di problema etnico e razziale, ma di legalità, e di chi, indipendentemente dall’appartenenza nazionale, la viola e la umilia sotto gli occhi di chi la rispetta ogni giorno. Il dialogo di cui parliamo non può che avere un approccio di lungo raggio, coinvolgendo i motivi per i quali certe persone sono qui, perché si macchiano di alcuni reati, chi sono i loro complici (spesso nelle vesti di clienti, per chi vuole capire, clienti che vengono in continuazione da tutta la Marsica), ma soprattutto come sono arrivati qui e dove alloggiano. Altrimenti la discussione è un pro o contro non si sa cosa che si risolve in un escalation di contrapposizioni troppo pericolose.
L’obiettivo deve invece essere quello di tutelare i cittadini luchesi disorientati e incazzati (si, non arrabbiati o adirati, ma incazzati) dalla situazione, ma al contempo la folta schiera di immigrati che ogni mattina si alza all’alba per andare a coltivare la terra che contribuisce ad arricchire il nostro paese, e che potrebbero subire ingiustamente le ritorsioni di una popolazione giustamente stanca di chi invece il paese lo impoverisce soprattutto a livello sociale e del vivere civile. Il nostro impegno deve essere l’impegno di tutti, soprattutto di quelle istituzioni e di quelle autorità che in troppi sentono distanti e poco attente a determinati problemi, e la cui latitanza può generare un vuoto che può essere riempito da frange molto poco ragionevoli e potenzialmente pericolose.
Basta con le prese di posizione di parte, gli slogan impregnati di ideologia e i discorsi sui massimi sistemi: la situazione va affrontata da un'autorità forte prima che degeneri, ed è questo il momento giusto (per non dire che è l'ultimo utile) per un intervento. Ma una soluzione sbagliata può generare un riflusso ancor più problematico.
http://www.terremarsicane.it/node/19303
Luco dei Marsi - Luco ha vissuto ore intense come poche altre volte. Gli episodi e i disagi della cittadinanza sono culminati martedì nella manifestazione indetta dal cittadino "Comitato contro lo spaccio delle droghe". Di fronte a un nutrito gruppo di cittadini (diverse centinaia, dalle stime avanzate durante la manifestazione stessa) hanno preso la parola gli organizzatori e alcuni cittadini.
Subito dopo è stata la volta di un corteo che è sceso di fronte al comune. Dopo aver fissato uno striscione inneggiante alle dimissioni del sindaco Camillo Cherubini i manifestanti ne hanno reclamato un intervento. Il sindaco ha convocato una loro rappresentanza nelle persone di Oscar Di Gianfilippo, del Comitato, e del responsabile marsicano de "La Destra" Salvatore Patierno. Dopo circa un'ora, la piazzetta antistante il Municipio e parte della strada erano colme di persone (guarda le foto).
Cherubini è uscito insieme ad altri componenti della Giunta comunale (Davide Baldassarre, Ernesto palma e Mauro Petricca) e ha parlato ai cittadini servendosi di un megafono. Il clima era bollente, e non sono mancati momenti di forte tensione. Il Sindaco ha annunciato l'incontro che avrà il 30 dicembre con il Prefetto Giovanna Maria Iurato dichiarandosi disponibile ad essere accompagnato da una rappresentanza qualifica dei cittadini. Ha poi parlato dei provvedimenti che potrebbero prendere autorità come la Questura per la chiusura, anche se temporanea, dei locali al centro delle polemiche di questi giorni.
Al rientro di un Cherubini visibilmente provato all'interno del Comune, sono seguite lunghe e animate discussioni tra cittadini, amministratori, organizzatori. L'assessore Baldassarre si è impegnato a prendere visione di un piano "Strade sicure" proposto da Salvatore Patierno.
Fino alla surreale situazione creatasi di fronte al bar Black Out, il locale al centro dei disordini di sabato. Una trentina di ragazzi luchesi hanno deciso di andare a consumare lì il loro aperitivo, generando questa appunto particolare situazione che portava tre auto dei carabinieri a presidiare l'ordine pubblico, mentre altre decine di persone ai lati della strada assistevano chiedendosi: "Ma, in pratica, che succede?".
E' ormai una guerra di nervi in paese; il culmine delle manifestazioni di disagio è parallelo alla richiesta di un intervento forte di chi di dovere per la messa a punto di un'ampia serie di misure che agiscano su tutti i gangli di questa dinamica generatasi attorno ai cittadini di Luco.
In mattinata Il sindaco Cherubini aveva diffuso questo comunicato stampa:
A proposito dei gravi avvenimenti che stanno accadendo a Luco, (l’episodio della vigilia di Natale e, se vere, le aggressioni fatte da gruppi organizzati), vorrei fare un appello a tutti i cittadini affinché si comprenda che la violenza non porta da nessuna parte. Può solo peggiorare una situazione già difficile! Si può comprendere la sensazione di forte disagio che molti cittadini hanno, e si deve continuare a lavorare a fondo perché le sacche di malaffare e di delinquenza siano intercettate ed isolate, ma non possiamo farci prendere dalla tentazione di farci giustizia da soli. La via della legalità passa per l’impegno di ciascuno di noi, che non deve essere omertoso, deve denunciare, isolare (nel pieno rispetto della legge) ma la repressione spetta alle forze dell’ordine. Faccio appello a tutti affinché ci sia fiducia nelle istituzioni, al lavoro quotidiano dell’Arma dei Carabinieri e delle Forze dell’ordine. Anche nell’episodio della vigilia di Natale c’è stato l’intervento in forze dei Carabinieri che hanno fermato ed arrestato alcune persone. Per questo li ringrazio ancora una volta per l’impegno che stanno mettendo per assicurare alla giustizia chi delinque.
In molti a Luco si stanno impegnando al massimo per dare un contributo concreto alla soluzione dei problemi che stiamo vivendo, che passa per l’impegno all’integrazione possibile ed al disinnescare possibili conflitti con la forza del ragionamento e con azioni concrete. Quindi faccio un altro appello a tutti coloro che hanno tempo libero ad entrare nelle Associazioni, a darsi da fare per creare occasioni positive, cercando di coinvolgere il più possibile i nostri giovani, dando loro esempi positivi e facendo capire loro che il rispetto del prossimo comincia con il rispetto di se stessi. Il rispetto di ognuno comincia con il rifiuto della droga, dello sballo ad ogni costo, della violenza.
Ci sono a Luco “esempi positivi”. E’ compito di tutti fare in modo che questi esempi si moltiplichino.
Vorrei infine ricordare a coloro che si stanno prodigando nell’utilizzare strumentalmente ed a fini elettorali questioni drammaticamente serie che il Sindaco ha fatto e sta facendo tutto quello che è nelle sue competenze e possibilità, e che solo tra pochi mesi si svolgeranno le elezioni Amministrative, nelle quali i cittadini di Luco potranno scegliere “come” e “da chi” essere guidati.
Di certo non serve a gettare acqua sul fuoco la notizia arrivata stamattina dell'arresto di un ventiquattrenne di orignie marocchina da parte della Guardia Forestale. L'uomo stava spacciando nei pressi della sua abitazione, dove gli agenti hanno effettuato una perquisizione trovando un comunque modesto quantitativo di droga (poco più di mezzo grammo) che egli ritiene essere per uso personale. Convalidati inoltre gli arresti per i tre fermati di sabato sera.
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http://terremarsicane.it/node/19312
La cittadinanza non ne può più ed è pronta a richiedere interventi straordinari. E' forse riassumibile così l'umore dei luchesi, che hanno subito l'ennesimo attacco alla loro tranquillità la sera della Vigilia. Non è stato un Natale come gli altri: l'esasperazione l'ha fatta da padrone, la tensione si avverte in ogni discorso, dal bar alla Rete. Ma si avverte, al termine di quelli che dapprima sembrano litigi tra paesani, una certa lucidità nella voglia di richiedere a chi di dovere di muoversi per far sì che Luco possa uscire da questo tunnel davvero cupo.
Sulla graticola finisce prima di tutti l'amministrazione comunale; l'accusa principale per il sindaco Camillo Cherubini è quella di aver affrontato in ritardo una situazione per la quale la cittadinanza esprime disagio ormai da anni. La presenza di elementi dediti allo spaccio e ad attività illecite, identificati soprattutto all'interno della comunità marocchina, nel paese ha sfondato il livello di guardia.
Sulla Rete, si prosegue con la ricerca dei colpevoli e si inscenano dibattiti che coinvolgono in prima persona anche gli amministratori e gli esponenti della politica locale. Le domande principali sono le stesse da tempo: come sono entrati tutti quegli immigrati che non possiamo permetterci di assorbire? Dove alloggiano? E come si può fermare il fenomeno legato agli stupefacenti che sta di fatto minando il tessuto sociale? Lo stesso sindaco sul suo blog aveva assicurato, dopo l'episodio della fucilata che vedeva coinvolto lo stesso locale al centro dei fatti di cronaca di sabato, di aver messo in campo le sue forze per combattere questo fenomeno di degenerazione urbana, affermando: "Penso che al lavoro che possono fare le Forze dell’ordine, si deve affiancare una più massiccia partecipazione dei cittadini". I cittadini sembrano ora mobilitati davvero, e alle richieste avanzate alle autorità di sicurezza di livello più alto, si sommano quelle di dimissioni avanzate nei confronti di Cherubini.
Sempre tramite Facebook ieri è partito un tam tam che punta a portare quanta più gente possibile nella piazza del paese domani, alle 15:30. L'obiettivo sembra essere quello di far nascere lì una forza cittadina che imponga la sua voce e la sua voglia di riprendersi il paese.
Aggiornamento - Intanto dai carabinieri arrivano ulteriori dettagli sugli episodi di violenza di sabato. Risulta confermato che i disordini hanno avuto origine da un diverbio nel bar "Black Out"; un cittadino trentunenne di origine marocchina, poi identificato e rintracciato (risulterà regolarmente residente a Gioia dei Marsi), che aveva partecipato alla discussione, è uscito dal locale e, in stato di profonda agitazione, ha assalito a calci alcune autovetture in sosta nelle vicinanze, danneggiandole.
Quasi immediato l'arrivo di decine di persone, tra cui gli inquilini degli appartamenti adiacenti, in un parapiglia generale e focolai di rissa. Sul posto, oltre a tutti i militari della Stazione di Luco dei Marsi, arrivavano così ben cinque equipaggi del N.O.R. e delle Stazioni Carabinieri limitrofe a cui si aggiungevano anche alcuni appartenenti a Forze di Polizia fuori servizio ma presenti in zona.
Il responsabile è stato deferito per il reato di danneggiamento delle autovetture per il quale gli interessati avevano subito presentato specifiche querele. Nei suoi confronti è stata inoltre avviata la procedura per irrogargli il provvedimento amministrativo, previsto dalle vigenti normative in materia di Pubblica Sicurezza, del divieto di ritorno nel comune di Luco dei Marsi per tre anni.
Ancora più inquietante quanto accadeva pochi minuti dopo: alcuni militari, mentre procedevano alla ricerca dell'autore dei danneggiamenti a bordo di un'autovettura civile, notavano all'incrocio tra via Roma e via Ospedale un capannello di extracomunitari di origine marocchina. Rallentata la marcia per vedere cosa stessero facendo, venivano avvicinati dagli stessi convinti che fossero acquirenti per la cocaina. Vista la divisa, hanno tentato la fuga, ma dopo aver gettato la sostanza stupefacente venivano fermati e arrestati in tre. Addosso ad uno di loro venivano rinvenuti 845 euro in contanti, sequestrati perché ritenuti proventi dello spaccio. Per tali motivi i tre sono stai tratti in arresto per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, dopo le formalità di rito, venivano associati presso la Casa Circondariale di Avezzano a disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Avezzano Maurizio Cerrato, titolare del relativo procedimento penale.
I tre arrestati sono: Nourredine Kharsas, classe 1978, senza fissa dimora e sprovvisto di permesso di soggiorno; Abdelilah Akly, classe 1988, domiciliato in Luco dei Marsi, in regola con il permesso di soggiorno; Abdellah Archouni, classe 1986, domiciliato in Luco dei Marsi, in regola con il permesso di soggiorno.
Tornando al provvedimento scattato per il responsabile dei danneggiamenti, gli uomini dell'arma puntualizzano come esso si stia adottando in maniere sempre più frequente in alcuni comuni del Fucino, unitamente ad altre misure, quali quelle di proporre la sospensione di attività di esercizi pubblici che possano costituire un pericolo, al fine di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica in Comuni come quello di Luco dei Marsi e, quindi, dare tranquillità alla popolazione.
http://terremarsicane.it/node/19291
"Mi è salito sulla macchina mentre tornavo e casa; calci sul cofano e sul parabrezza. Era a petto nudo e palesemente ubriaco". Quello che sembra un isolato episodio di disordine urbano si trasforma in pochi minuti in un caos cittadino. La gente si riversa in strada, diversi ragazzi imbracciano mazze e inscenano una caccia all'uomo nei confronti dei ragazzi marocchini responsabili dell'accaduto. E' triste la vigilia di Natale sul corso di Luco.
Accade tutto in un trafficato punto di viale Duca degli Abruzzi; una festa privata nel bar "Balck Out", già finito sulle colonne delle cronache per un colpo di fucile sparato sull'insegna dello stesso locale, si trasforma in un disordine generalizzato. Le volanti dei Carabinieri sono subito accorse per sedare la violenza scatenatasi, lasciando sfogo a quella che ha assunto i tratti di una rivolta popolare contro una situazione di evidente disagio della cittadinanza. I proprietari del locale hanno espresso la loro solidarietà a chi ha subito danni, avendone riscontrato essi stessi all'interno del bar.
"Ormai qui è continuo - lamentano con la rabbia negli occhi gli inquilini degli appartamenti adiacenti - ogni sera ce n'è una. Ci siamo stufati, serve un massiccio intervento delle forze dell'ordine". "Ci sembra di essere stati abbandonati - è il grido unanime dei cittadini, che continuano - incontriamoci nelle prossime ore, costringiamo chi di dovere ad ascoltarci. Incontriamoci già domani, raccogliamo firme, chiamiamo in causa il Prefetto, facciamolo venire per spiegargli che ne abbiamo abbastanza. Non meritiamo di essere lasciati soli".
La sensazione è che un nutrito gruppo di cittadini abbia davvero raggiunto il limite massimo della sopportazione rispetto ad una situazione che gli appare non più tollerabile. Si sono dati appuntamento a questa mattina e, a meno di ripensamenti o passi indietro, sembra iniziata una vera e propria battaglia per la riconquista di un ordine urbano troppo spesso violato.
http://terremarsicane.it/node/19288
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